Tanto pesce azzurro, utilizzato nei primi piatti o per golosi secondi – fritto o alla griglia – ma anche carne di cavallo cotta alla brace, arancini di riso e cartocciate. Catania è un vero paradiso per i più golosi, che qui possono fare affidamento su una serie di indirizzi validi e adatti a tutte le tasche: tavole calde, street food, pasticcerie dalle vetrine imbandite, ma anche cocktail bar e locali ricercati. Ecco i migliori ristoranti di Catania.
Curato da Nunzio Di Bella, Amocù è un elegante ristorante con cocktail e sakè bar che prende come fonte di ispiraizone le cucine asiatiche e del mondo, con un focus su quella giapponese. Nel menu, organizzato per sezioni, tartare, tacos, udon, riso, ramen, tempura, cevice, gunkan, tataki, nigiri, uramaki, futomaki, sashimi e molto altro.
Amocù – via Vecchia Ognina, 147 b – www.amocu.it
Nascosta in un angolo di Piazza Pardo, all’interno dello storico mercato del pesce si trova una delle insegne più rinomate a gestione familiare. L’ambiente è informale, i piatti sono rispettosi della tradizione e basati sul pesce fresco di giornata esposto al banco. Carta dei vini regionale e servizio cortese.
Osteria Antica Marina – via Pardo, 29 – www.anticamarina.it
Etica, inclusione, sostenibilità: è su queste basi che continua a crescere la creatura di Roberta Capizzi, un’imprenditrice lungimirante che in dieci anni ha ridato forza a concetti oggi più che mai attualissimi. Tempo, spazi e sapori domestici che diventano concreti in ogni portata, grazie all’utilizzo degli ortaggi e degli agrumi provenienti dagli orti di famiglia, o delle carni da allevamnti sostenibili e di filiera corta. Di ampio respiro la carta dei vini e dei distillati.
Me Cumpari Turiddu – p.zza Turi Ferro, 36/38 – www.mecumparituriddu.it
In uno dei mercati del pesce più belli e pittoreschi della Sicilia, con i suoi tavoli all’aperto, il locale della famiglia Pennisi occupa gli spazi della vecchia macelleria, e negli anni si è guadagnato un meritato successo di pubblico. Da provare la serie di antipasti: crudo, sarde a beccafico, parmigiana di spada e salsiccia di tonno, e poi le linguine al nero di seppia o la pasta alla Norma.
Mm Trattoria – p.zza Pardo, 34 – facebook.com/mmtrattoria/?ref=page_internal
Pa-mo-cha, acronomico di Pane-Mortadella-Champagne: siamo in un cocktail bar&champagneria dove la ricerca qualitativa e la condivisione sono lo scopo principale. In un’atmosfera moderna e rilassata si può scegliere tra oltre 200 etichette di Champagne, ma anche molti distillati. Si mangiano uova fritte con caviale, tartufo o ricci di mare, tagliere di salumi e formaggi, panini, ostriche e tanti crudi.
Pamochã – via Gemellaro, 46 – www.pamocha.it
L’idea di Massimo Villardita è quella di dar vita a un luogo confortevole dove poter assaggiare sempre qualcosa di buono, senza orari. Vini, birre, tè e infusi non mancano, scelte su un personale programma di ricerca. Il menu è scritto su due lavagne, in vista agli avventori. Da non perdere il gazpacho con avocado e crostini e la crostata di ortaggi con crema di cipolle e tuma.
Razmataz – via Montesano, 19 – www.razmatazcatania.it
Un trio di chef coordina la cucina di questo locale poliedrico e dall’offerta sfaccettata. Qui si viene per i tipici sfizi siciliani, ma anche per gustare piatti della tradizione regionale interpretati con buona tecnica. Buona la cantina, che valorizza il territorio, attento e cortese il servizio.
Il Sale – via Santa Filomena, 10 – www.ilsaleartcafe.com
Continua a sorprendere, per rapidità di crescita e mutevolezza della cucina, l’angolo gourmet di Alessandro Ingiulla. Delineato, preciso nei suoi piatti, si misura in un contesto formale e di algida eleganza. Tra le creazioni più interessanti, fetta di manzo tiepida e la sua gelatina con foie gras, ravioli al pecorino con tartufo e crema ai fagioli Casaruciaro di Scicli, stinco di vitello agglassato e risotto riserva 7 anni al Ragusano mantecato.
Sapio – via Messina, 235 – www.sapiorestaurant.it
Crudi, fritture miste, spada marinato, il pescato del giorno sul banco a vista cucinato a piacere. Ecco il locale dei fratelli Napoli dove, tra gli imperdibili, ci sono gli spaghetti ai ricci di mare, al nero di seppia o alle vongole. Carta dei vini improntata sulla Sicilia.
Le Tre Bocche – via Ingegnere, 9 – facebook.com/ristorante3bocche
Vicino a piazza Stesicoro e all’Anfiteatro Romano c’è il “bistrò siciliano” di Francesco Distefano. Pur di ispirazione contemporanea, il nome è legato alla leggenda di Uzeta, paladino catanese, una storia ambientata nell’opera dei pupi di fine Ottocento. Protagonista è la drink list, a cui abbinare le golose tapas e altri piccoli piatti sfiziosi, come l’arancina o le stick di panelle, le alici a beccafico e i crostini alla Norma.
Uzeta – via Penninello, 41 – www.uzeta.it
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