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Abruzzo che non ti aspetti: itinerari enogastronomici

“L’unico caso di citta?, di vera e propria citta?, che esista totalmente in quanto citta? balneare”. Nel ’59 Pasolini la vedeva cosi?. Prima il Vate D’Annunzio, autore de Il Piacere, gli dedico? le sue Novelle. Ha il piu? grande ponte ciclopedonale d’Italia, e? la capitale del fitness e del bien vivre adriatico. Gaudente d’estate, inquieta d’inverno, e? una piazza culinaria giovane e intraprendente, dove la tradizione convive pacificamente con una visione volta al futuro.

  • 17 Marzo, 2023

È un Abruzzo diverso dall’ideale pastorale e montanaro dell’entroterra, quello che corre lungo la costa adriatica che va da Pescara a Vasto. Un Abruzzo che, pur non dimenticando il suo legame con i sapori intensi dell’Appennino alle sue spalle, guarda anche al mare. Protagonista indiscusso di tutta la costa è infatti lui, il pescato, con ricette che cambiano di zona in zona. La ricetta più diffusa è senza dubbio il brodetto: ogni città ha il suo, variato secondo piccole sfumature, e di cui rivendica l’originalità. A Pescara il brodetto si fa con molluschi e pesci vari (seppie, calamari, piccoli polpi, pesce cappone, scorfano e murena) in un guazzetto di pomodoro, vino bianco, aceto e zafferano; a Giulianova è lasciato in bianco, col limone e con l’aggiunta di razza, coda di rospo, pannocchie, cozze e vongole; a Castel Frentano il sapore è mitigato dall’assenza del vino, mentre a Vasto è fondamentale l’aggiunta dei peperoni a cubetti. Era il piatto dei pescatori che mettevano a frutto le rimanenze della vendita del pesce migliore. Si trattava, evidentemente, di un piatto povero, di recupero dei pesci invenduti perché rovinati dalle reti. Un tegame di coccio con acqua di mare, olio, cipolle, aglio e peperoncino, cui poi si aggiungono i pesci – di almeno 6 tipi – in tempi diversi, secondo taglia e secondo tipologia. E poi veniva cotto solo scuotendolo un po’, ma mai girandolo. Il sugo, più o meno rosso, rimane lo stesso molto saporito. Si usa per bagnare le fette di pane prima di mettervi sopra il pesce. Serve abilità e conoscenza del pescato per poter preparare un brodetto come si deve.

 

Scopri il programma del Brodetto Fest 2021

 

Sempre in materia di pesce, altre gustose ricette sono la scapece, diffusa soprattutto nella zona del vastese, che prevede la marinatura in aceto per qualche giorno di filetti di pesce misto fritti e insaporiti con lo zafferano; i calamari ripieni di pangrattato all’uso di Francavilla; le sogliole alla Giuliese, con olive nere e limone, e il baccalà ubriaco del pescarese. Ma, nonostante, la grande abbondanza di pescato, lo spirito e le tradizioni contadine non vengono dimenticate, per cui anche salumi, carni e formaggi ricoprono un loro ruolo significativo. Se i formaggi e le carni fresche di pecora e altri animali da cortile non abbandonano di certo le tavole della costa, tra i salumi spiccano addirittura alcune produzioni locali: tipica del vastese è ad esempio la ventricina, insaccato ovoidale preparato con le carni pregiate del maiale, mentre a Ortona, nel periodo invernale, si prepara il fegatozzo, con le interiora del maiale. Non mancano verdure e ortaggi tipici locali, tra cui il peperone dolce di Altino o di Serranella, caratteristico del territorio compreso tra i fiumi Sangro e Aventino, di colore rosso intenso, e il celebre carciofo di Cupello, varietà molto antica a cui è anche dedicata la sagra “Carciofesta”. Chiudono questa carrellata di ghiottonerie e delizie, i dolci, autentico vanto della gastronomia abruzzese. Tra i protagonisti pressoché regionali, i bocconotti, in tutte le loro varianti, le sfogliatelle di Lama dei Peligni, i libretti, il pandolce aragonese di Vasto e il parrozzo di Pescara, dolce friabile a base di farina di mandorle, aromatizzato all’arancia e ricoperto di cioccolato fondente, il tutto accompagnato dall’Aurum, liquore a base di vino e agrumi prodotto nel pescarese e molto amato da Gabriele D’Annunzio.

