Da una trattoria di cucina tipica modenese al ristorante di Casa Ferrari, con i piatti dello chef Massimo Bottura. Fino al tour gastronomico di Bologna con le Cesarine. In un articolo pubblicato sul Times, il giornalista Dominic Lawson ha raccontato del suo viaggio in Emilia-Romagna. Un percorso in cui la cucina ha avuto un ruolo centrale, tra calzagatti, parmigiano reggiano e gnocchi fatti in casa.
Il primo pasto di cui scrive Lawson, nell’articolo intitolato La regione italiana che ci ha dato Pavarotti e Bottura, viene servito all’autore, accompagnato dalla moglie, alla Trattoria Pomposa al Re Gras a Modena, consigliata da un residente. «Un locale storico con un menù fortemente tradizionale e, cosa ancora migliore, prezzi d’altri tempi» racconta Lawson.
Lo scrittore assaggia i calzagatti, snack di polenta fritta con fagioli: «Non solo il piatto era meraviglioso nel suo mix di sapori e consistenze – racconta –. Ma era così abbondante che una persona meno golosa di me avrebbe potuto facilmente fermarsi lì». L’autore, invece, non si ferma e assaggia: trippa di vitello, purea di ceci con parmigiano, una mousse di mortadella e un bicchiere di vino. E, oltre ai sapori, apprezza anche il conto.
Quello di Modena, Lawson ci tiene a dirlo, non è il pasto migliore che consuma nei giorni in Emilia-Romagna. La seconda tappa del suo viaggio culinario è il ristorante Cavallino, il locale di Casa Ferrari a Maranello, sotto la guida dello chef Massimo Bottura. Primo piatto: flan di parmigiano reggiano stagionato 36 mesi con cipolla arrostita e, aggiunge lo scrittore, «quello che veniva definito “aceto balsamico tradizionale”, la cui intensità era straordinaria; ci è stato detto che aveva decenni».
L’esperienza è talmente sorprendente che, dopo il pranzo, il giornalista si fa accompagnare nel luogo in cui Bottura conserva alcune delle sue scorte in botti di legno: l’ultimo piano del Museo dell’aceto balsamico tradizionale a Spilamberto, dove è possibile vedere come viene prodotto «il miglior aceto balsamico secondo la secolare tradizione modenese e comprarne un po’ da portare a casa».
A Bologna, invece, Lawson si lascia condurre da Elena e Saverio, una coppia che fa parte del progetto delle Cesarine: un network di oltre 1500 cuoche e cuochi amatoriali di tutta Italia, che offrono ospitalità all’insegna dell’esperienza gastronomica tradizionale. «Abbiamo imparato a fare gli gnocchi al sugo di pomodoro e una versione locale del tiramisù – spiega lo scrittore –. O meglio, l’ha fatto mia moglie, mentre io lodavo il procedimento da una distanza in cui la mia goffaggine sarebbe stata meno dannosa per il risultato finale».
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