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I vini dolci sono in crisi, ma non per il New York Times. Ecco la selezione per San Valentino

Il Marsala di De Bartoli e il Vin Santo del Chianti Classico di Félsina. Due etichette italiane sono incluse nella selezione di vini dolci da scoprire

  • 13 Febbraio, 2024

La riscossa dei vini dolci a pochi giorni da San Valentino. Eric Asimov, enologo e curatore della rubrica di The Pour sul New York Times, stila una selezione di dieci etichette, tra cui due sono italiane. Quale migliore occasione per rilanciare una tipologia da tempo in crisi. Una festa in cui «piuttosto che cercare di forzare scomodi abbinamenti di cioccolatini, bonbon e altri dolci con il vino rosso, perché non un vino dolce che possa davvero esaltare il piacere?».

I vini dolci per San Valentino secondo il New York Times

Il Marsala di De Bartoli

Spunta per primo il Marsala Superiore Oro Riserva Vigna La Miccia 2017 di Marco De Bartoli. «Nessun produttore è più responsabile della conservazione del vero Marsala» dice Asimov. «A lungo diffamato come prodotto industriale da supermercato. La maggior parte dei vini etichettati come Marsala rientra purtroppo in questa categoria, ma il vero Marsala è una delizia». Uve grillo e un affinamento di quattro anni in fusti di rovere francese. Un vino che profuma di mandorle e nocciole tostate, con un palato fresco e teso che si abbina a piatti dolci e salati.

Vin Santo del Chianti Classico

Dalla Sicilia, ci spostiamo in Toscana. Il secondo che entra nella selezione è il Vin Santo del Chianti Classico 2015 di Félsina. Il vino è il risultato di un blend di uve trebbiano, malvasia e sangiovese che vengono sottoposti ad appassimento naturale sui graticci, fino a dicembre dell’anno successivo alla raccolta. «Il risultato è un vino squisito dal colore ambrato scuro, cremoso e dolce con una consistenza rotonda, quasi burrosa».

Una tipologia da riscoprire

I vini dolci oggi vivono un momento di profonda crisi. Sempre più produttori hanno scelto di non produrre più questa tipologia, che, in molti casi, ai fini del bilancio aziendale contribuisce poco e nulla. Il mercato poi parla chiaro: sono poco richiesti e poco interessanti per i giovani. Un vero peccato, perchè si dimostrano vini di grande versatilità durante un pasto. Basterebbe provare per credere. «Probabilmente non comprate una scatola di cioccolatini e fiori tutti i giorni e nemmeno bevete spesso vino dolce. Ma in un’occasione speciale, perché no?» conclude Asimov.

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