La cucina italiana all’estero è sinonimo di felicità: uno spicchio di pizza o un risotto e si viaggia veloci verso i nostri confini. Dal 2016 la guida Top Italian Restaurants traccia la mappa della ristorazione tricolore di qualità su scala globale, con premiazioni in oltre 40 metropoli.
L’edizione 2023 di Top Italian Restaurants parte con un cambio di direzione: non ci sono più i Gamberi e saltano le categorie all’interno dei ristoranti, ora sempre valutati con le Forchette. Osterie, trattorie, bistrot, fine dining d’albergo sono tutti sullo stesso piano. A completare il pacchetto gli Spicchi per le pizzerie e le Bottiglie per le carte dei vini.
Ci ripetiamo: l’asticella si è alzata in maniera poderosa, grazie a una nuova generazione ben formata che ha scelto la strada estera per fare esperienza. Tanti ragazzi si stanno regalando enormi soddisfazioni e in pochi riprendono la via di casa. Ma veniamo ai numeri di quest’edizione: 30 Tre Forchette, 20 Tre Spicchi e 20 Tre Bottiglie. I sette Premi Speciali ben sintetizzano il lavoro di un anno.
Il piatto italiano del momento all’estero? La cacio e pepe. In tema pizze, l’arte napoletana si diffonde a ritmo triplo anche nelle città meno battute, mentre sorprende l’hype intorno alla pinsa romana, decisamente più celebrata nel mondo di quanto non lo sia tra le mura della Capitale. Il repertorio meno diffuso? Il quinto quarto e le nostre zuppe, mentre volano vitello tonnato, burrata e tartufo a tutto campo, inattaccabile il rituale dello spaghetto al pomodoro, come la chiusura con un cucchiaio di tiramisù.
Il personaggio dell’anno lavora a pochi minuti a piedi dalla Casa Bianca, nelle cucine di Fiola, l’elegante ristorante del cuoco e imprenditore Fabio Trabocchi. Antonio Mermolia, 39 anni, nativo di Gioia Tauro e da oltre 10 anni in America, ci ha stregati con il suo stile creativo e raffinato squisitamente legato ai sapori mediterranei per un’esperienza fine e complessa, con picchi geniali. Tecnicamente preparatissimo, umile, a dir poco appassionato: è il volto di quest’edizione. Speriamo di rivederlo presto all’opera in Italia.
Il salto di qualità della ristorazione all’estero si vede bene già dai tanti nuovi focus regionali ben a fuoco. Siamo tornati diverse volte nel locale aperto nel 2020 tra le palme di Santa Monica, in California, da Valentina Bianco. Entri e ti ritrovi diretto in un paesino tra Bari e Lecce. I sapori sono senza filtri, autentici, cotture puntuali, per un repertorio pugliese espresso con una genuinità difficilissima da trovare in tutti gli Stati Uniti. Orecchiette, focaccia, pasticciotto e vini parlano tutti la stessa lingua in un ambiente informale e curato. Senza tanti giri di parole, sapore italiano al cubo.
Ci spostiamo tra i grattacieli di vetro di Vancouver per rendere merito a Pino Posteraro, chef e titolare dal 1999 di Cioppino’s Mediterranean Grill & Enoteca. Il suo locale è un punto di riferimento per tutto il Canada, materia prima di grande qualità, a partire ovviamente da eccellenti oli, pesce e carni di prim’ordine, salumi stagionati in casa secondo tradizione, carta dei vini infinita. Da 23 anni un modello virtuoso di cucina italiana nel mondo, preparata con professione e competenza.
L’apertura del 2022 ci porta nella vibrante Ho Chi Minh, in Vietnam, all’interno dello scenico Times Square Buliding. Parte da qui la nuova avventura internazionale di Chicco e Bobo Cerea hanno portato con successo Da Vittorio in giro per il mondo, prima in Svizzera e poi la doppia sfida in Cina. Da giugno, con il contributo del residente chef Matteo Fontana, la partenza in bello stile tra piatti immancabili come i paccheri da Vittorio e ricette create ex novo. Stile e gusto italiani.
Una carta così profonda, ben redatta e ricercata si trova a fatica anche in Italia. Sbarchiamo nella “Las Vegas d’Oriente”, siamo nella galassia del gruppo legato a Umberto Bombana. Qui il merito è di Marino Braccu, general manager e sommelier, che ha messo su una lista che profuma di autoctono, di artigiani, di vini gastronomici, di vini funzionali. Non ci impressionano le decine di annate di Masseto e Sassicaia ma la coerenza di una carta piena di sorprese, fruibile, con nomi pochi conosciuti in Asia, vivacizzata da una mescita sorprendente. E con Riccardo La Perna in cucina siamo davanti a un vero dream team.
Torna a suonare musica rock in questo tempio della ristorazione italiana nel mondo, a pochissimi metri dall’Arco di Trionfo. Oliver Piras & Alessandra Del Favero hanno fatto il salto da Cadore a Parigi con grande naturalezza, portando una ventata di freschezza in una cucina d’albergo, l’Hotel Le Royal Monceau – Raffles. Abbiamo assaggiato un menu perfettamente ritmato tra classici e ricette da vera avanguardia: sapori netti, contrasti incisivi, un mix di talento e piacevolezza.
Chiudiamo sui lieviti con una storia da film. Raffaele Tromiro, quarta generazione di pizzaioli, ha girato il mondo, ha vissuto anche momenti difficili per poi trovare il suo posto sulle sponde del Lago di Zurigo. Oggi Napulé è un marchio a tutto tondo, tra locali specializzati in pizze a portafoglio e insegne più strutturate come la nuova insegna di Zollikon. Qui abbiamo toccato con mano un impasto arioso e fondente, lungamente lievitato, impreziosito da ingredienti di altissimo profilo, frutto di una ricerca costante e indipendente.
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a cura di Lorenzo Ruggeri
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