In quest’ultimo decennio la Puglia è diventata una tra le regioni più importanti in Italia per la qualità dei vini proposti. Una crescita costante, confermata dal numero di Tre Bicchieri ottenuto quest’anno dai produttori pugliesi, ben 25. È stato anche il decennio dell’affermazione del primitivo e delle denominazioni che ne sono le principali rappresentanti: Gioia del Colle Primitivo e Primitivo di Manduria, che quest’anno conquistano ben sette Tre Bicchieri ciascuna, cui vanno aggiunti altri due vini da uve primitivo, a conferma del ruolo di punta che gioca questo vitigno nella produzione di alta qualità della regione. L’altra uva di riferimento della Puglia, il negroamaro, oltre a due Salice Salentino vede in primo piano nomi che hanno fatto la storia dell’enologia pugliese, come Vallone, Cosimo Taurino o Leone de Castris. Maggiori perplessità ci hanno lasciato vitigni e zone che ci sembravano promesse a un’affermazione rapida e consistente, come Castel del Monte con il suo Nero di Troia, o il Brindisino con il susumaniello, e che restano, almeno per ora, legate ai risultati dei “soliti noti”, come Torrevento o Rubino.
In questo contesto di crescita va sottolineato il ruolo decisivo giocato dalla cooperazione, sia sul mantenimento del territorio che sul livello qualitativo dei vini prodotti, con le più importanti cantine cooperative che sono diventate protagoniste assolute del panorama vitivinicolo della regione. Una conferma di questa realtà arriva con il premio di cantina cooperativa dell’anno per Due Palme, premio che una cooperativa pugliese si aggiudica per il secondo anno consecutivo.
Due osservazioni per chiudere. Nelle nostre degustazioni stiamo constatando un numero sempre più elevato di vini, in particolare a base di uve primitivo, con un tono dolce ben oltre la tradizionale morbidezza che contraddistingue questa tipologia, tanto da diventare una vera e propria cifra stilistica, e tutto principalmente per l’attenzione rivolta da molti produttori al mercato dell’Estremo Oriente, rendendo però così questi vini sempre meno attraenti per il mercato italiano. La crisi sociopolitica mondiale di quest’anno è lì a ricordare che puntare solo su alcuni mercati può trasformare una grande opportunità in un serio problema, soprattutto se si pensa di avere una formula bell’e pronta per l’uso. L’altra osservazione riguarda quanto segnaliamo ormai da diversi anni: le bottiglie ultra-pesanti, che sembra siano diventate anch’esse una sorta di “cifra stilistica” della produzione pugliese; una pratica che abbiamo già definito inaccettabile nel mondo contemporaneo e in aperta contraddizione con l’attenzione alla sostenibilità dichiarata da molte aziende. Mettere il proprio vino in una bottiglia del peso superiore al chilo non solo non è garanzia di successo ma anzi allontana e indispettisce non pochi consumatori. Meditate, gente, meditate.
La cantina guidata da Angelo Maci è una protagonista della vitivinicoltura salentina, sia per i numeri che per la qualità. Una realtà in cui la cooperazione gioca un ruolo decisivo nell’assicurare una costante produzione di livello. Per i 25 anni di grande lavoro svolto sul territorio Due Palme è la nostra Cooperativa dell’Anno.
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