Finita l’era Stefano Zanette, durata ben quattro mandati consecutivi, inizia quella di Giancarlo Guidolin. È lui il nuovo presidente del Consorzio della Doc Prosecco. Espressione dell’anima cooperativa della denominazione veneto-friulana (Cantina viticoltori Ponte), Guidolin fa parte della categoria dei vinificatori, come l’uscente Zanette, che resta in Cda. Nella riunione consiliare del 6 giugno (conclusa in tempi abbastanza rapidi) c’è stata una convergenza dei voti su di lui, contrariamente alle attese che vedevano in vantaggio il vice presidente uscente Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi (attualmente alla guida di Federdoc).
Guidolin, consigliere dell’ente trevigiano fin dalla sua costituzione nel 2009, resterà in carica per i prossimi tre anni, affiancato dai vicepresidenti Alessandro Botter, Mattia Mattiuzzo e dallo stesso Gallarati Scotti Bonaldi. Guiderà una compagine che riunisce 364 case spumantistiche e coinvolge oltre 10mila aziende viticole, con una produzione da circa 620 milioni di bottiglie, per il primo vino spumante in quantità al mondo, alfiere dell’export made in Italy, malgrado un 2023 coi segni meno. Con questa elezione si completa il rinnovo delle cariche dei tre principali enti di tutela della denominazione Prosecco: il Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore Docg, con Franco Adami, l’Asolo Prosecco Docg con Michele Noal e, ora, il Prosecco Doc che navigherà sui mercati guidato da Giancarlo Guidolin.
Diversi gli assi del mandato di Guidolin che, fresco di nomina, ha da subito messo in fila i compiti da portare a casa nel triennio 2024/27: «La nostra massima attenzione andrà a favore del potenziamento del percepito della Denominazione e al rafforzamento del binomio prodotto-territorio. Le nostre priorità, in linea con le attese dell’intera filiera, dai viticoltori agli imbottigliatori che hanno reso possibile il successo di questa denominazione, restano: la qualità delle produzioni, la sostenibilità delle stesse, l’attenzione verso i consumatori e le comunità locali di cui facciamo parte a pieno titolo».
Il Consorzio ha stigmatizzato come «inutili» le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi sul possibile neo presidente e ha affidato allo stesso Guidolin il compito di ricomporre il puzzle, che rischiava di sfaldarsi. L’elezione è avvenuta dopo un «confronto franco, che ha portato alla nomina all’unanimità del presidente, dei vicepresidenti e di un ampio Comitato di presidenza». Ne fanno parte Alessio Del Savio, Pierclaudio De Martin, Franco Passador e Giorgio Serena. A loro il compito di supportare il lavoro della presidenza. «C’è poco da dire – è il commento di Guidolin – qui c’è solo da lavorare. E l’impegno non potrà che dare prosecuzione a quanto fatto in questi anni e che non ha precedenti nella storia dell’enologia mondiale. Siamo consapevoli che un evento simile difficilmente potrà ripetersi. Ringrazio per questo il past president Stefano Zanette, con il quale abbiamo condiviso il percorso che ci ha condotto fino ad oggi».
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