Ristoranti

Soms – 1 Forchetta

6 minuti a piedi – Prezzo medio 50 €

Sorto dove c’era la sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso – l’insegna ne è appunto l’acronimo – è un’osteria contemporanea, sia per l’ambiente sia per la cucina che racconta l’Abruzzo rispettandolo ma non fermandosi allo scontato. In questo senso, lucida la scelta dello chef Moreno D’Antuono, che propone un degustazione con una buona creatività e un altro in omaggio all’Abruzzo forte e gentile dove i classici (a partire dalle pallotte cac’ e ova sino alla chitarrina alla teramana) sono ben eseguiti. Menzione per i dessert. Cantina arricchita, fornita sull’Abruzzo ma anche su francesi e tedeschi non convenzionali. Bello mangiare nel dehors, seguendo lo struscio.

Via Piave, 61 – 085 9430068 – www.somsristorante.it

Regina Elena – 1 Forchetta

9 minuti a piedi – Prezzo medio 75 € (antipasto, primo e secondo bevande escluse)

In pieno centro il rinnovato Regina Elena si è ricavato uno spazio importante nella ristorazione cittadina. Sala elegante con tre menu degustazione e una carta interessante con qualche spunto creativo davvero ben riuscito. Ecco la gallinella al verde, la capasanta con ventricina e lattuga, gli agnolotti ripieni di pesto con panocchia e arancia salata, il rombo in crosta e parmigiana e il cannolo con capperi, crema al limone e liquirizia. Curata la selezione di vini.

Viale Regina Elena, 32 – 370 3069342 – www.ristorantereginaelena.it

La Barcaccia – 1 Forchetta

10 minuti a piedi – Prezzo medio 55 €

Il locale della famiglia Di Cesare deve il suo successo a vari fattori: la posizione a due passi dal mare e dal cuore del passeggio cittadino, ma relativamente al riparo dal caos (infatti si sta tranquilli anche ai tavoli nella veranda sulla strada), una certa cura negli arredi e nella mise en place, e soprattutto una cucina che valorizza il repertorio ittico della tradizione con tecnica, esperienza e qualche tocco moderno che funziona bene. Con i crudi e con gli antipasti in generale ci si diverte parecchio, così come con i paccheri al ragù di scorfano, le mazzancolle al rosmarino, la frittura di paranza, il brodetto. Si beve bene. Servizio attento.

Piazza I Maggio, 33 – 085 4217426 – www.ristorantelabarcacciapescara.com

Nole – 1 Forchetta

11 minuti a piedi – Prezzo medio 50 €

La formula è moderna, e parte con l’eccellente colazione mattutina, passando per il bistrot a pranzo (stessa cucina, solo qualche piatto più semplice) e con la cena nella quale Daniele D’Alberto si esprime con libertà e fantasia attraverso menu degustazione e carta che cambiano stagionalmente. Nelle sue proposte si alternano stimoli nuovi a zone comfort come per il pomodoro di conserva, estratto di pesche, rucola e basilico o per l’insalata di mare al nero di seppia e salsa di lattuga. Buoni anche gli spaghetti di patata, crudo di scampi e salsa di bouillabaisse, la pancia di ricciola all’arrabbiata e il cremoso alla banana matura e spuma al frutto della passione. Bella cantina e staff preparato e disinvolto in sala.

