Alla fine bisognerà ammetterlo: i ristoratori toscani si stanno dimostrando particolarmente lucidi nelle settimane di questa crisi. Sono stati tra i primi ad associarsi, tra i primi a capire il cuore dei problemi del loro comparto, tra i primi a chiedere alla politica e all’amministrazione misure di buon senso scevre di inutili fughe in avanti, senza coprirsi gli occhi di prosciutto o farsi dannose illusioni.
Il Vecchio e il Mare di Firenze conquista i Tre Spicchi
Questo filmato per certi versi lo conferma a pieno. Si tratta di un video girato su Facebook in diretta da Pasquale Naccari, ristoratore a Firenze di origini calabresi e proprietario de Il Vecchio e Il Mare, pizzeria d’eccellenza di Via Gioberti a Firenze (da qualche tempo anche con proposta di pizza in teglia grazie all’adiacente punto vendita Street) che grazie alle gesta del pizzaiolo Mario Cipriano ha conquistato da qualche anno il massimo del riconoscimento sulla Guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso. Nei 13 minuti di video, sebbene in presa diretta, Naccari riesce pur tra qualche tirata folkloristica a toccare tutti i punti che stanno tenendo in ansia una categoria: come si farà con gli affitti? Come sarà possibile mantenere il distanziamento sociale in sala riducendo di molto il numero dei clienti serviti e nonostante questo mantenere i livelli occupazionali di prima visto che per ottenere i finanziamenti bisogna garantire proprio questo? Chi pagherà le utenze di aprile, di maggio, di giugno? Come sarà possibile onorare le scadenze fiscali e i tributi?
Quasi riprendendo alcuni concetti espressi in un nostro articolo uscito la mattina del 9 aprile (la diretta di Naccari risale al pomeriggio dello stesso giorno), il ristoratore chiede sostanzialmente al governo non un aiuto economico, non un sostegno agli imprenditori ma un lavoro su tasse, affitti e dipendenti. E soprattutto una riapertura solo quando sarà realmente possibile fare impresa in un settore che vive grazie alla socialità, al relax, alla fiducia tra gli ospiti e chi li accoglie. “Fateci aprire a settembre“, dice Naccari, “quando il problema sanitario sarà superato per davvero e quando non ci saranno contagi. Altrimenti chi è che verrà mai a sedersi in un ristorante con la paura di ammalarsi?“. Sarà davvero così? Oppure sarà vero il contrario: con persone confinate a casa per mesi che dopo la clausura manifesteranno una grande voglia di uscire riempiendo i locali? Complicatissimo fare previsioni credibili anche se la speranza è che l’emergenza possa lasciarsi alle spalle il suo picco più acuto.
L’area all’aperto de Il Vecchio e Il Mare
Un bagno di realismo, un elefante nella stanza di cui molti però fanno fatica a parlare. Quando si parla di Fase 2, come si fa non contemperare anche il sentiment della clientela. Il problema non è solo riaprire, ma capire in che scenario lo si fa perché altrimenti – come appunto scrivevamo qui qualche giorno fa – si rischia di farsi male ancora di più. E l’approccio vale ancora di più per gli esercizi come quello di Naccari, che vivono di grandi o grandissimi numeri ma che possono facilmente essere estesi a tutta la categoria dei ristoranti, delle pizzerie, dei bar. Ammenoché non si voglia immaginare una netta differenza tra un ristorante e una pizzeria per il fatto che quest’ultima, impostata come spiega Naccari nel video, per vivere su un livello di affollamento e di numeri molto intensi, non possa in alcun modo riposizionarsi su un livello di offerta basato sulla metà o addirittura su un terzo dei clienti serviti di prima. Naccari, è doveroso aggiungerlo, a marzo decise di chiudere la sua pizzeria anche prima rispetto ai decreti governativi di oltre un mese fa che consentivano una apertura per lo meno fino alle 18.
Ma al di là delle esternazioni (talvolta condivisibili, talvolta un po’ tendenti al populismo come dimostrano questo ulteriore video ancora in diretta e anche quest’altro) di Pasquale Naccari, quali sono le richieste ufficiali che il neocostituito gruppo dei Ristoratori Toscani sta ponendo all’insegna dello slogan “siamo nati per assumere, non per licenziare”? Vediamo alcuni punti che pochi giorni fa sono stati elencati in un nuovo comunicato indirizzato alle istituzioni. Paventando una “lenta morte” di moltissimi operatori, i ristoratori fanno delle richieste al Governo:
Successivamente alle richieste di ordine nazionale, il gruppo dei Ristoratori Toscani che – ribadiamolo – si sta a nostro avviso contraddistinguendo per lucidità e serietà delle proposte (sebbene non tutte ovviamente facili da applicare, altrimenti non ci troveremmo nella più profonda emergenza della storia contemporanea), rivolge anche delle proposte a livello Comunale. Valgono naturalmente per il Comune di Firenze ma appaiono come spunti per qualsiasi altra amministrazione comunale. Vediamole:
a cura di Massimiliano Tonelli
immagine in apertura: Paolo Matteoni Fotografo.
© Gambero Rosso SPA 2025
P.lva 06051141007 Codice SDI: RWB54P8 Gambero Rosso registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica impostazioni cookie
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati