Brda è la parte più settentrionale della regione vinicola di Primorska, nel versante occidentale della Slovenia. Una terra che con quella friulana condivide una tradizione, un terroir, vitigni e addirittura famiglie e dialetto. E che fa numeri importanti: oggi 690 viticoltori coltivano 1.830 ettari e rappresentano oltre il 25% della superficie vitata della Slovenia. Ogni anno in Brda vengono prodotti circa 6,5 milioni di litri di vino, il 20% della produzione nazionale.
Il terreno è composto principalmente da flysch eocenico, l’opoka (ponca in italiano). Il vitigno principe di Brda è la rebula (ribolla gialla), coltivata in questa zona dal XIII secolo, che oggi rappresenta oltre il 20% della superficie vitata. Molto presenti anche il tocai friulano (che qui ha assunto diversi nomi: sauvignonasse, sauvignon vert, zelena sauvignon, jakot e altri ancora), il sivi pinot (pinot grigio) e il pinot bianco. Tre le varietà bianche vanno ricordati anche lo chardonnay e il sauvignon blanc che si sono collocati nei migliori vigneti di Brda. Tra i rossi prevalgono merlot, cabernet sauvignon e pinot nero. Vi è inoltre una radicata tradizione nella spumantizzazione con Metodo Classico che vanta una variegata offerta di prodotti di elevato livello qualitativo.
È il primo anno che ci siamo cimentati nella degustazione di questi vini oltrefrontiera, l’impatto è stato più che positivo e dei 190 campioni che ci sono stati presentati ben 4 si sono aggiudicati i nostri Tre Bicchieri. A farla da padrona, neanche a dirlo, è stata la Rebula (Ribolla Gialla) che ha ottenuto il massimo riconoscimento con la Rebula Cru Selection ’19 di Marjan Sim?i? e con la Rebula Orbis ’18 di Erzeti?. Tre Bicchieri anche per l’uvaggio bianco Bela Carolina ’19 di Jacon?i? e per uno straordinario Chardonnay Sotto la Chiesa Bigliana II Cru ’19 della cantina Vini Noüe Marini?. Insomma, grazie alla collaborazione e all’accoglienza dei vignaioli sloveni è stata una bellissima esperienza, l’inizio di una collaborazione che speriamo di estendere anche alle altre zone transfrontaliere della Slovenia, che hanno una contiguità culturale e “colturale” con il nostro Friuli.
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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.
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