Viale Regina Margherita, 84 – 085 4458925

casaMatta – 1 Forchetta

15 minuti a piedi – Prezzo medio 55 €

D’estate Mauro Del Pizzo si trasferisce al mare, all’Alcyone Beach Club in viale della Riviera 24, dove gestisce una doppia linea in veste balneare: menu di mare pesce, pizze e barbecue con carni selezionate a cena. Ma il quartier generale rimane sempre la sua “trattoria” moderna in centro, uno spazio arioso e contemporaneo con grandi vetrate, bancone e un bell’assortimento di bottiglie a vista. Qui, come in spiaggia, ci si diverte con una tradizione rivisitata senza esagerare e utilizzando materie prime di qualità, dalle paste artigianali, quando non fatte in casa, agli ortaggi di stagione. Servizio efficiente.

Via Venezia, 47 – 085  4682544 – www.casamatta.it

Da Bacone – 1 Forchetta

17 minuti a piedi – Prezzo medio 50 €

Lo stabilimento c’è da tanto tempo, la veste è stata rinfrescata nel 2021 per farne un moderno ristorantino sul mare, essenziale ma confortevole e con una bella terrazza fronte spiaggia da godere tre stagioni su quattro. La famiglia Romano garantisce solidità e qualità dell’offerta, anche perché il pesce arriva dalla barca di proprietà, e il menu si muove fra classici adriatici e qualcosa di più estroso, dalle linguine al battuto di alici ai tacconelli integrali fatti a mano con polpo e ferfellone, fino all’immancabile brodetto alla pescarese. Cantina ben fornita; servizio puntuale e disponibile.

Lungomare G. Matteotti, 54 – 085 4212280 – www.ristorantedabacone.it

 

taverna 58

 

Trattorie e Pizzerie

Osteria del Mare – 2 Gamberi

16 minuti a piedi – Prezzo medio 45 €

Pochi coperti ma un’identità già evidente dalla mostra di bottarghe e prosciutti di mare maison, passione del patron, oltre alla pesca. Nessun menu scritto, tutto dipende da ciò che arriva ogni giorno dalle barche locali. La selezione di stagionati apre le danze, poi antipasto completo tra crudi, freddi e caldi: scamponi, gamberi rosa, rossi e viola arricchiti da un filo d’extravergine, carpacci di tonno e spada, ottimi, una squisita insalata di tonno, il sauté di cozze, le alici a scottadito e gli spiedini di spada. Immancabile lo spaghetto aglio, olio, bottarga “della casa” e gamberi crudi, un capolavoro. Secondi? Frittura, arrosto o pesce di spina frollato e “aggiustato” in padella con rosmarino e olive. Servizio gentile.

Via Puglie, 14 – 391 4792525

Taverna 58 – 2 Gamberi

16 minuti a piedi – Prezzo medio 35 €

Un grande classico nei vicoli di Pescara Vecchia, a un passo dalla casa di Ennio Flaiano, la Taverna mantiene immutato il suo stile e tiene alta la bandiera della cucina abruzzese di terra, qui in una delle migliori interpretazioni cittadine (lo staff è in parte ancora quello dell’inizio). Menu immutabile, per fortuna: l’immancabile fellata (assortimento di salumi, formaggi e assaggi caldi), falsomagro di vitello stracotto, chitarrina con funghi e tartufi dell’Aquilano, pecora della Majella al tegame, polenta di ceci e baccalà al rosmarino dolce, zabaione caldo espresso. Bella cantina sotterranea e servizio di mestiere. Consigliata la prenotazione.

