Presentata alla vigilia di Sant’Ambrogio al Grand Hotel et de Milan, dove si è svolta la premiazione, l’edizione 2025 della guida Lombardia – Il meglio di Milano e delle altre province del Gambero Rosso è una fotografia circostanziata e acuta di quello che sta succedendo in città e in regione.
I 1200 indirizzi segnalati sulla guida, un centinaio in più dello scorso anno, sembrano tanti ma in realtà sono frutto di una selezione “spietata” compiuta sul campo utilizzando un setaccio a maglie sempre più fitte. La sostanza, la fruibilità – anche in termini di periodi più o meno lunghi di apertura – l’accessibilità, l’adesione a pratiche green e sostenibili per davvero sono alcuni dei requisiti che più ci stanno a cuore. E per quanto concerne i nuovi ingressi – ben 400 – la scelta è caduta su realtà che danno la sensazione di non essere meteore momentanee o solo prodotti di abili strategie di comunicazione, bensì di posti seri (non seriosi) destinati a durare nel tempo, anche se con margini di crescita.
Chef Davide Oldani
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foto di Fabrizio Perilli
Senza farci mancare il mainstream, dove qualcosa di buono ma pure ottimo puoi sempre scovare, nella guida non ci siamo lasciati sfuggire i luoghi milanesi più veri, perché si va a tremila ma la lentezza della tradizione mantiene un’irresistibile attrattiva. Per cui è vero che si cavalca l’onda generando una serie di posti fac-simile, “osterie moderne” o “vinerie con cucina” che dir si voglia, ma è altrettanto vero che dove c’è contenuto la gente torna (noi per primi) nella certezza di trovare la migliore cotoletta (come quella della Trattoria del Nuovo Macello, uno dei 5 premiati tra i Campioni della tradizione, ognuno per un piatto specifico e protagonisti di un tour di cene e un pranzo organizzato dal Gambero Rosso nell’ambito del progetto Bonarda #laMossaPerfetta) o un ossobuco che non ha rivali (è il caso della trattoria La Pesa 1902).
Stesso discorso per gli Ambasciatori del Territorio, uno per provincia, che anche in questa edizione sono l’espressione della più attenta e intelligente valorizzazione delle aree di appartenenza e dove coabitano serenamente posti “top” come La Coldana di Lodi e “pop” come Testina a Milano, istituzioni confermate come l’Osteria della Villetta dal 1900 in Franciacorta (anche Tre Gamberi) e posticini da scovare come Taiocchino Taverna bergamasca a Bergamo.
Ma attenzione, onorare il passato non significa non guardare al futuro. Lo fa a velocità supersonica Alberto Gipponi di Dina a Gussago (BS), il nuovo Tre Forchette dove l’esperienza è una mirabolante avventura nella testa e nel cuore di uno dei cuochi che stanno scrivendo la nuova avanguardia italiana. E lo fa anche un oste sui generis come Michele Valotti alla Madia di Brione, che è sì una delle migliori trattorie d’Italia (Tre Gamberi confermatissimi) ma pure un laboratorio dove si lavora fitto fitto su ricette ancestrali, su una cucina “variabile e imperfetta”, su una ricerca incessante sia in termine di tecniche che di micro-produzioni locali.
Su www.gamberorosso.it/ristoranti/lombardia/ potrete scoprire tutti i locali Tre Forchette e Tre Gamberi 2025, oltre a tutti gli altri esercizi premiati divise per categorie e i Premi Speciali con la recensione, il punteggio e la geolocalizzazione.
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