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THE BEST IN ROME & LAZIO
Tomà è la storia di come si può concepire, progettare, aprire e purtroppo (sebbene temporaneamente) chiudere un locale in Italia e a Roma nei mesi della pandemia. Tomà sono innanzitutto le iniziali dei suoi ideatori. Tommaso Paradiso (cantautore e musicista) e Matteo Santucci (imprenditore della ristorazione). Nato pochissimi giorni fa, baciato immediatamente dal successo (rigorosamente non oltre le 18) che i coprifuochi della zona gialla romana consentivano e da lunedì 15 marzo chiuso finché sarà necessario. In molti per provarlo dovranno rimandare a dopo Pasqua, ma vale la pena scoprire fin da ora il progetto e segnarsi in agenda un promemoria per la primavera. Vale la pena ad esempio scoprire che “Tomà” è anche il nome di una nuova proposta, una specie di traduzione in romano (o in irpino?) di pintxos o tapas. Tre euro l’uno da ordinare a raffica in abbinata a una caña di birra alla maniera di Madrid o a uno spritz al Select alla maniera di Venezia.
Ma questo locale che espone un bancone spavaldo al cospetto di una parete fronte strada tutta vetrata e offre già ora a fine inverno una generosa quantità di tavolini all’aperto su una strada affascinantissima del Rione Prati non è banalizzabile come una chicchetteria. Certo in molti la interpreteranno così, ma in cucina c’è Andrea Nepa: solide esperienze nel mondo della ristorazione che conta e significativo successo a Roma col lancio di Pastorie.
Tomà Ristorante a Roma – Matteo Santucci e Andrea Nepazzi
Il menu cambierà settimanalmente. Tra le scelte c’è la carta dei Tomà (ricette su una fettina di pane. Qualche esempio? Polpo e patate con peperone crusco; cipolla caramellata, uovo sodo e riduzione di balsamico; broccoletti ripassati burrata e alici) e la carta dei cicchetti (antipasti dai 6 agli 8 euro; dalle alici fritte al vitello tonnato). Poi vengono le pietanze, con quattro primi quasi tutti all’insegna della semplicità (Mugnaia aglio e olio, 10 euro, Spaghetti vongole e bottarga, 14 euro) salvo l’intrigante risotto, crema di cavolfiore, animelle e tartufo (16 euro); e con quattro secondi (secreto iberico, totanetti o la scamorza del mitico casaro abruzzese Gregorio Rotolo) tutti a 16 euro.
I dolci, ma anche il pane, sono una collaborazione tra Tomà e Bottega Popolare, nuovo progetto che a Largo Argentina ha preso il posto de Le Mercerie, precedente impegno di Matteo Santucci. C’è molto altro da dire, ma invece di scriverlo ce lo ascoltiamo direttamente nel video qui sotto con Matteo e Tommaso. In attesa di un secondo test da Tomà, necessariamente dopo Pasqua.
Ristorante Tomà
Via Pompeo Magno, 12c
+39 06 85386864 – @toma.ristorante.roma
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