Corso Manthoné, 46 – 085 690724 – www.taverna58.it

Trieste Pizza – 2 Rotelle

16 minuti a piedi

Pizzetta artigianale, calda, dal gusto tutto italiano quando non abruzzese, da asporto, a prezzi accessibili. Lo storico brand della famiglia Ciferni continua a espandere il suo credo anche all’estero. Mission che trae forza dalla filosofia di sempre, coniugando replicabilità artigianale e poesia del territorio, contando, finché possibile, su una nicchia di produttori artigiani, in grado di garantire forniture bio e tradizionali di qualità sicura. L’impasto a lievitazione naturale è fatto con farine italiane semintegrali certificate bio, con maturazione dalle 36 alle 48 ore. Di base il fiordilatte arriva dalla Valle Peligna, il pomodoro bio da San Salvo, l’extravergine è abruzzese, carni e salumi selezionati da Villa Celiera, il pecorino di Farindola. Soft drink e birre in bottiglia anche artigianali abruzzesi.

Lungomare G. Matteotti, 102 – 085 4214038 – www.trieste.pizza

Donna Tina – 2 Rotelle

20 minuti a piedi

Acqua, farina e passione per l’innovazione. Così Mattia Di Giovanni, ex bomber di pallanuoto, pizzaiolo avanguardista della teglia antiaderente sanificata dopo ogni infornata, porta avanti il suo progetto di pizzetta pescarese al padellino, tonda green e gustosa, friabile all’esterno e morbida dentro. L’impasto base – di tipo semintegrale, miscela di tipo 0 e tipo 2 – è prodotto con farina di grano tradizionale coltivato in biologico; il fiordilatte utilizzato è prodotto con caglio vegetale certificato. Da provare le stagionali Polpo e patate, Caponata, Alici e datterini, Parmigiana, Peperonata, Fiori di zucca e alici. Si bevono soft drink e birre in bottiglia. Altra sede in piazza Sacro Cuore.

Via M. Polo, 54 – 085 2194600 – www.donnatinapizza.com

 

Wine Bar & Street Food

Bollicine – 2 Bottiglie

10 minuti a piedi

Appuntamento fisso per tanti affezionati e piacevole scoperta per chi è alla prima volta, l’enotavola di Luca Panunzio, riferimento del vino in città, è un punto di riferimento affidabile e in posizione centralissima. La passione e il mestiere di Luca, che da anni lavora nel settore, sono evidenti nella selezione di bottiglie ma soprattutto nei consigli che sa darvi (affidatevi se avete dubbi). Piccole aziende e nomi affermati, bollicine francesi più o meno note, oltre ovviamente all’Abruzzo migliore: trovate non tutto ma quello che piace al patron, ed è un valore aggiunto. In tavola aperitivi e pasti veri e propri di sostanza e soddisfazione: bruschette, pacchero con baccalà e olive, uovo e peperoni, pallotte cac’e ova. Lungo e stretto all’interno, d’estate guadagna spazio con i tavoli all’aperto.

Via N. Fabrizi, 216 – 085 4415006 – www.bollicinepescara.it

Alla Chitarra Antica

7 minuti a piedi

Carrature e matterello per tirare la pasta a mano sono sempre in pole position a dare il benvenuto in questa storica gastronomia del centro, che parla pescarese a parole e nei fatti. Ogni giorno una squadra esperta guidata dal grande anfitrione Claudio Minicucci appronta manicaretti e specialità tipiche: sontuosi fiadoni, pallotte cacio e ova e di ricotta, porchetta della casa, baccalà, timballo, parmigiana di melanzane, crocchè, pizze rustiche e tanto altro. Ottimi pure i dolci, dai caggionetti ai parrozzini. Oltre all’acquisto da asporto, ci si può fermare per un ricco aperitivo nel dehors.

Via Sulmona, 2 – 085 4224010

Alla Brace

19 minuti a piedi

Con garden e posti a sedere, in zona movida. Qui si viene innanzitutto per gustare i tipici arrosticini: di pecora, di fegato e di pollo. Sono squisiti, da carni fresche di una macelleria locale, vengono cotti a puntino sulla brace e si gustano caldissimi. Ma c’è tanto per passare una serata con specialità del territorio, dai panini (con doppia salsiccia, con pancetta o ventricina) alle bruschette con salsiccia di fegato, fino alle pallotte cacio e ova, da accompagnare con vini e birre alla spina. Disponibile anche l’asporto.

