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Casauria: in Abruzzo una nuova Docg?

Una nuova Docg potrebbe presto arricchire il panorama delle denominazioni d’origine abruzzesi: è l'attuale sottozona del Montepulciano d'Abruzzo Casauria.

  • 04 Aprile, 2022

Una nuova Docg potrebbe presto arricchire il panorama delle denominazioni d’origine abruzzesi. Il 7 aprile è infatti prevista l’audizione pubblica per la Docg richiesta dai produttori del territorio già nel 2016. Un iter lungo e complesso che il Covid non ha certo facilitato.

SAN CLEMENTE A CASAURIA-2

Casauria: il territorio

Oggi Casauria o Terre di Casauria è una sottozona all’interno della Doc Montepulciano d’Abruzzo, istituita dal 2006. Il territorio ha il suo cuore nell’Abbazia di San Clemente a Casauria, stupendo esempio di arte romanica, con due comuni che ne portano il nome: Tocco da Casauria e Castiglione a Casauria. Dopo 10 anni dall’istituzione della sottozona, i produttori del territorio hanno dato l’avvio al processo che nel giro ormai di poco tempo, dovrebbe portare alla nascita del Casauria Docg. Le aziende casauriensi vivono di Montepulciano d’Abruzzo, ma la riflessione condivisa è che la nuova denominazione permetterebbe di focalizzare l’attenzione sullo specifico territorio che caratterizza quest’angolo d’Abruzzo: le colline pedemontane della Val Pescara.

A differenza dell’altra Docg abruzzese, il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane, nel Casauria il focus è sulla denominazione territoriale e non sul vitigno, anche se il montepulciano ne è il protagonista.

vigneti CASAURIA

Casauria: il disciplinare

Il territorio di Casauria è caratterizzato da una assoluta verticalità dei produttori. Tutti producono vini dalle proprie uve in un controllo diretto del territorio e delle vinificazioni. Una economia che rappresenta diverse centinaia di aziende che danno lavoro a 4/500 famiglie in uno scenario molto dinamico, dove numerose nuove realtà stanno nascendo sul territorio.

Il nuovo disciplinare ha regole stringenti: a oggi il Montepulciano d’Abruzzo Doc ammette produzioni di 140 quintali per ettaro, mentre il disciplinare della sottozona Casauria ne ammette solo 95, ma le modifiche appena approvate dal Ministero per i disciplinari abruzzesi, portano la resa del Montepulciano d’Abruzzo a 150 quintali per ettaro. Il nuovo Disciplinare della Casauria in fase di approvazione, invece, ammetterà solo 90 ql. Due mondi produttivi difficili da raccontare sotto lo stesso nome.

Il disciplinare del Montepulciano d’Abruzzo, inoltre permette l’imbottigliamento in tutta Italia e sappiamo bene quanti produttori fuori regione sfruttano questa possibilità. Il Casauria invece potrà essere imbottigliato solo all’interno della zona di produzione.

Ultimo aspetto da sottolineare è che nel disciplinare è stata inserita la presenza di un clone di uva Montepulciano denominato “Casauria”, selezionato proprio su questo territorio e che si contraddistingue per grandi perfomance qualitative.

Ci sono tutti gli ingredienti, insomma, per una nuova denominazione di successo. Vi terremo aggiornati.

a cura di Marco Sabellico

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