Il dolce più famoso d’Italia è stato inserito tra i prodotti agroalimentari tipici del Friuli Venezia Giulia, ma la sua paternità è storicamente contesa con il Veneto. In qualsiasi caso, si tratta del dessert al cucchiaio più amato di sempre, una mattonella di savoiardi bagnati nel caffè e soffice crema al mascarpone cosparsa di cacao. Goloso, rassicurante, semplicemente irresistibile, da un po’ di tempo il dolce ha una giornata dedicata: il 21 marzo si festeggia il Tiramisù Day, data simbolica che segna l’arrivo della Primavera e la voglia di lasciarsi l’inverno alle spalle. A ideare la festa, Clara e Gigi Padovani, giornalisti specializzati nel settore gastronomico che dal 2017 hanno dato vita all’iniziativa, nata dal libro “Tiramisù – Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato”. “Nei nostri viaggi negli Stati Uniti, in Australia, Europa, America Centrale del Sud abbiamo sempre trovato una interpretazione del tiramisù”, raccontano gli ideatori. “Per questo ci è venuta spontanea l’idea di celebrarlo in una giornata significativa”.
Traditional Italian dessert tiramisu in a glass.
A fornire i dati sul successo del dolce è come sempre Just Eat, l’app leader di servizi a domicilio in tutta Italia e nel mondo, che ha analizzato l’andamento degli ordini in Italia nell’ultimo anno. Il tiramisù si conferma uno dei dolci più apprezzati dagli italiani: nel 2021 sono stati ordinati oltre 27mila chili di tiramisù in tutta Italia, pari al +22% rispetto al 2020. La vera sorpresa arriva però dalla Francia: anche tra i cugini d’oltralpe lo scorso anno è impazzata la moda del tiramisù. Il più amato è sempre quello classico, ma le variazioni sul tema in voga sono moltissime: al secondo posto tra le preferenze italiane, si piazza quello al pistacchio, mentre in terza posizione si trova il tiramisù alla nutella, seguito da caffè, pan di Stelle, mascarpone. Chiude la top 10 il tiramisù alle fragole, ideale soprattutto durante la stagione primaverile, per una variante fresca e sfiziosa del dessert tradizionale.
Cominciamo dal nome. Tiramisù è la quinta parola della cucina italiana più conosciuta all’estero, senza dubbio il dolce made in Italy più famoso. La ricetta, naturalmente, è stata riadattata e interpretata in vari modi a seconda delle abitudini locali, e ha dato vita a concept store e attività in tutto il mondo. Tra le più curiose, TiramisUGO, realtà della Cornovaglia che propone tiramisù pronti in barattolo da ordinare a domicilio, realizzati dal “Cornish Italian”, giovane cuoco italiano che distribuisce i prodotti anche nei negozi specializzati.
Le origini del tiramisù sono avvolte nel mistero. Le teorie al riguardo sono moltissime e altrettanti i testi che cercano di dare una risposta alla domanda: chi lo ha inventato? Antenato del dolce sembra essere lo sbatudin, antica preparazione fatta con tuorlo d’uovo montato con lo zucchero, solitamente riservata ai più piccoli e ai malati, per una dose di buonumore ed energia. Nel libro “La cucina trevigiana” di Giuseppe Maffioli si legge dell’usanza veneta di consumare lo zabaione con panna montata e baicoli, i biscotti secchi tipici veneti. Insomma, il tiramisù potrebbe essere un’evoluzione ancora più ricca dello zabaione nelle sue diverse varianti, sicuramente nato nel Nord Est della Penisola.
Friabili e zuccherini, i savoiardi sono la base perfetta per il tiramisù, dolcetti leggeri fatti con farina di grano tenero 00, zucchero e uova, caratterizzati dalla classica forma a dito. In inglese, infatti, sono chiamati ladyfingers, mentre il nome italiano deriva dalla Savoia, terra dove sono stati creati a fine Trecento, alla corte di Amedeo VI in onore di una visita del re di Francia. Oltre a essere un prodotto tipico del Piemonte, i biscotti sono parte integrante della tradizione sarda, ma nell’isola prendono il nome di pistokeddos.
Indissolubilmente legato al tiramisù, il mascarpone è il formaggio per eccellenza della pasticceria italiana. Esistono versioni alternative ormai del dolce, con la ricotta o altri formaggi spalmabili, ma il mascarpone resta l’opzione migliore. Si ottiene dalla coagulazione acido-termica della panna attraverso aggiunta di acido citrico, e con una lavorazione ad alta temperatura. Le origini del prodotto sono da rintracciare nel XII secolo nella zona di Lodi: il nome deriva da mascherpa, parola dialettale che indica la crema di latte.
Ingredienti (per 6 persone)
4 tuorli
2 albumi
150 g. di zucchero
400 g. di mascarpone
150 g. di savoiardi
6 tazzine di caffè
2 cucchiai di Marsala secco
1 cucchiaiata di cacao amaro
Raccogliete in una ciotola i tuorli e lo zucchero e lavorateli a lungo con una frusta fino ad avere un composto biancastro, gonfio e spumoso. Unitevi, un goccio alla volta, il Marsala e infine amalgamatevi il mascarpone lavorando quel tanto che basta per avere un composto omogeneo. Montate a neve ferma gli albumi e amalgamateli delicatamente alla crema con un movimento dall’alto in basso. Sistemate uno strato di savoiardi sul fondo di una piccola pirofila rettangolare e pennellateli con il caffè, copriteli con la quarta parte della crema e proseguite con uno strato di biscotti bagnati di caffè, uno di crema, uno di biscotti e l’ultimo di crema. Spolverate la superficie con il cacao fatto scendere da un setaccino, quindi sigillate la pirofila con la pellicola e tenete il dolce in frigo per qualche ora prima di servirlo.
a cura di Michela Becchi
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