Via Caboto, 44 ang. via Marco Polo – 085 7930067

cornetti Caprice

 

Pasticcerie

Renzi – 1 Torta

5 minuti a piedi

Paste grandi e mignon, maritozzi con la panna (ma anche bigusto, crema e cioccolato), bombe, zeppole fritte e al forno, gli immancabili ventagli, mostaccioli, pannocchie di sfoglia, tortine viennesi, strudel, meringhe, plumcake e crostate. Sono alcune delle specialità che hanno fatto grande il nome di Renzi, pasticceria dove da quasi novant’anni la famiglia Bevilacqua porta orgogliosamente avanti una proposta saldamente incentrata sulla tradizione. Ricette consolidate e rassicuranti: qui la crema gialla si fa ancora a mano, nella pentola di rame, la crema zabaione si profuma col Marsala, la chantilly col rum e i tranci di Sacher hanno un ripieno aromatizzato con una bagna di liquori e sciroppo alla frutta. Una peculiarità gli anicini, morbidi biscotti da tè all’aroma di anice. Immancabili anche tramezzini e pizzette per lo spuntino, torte e rustici su ordinazione, parrozzi e pastiere pasquali. Oltre ai banconi sempre ben forniti, ora l’insegna dispone di alcuni tavolini all’aperto, per la colazione servita e l’aperitivo.

Via Roma, 52 – 085 4216164

Emozioni Italiane – 2 Torte

6 minuti a piedi

Pasticcere e cioccolatiere, Federico Anzellotti è un professionista di spessore e appassionato sperimentatore. La ricerca sull’ingrediente è la base intorno cui tutto ruota; dalle monorigini della carta dei caffè alla scelta del Fino de Aroma come base delle creazioni in cioccolato, ai tanti Presìdi Slow Food protagonisti dei gusti di gelato, che affianca granite e sorbetti. Poi c’è l’estro, con cui dà vita ad esempio ai pani dolci all’olio d’oliva ispirati alla colazione all’antica, o la colomba all’olio evo (locale) con olive candite, abbinabile sia col dolce che col salato. A colazione ottime brioche, a doppia lievitazione, da provare vuote o farcite a piacere. Non da meno il salato, che arricchisce gli aperitivi con paninetti farciti, fiadoncini, mini rustici, sfoglie, pizzettine. In città anche lo shop in corso Vittorio Emanuele e a Miglianico la storica pasticceria di famiglia.

Via Firenze, 251 – 085 8127249 – www.emozionitaliane.org

Caprice – 2 Torte

14 minuti a piedi

Una pasticceria sapiente, confortevole, ispirata all’Abruzzo e calibrata su tante esigenze (con opzioni senza lattosio o glutine) quella di Fabrizio Camplone, figlio d’arte e con all’attivo quarant’anni di mestiere e di successi. Non è novità che la sua proposta, dai lieviti da colazione alle magnifiche torte, dai bicchierini freddi alla gelateria, segua da tempo il principio della sostenibilità, incentrata su ingredienti a km0: scrucchiata d’uva di Ortona, liquirizia di Atri, zafferano dell’Aquila, mosto cotto (valorizzati al meglio nei grandi lievitati e nel gelato gourmet), frutta e ortaggi dal mercato ortofrutticolo. Grande l’amore per la sua città, quella di D’Annunzio e Flaiano, cui il pasticcere si ispira nelle sue creazioni da consumare al pezzo, al cucchiaio, in coppa gelato o in forma di caffè speciali. Da provare i mignon gioiello, dove il guscio di pasta frolla racchiude composte di frutta abbinate a creme mouselline. Fra le torte, un must la Presentosa, con croccante di mandorle, e la Triestina, diplomatico con pan di Spagna al maraschino.

Piazza G. Garibaldi, 29 – 085 691633 – www.dolcicaprice.it

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