È impressionante la fòcara di Novoli: una pira alta circa 25 metri e larga altrettanto, costruita tradizionalmente con la rimonda dei vigneti, che brucia per ore – per giorni – in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, che, secondo la leggenda, discese all’Inferno per liberare i peccatori dalle fiamme. Rito ancestrale di inizio inverno, che si ripete da tre secoli almeno e che attira turisti e spettatori da tutta la regione.
Riconosciuta come Bene Culturale Immateriale della Regione Puglia, la fòcara è letteralmente uno spettacolo di fuoco – condiviso con altre località pugliesi – con le sue tappe rituali: a inizio gennaio, con gli sfalci raccolti nei vigneti – siamo nella zona del Parco del Negroamaro, soprattutto – si comincia a costruirla. Sono i maestri “pignunai” gli unici a conoscere la tecnica in grado di non far crollare le circa 100.000 fascine di tralci di vite che danno corpo alla pira, che poi viene completata con l’effigie di Sant’Antonio Abate, portata sulla cima da una scala composta da uomini. Quest’anno, a causa del maltempo, la costruzione ha avuto mille intoppi e c’è stata una corsa contro il tempo, ma a costruire la fòcara i novolesi ce l’hanno fatta e dalla sera del 16 gennaio l’antico rito contadino riprende vita e fiamme, avviate con tradizionali fuochi pirotecnici.
Sant’Antonio Abate è protettore degli animali da cortile e da stalla, ma a Novoli, in questi giorni di festa (che si protrae, con eventi e spettacoli, fino al 25 gennaio) è la cucina marinara a farla da padrone: in tavola non possono mancare gli gnocculi, piccolo formato di pasta fresca fatta a mano con acqua e semola di grano duro. Il condimento tradizionale è con sugo di pesce, nel quale la cernia è protagonista. Tra le specialità del periodo, nel paese in festa si mangiano anche i taralli al pepe nero da accompagnare con il vino moscato e le pìttule, golose frittelle di acqua e farina. E se non mancano panini (le pucce) con salsiccia o turcinieddrhi, gli amanti della carne sappiano pure che sabato 18 gennaio, a Novoli, c’è la Sagra del Maiale.
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