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Buon compleanno, Andy Warhol! Storia della celebre lattina di zuppa Campbell

Con il suo sguardo ironico e la giusta dose di cinismo che ha sempre riservato alla società contemporanea, l'artista che oggi avrebbe compiuto 96 anni ha reso il cibo protagonista delle sue opere

  • 06 Agosto, 2024

Chissà se Joseph Campbell, nel 1869, avrebbe mai immaginato che quella lattina di zuppa pronta sarebbe divenuta un’icona pop in tutto il mondo. Intendiamoci, le premesse per la buona riuscita del prodotto c’erano tutte, ma chi avrebbe potuto pensare che un giorno sarebbe finita nella serie di 32 serigrafie firmate Andy Warhol.

Andy Warhol, il cibo e quella parodia della cucina francese

Nato il 6 agosto 1928, l’artista che oggi avrebbe compiuto 96 anni non ha mai nascosto un certo legame con il cibo. Tanto che la Tate Modern di Londra, in occasione della retrospettiva a lui dedicata nel 2020, aveva presentato anche un menu ispirato a Warhol, che comprendeva tutte le sue – più o meno bizzarre – abitudini alimentari. La zuppa al pomodoro, naturalmente, ma anche la Coca Cola, i corn flakes della Kellogg’s (un’altra sua opera famosa), banane e funghi, bistecche e un panino con la cioccolata. Pop fino al midollo, americanissimo anche a tavola.

Wild Raspberries

Una cultura che ha riportato nei suoi lavori, ben prima delle famose zuppe: nel 1959, per esempio, quando non era ancora il padre della Pop Art che tutti conosciamo ma un illustratore di libri per bambini, su richiesta dell’arredatrice Suzie Frankfurt, Warhol realizzò un volumetto illustrato passato alla storia. Si chiamava Wild Raspberries e rimase confinato al novero dei collezionisti del genere fino al 1997, quando il figlio di Frankfurt ne trovò per caso una copia, autorizzando la ristampa. Con il suo sguardo ironico e cinico sulla società contemporanea, l’artista aveva preso i lamponi selvatici del titolo a simbolo di una cucina francese raffinata e ormai obsoleta, restituendo una parodia di quella gastronomia opulenta e barocca che dominava i ricettari.

La storia della Campbell’s Soup

Ricordando l’artista, però, è impossibile non pensare all’opera del 1962, quelle confezioni rosse e bianche già apprezzate all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, quando vinsero il primo premio, la medaglia d’oro ancora oggi rappresentata sulla latta. A creare l’azienda, dicevamo, fu Joseph Campbell, insieme al produttore di ghiaccio Abraham Anderson: si chiamava Anderson&Campbell Preserve Company ed era un’azienda del New Jersey specializzata in conserve di pomodoro, gelatine, verdure, carni macinate, zuppe e condimenti. Qualche anno dopo, i due si divisero e Campbell acquistò la quota dell’azienda, ampliando la produzione e iniziando a diffondere la zuppa al pomodoro.

Il successo del prodotto arrivò grazie al nipote del chimico Arthur Dorrance, che nel 1894 subentrò come presidente dopo il ritiro di Campbell. Fu lui a migliorare le zuppe pronte, economiche da produrre ma costose da spedire: diminuì allora la quantità di acqua che le rendeva pesanti, riducendo il prezzo e creando le zuppe condensate divenute poi immancabili nelle dispense di tutte le case statunitensi.

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