Una bella storia di famiglia quella che vede protagonisti Amineh Pakravan ed Enzo Papi che agli inizi del 2000, decidono di dedicarsi alla viticoltura. Scelgono un terreno incolto a Riparbella e iniziano ad impiantare i primi vigneti. Due le anime: Francia e Toscana che si uniscono in un connubio di successo.
“Non tutti i mali vengono per nuocere” avrà pensato Enzo Papi quando nel’66, coi piedi nel fango di Firenze, mentre aiutava a mettere in salvo opere d’arte e libri, conobbe Amineh Pakravan, una ragazza di origine iraniana che da Aix-en-Provence era venuta in città per dare una mano durante il disastro dell’alluvione. “La storia della nostra famiglia inizia da lì” ci dice Leopoldo Papi, loro figlio, che oggi si occupa dell’azienda di famiglia insieme alla compagna Francesca Filippone. Pakravan-Papi, due cognomi, due anime per un’unica realtà vinicola nata nei primi anni del 2000 sulle colline di Riparbella. Amineh aveva sempre vissuto in Francia, figlia di un diplomatico iraniano; Enzo è un toscano purosangue, proveniente da una famiglia contadina: insieme si appassionano al vino, viaggiano, visitano Borgogna e Bordeaux e poi decidono di stabilirsi in Toscana per concretizzare quella passione: “queste origini molto diverse ritornano anche nell’identità aziendale e nei vini”.
Siamo a Riparbella, un territorio veramente interessante ed emergente nel panorama dei territori vinicoli della costa toscana e non solo. Qui l’azienda può contare su un patrimonio viticolo di 22 ettari: nelle vigne, ci sono le varietà toscane, “in particolare la malvasia toscana che vinifichiamo in purezza”, e il sangiovese, “un clone locale, quello tipico della costa toscana”. Ma poi tanto spazio anche ai vitigni internazionali: “oltre al riesling, abbiamo chardonnay, cabernet, sauvignon e franc, merlot e un piccolo esperimento sul petit verdot. Abbiamo scelto questi vitigni perché in questo areale della regione erano uve già coltivate: Bolgheri è qui a due passi per capirci. Ma non è solo questo: la scelta deriva dall’amore nei confronti di queste uve dovuta all’identità familiare e alla nostra cultura“. La tenuta acquisita da Enzo Papi ha una storia molto più antica dell’azienda vinicola: storicamente il suo nome era Tenuta dell’Ortacavoli, fondata dal Marchese Ginori nel 1740, quando avviò, su incarico del Granduca di Toscana, le bonifiche della Maremma Settentrionale e della Val di Cecina: “fece costruire questi due poderi per alloggiare le maestranze impiegate nelle bonifiche ma anche per dare un primo supporto agricolo all’area che stavano bonificando. Sono case storiche, che hanno anche una certa importanza paesaggistica”.
Ma quali sono le caratteristiche del territorio di Riparbella? Leopoldo risponde fieramente: “si tratta di una zona con diverse peculiarità. Intanto i nostri vigneti insistono su una collina a circa 200 metri di altitudine distante dal mare soltanto sette chilometri; è sostanzialmente una sorta di terrazza naturale che guarda sulla Costa degli Etruschi, da Castiglioncello a Populonia. E poi c’è un terreno di grande varietà geologica, anche a distanza di pochi metri. Il suolo più caratteristico è composto dal gabbro, una roccia magmatica intrusiva tipica delle colline a sud di Livorno, ricchissimo di minerali; è una terra molto arida, molto difficile, è drenante e non trattiene l’acqua, è una terra che stressa molto le viti e particolarmente adatta alle varietà bordolesi proprio per questo motivo: riduce le rese e dà uve di qualità“. Bolgheri, dicevamo, è a due passi. Ma è solo una delle tante prestigiose denominazioni toscane in mezzo alle quali il territorio di Riparbella sta iniziando a farsi largo: in mezzo a questo panorama affollato non deve essere facile raccontare una zona ancora poco conosciuta: “ma ci stiamo lavorando, come singole cantine, ma soprattutto con l’affermazione di un senso di comunità tra le aziende vinicole. C’è un movimento di realtà di Riparbella, un gruppo di cantine, storiche ed emergenti, molto dinamico, soprattutto in grado di produrre prodotti di grande qualità. Del resto basta scorrere la lista dei Tre Bicchieri della Toscana per rendersene conto. Si è creato quindi il sentimento di far parte di un territorio di eccellenza e una sinergia tra cantine per cercare di affermare questo territorio e le sue caratteristiche. Abbiamo diversi progetti in corso: chissà, magari un domani una denominazione…”.
Uno dei Tre Bicchieri nella guida Vini d’Italia, della zona è andato proprio a Pakravan-Papi, il primo per l’azienda. Ad aggiudicarselo è stato il Cancellaia di Riparbella ’18: “è il vino che produciamo fin dall’inizio. È un blend di uve bordolesi, cabernet sauvignon e cabernet franc in diverse proporzioni a seconda delle annate: generalmente comunque 60-40. Le vigne da cui lo produciamo sono coltivate proprio sul gabbro: le nostre rese sono equilibrate per il tipo di varietà, 40-50 quintali a ettaro, l’ideale per valorizzare le caratteristiche dei vitigni. Vinifichiamo separatamente le due uve e le facciamo fermentare tramite fermentazione spontanea, ovviamente controllandone il processo, soprattutto le temperature. Abbiamo affinato il lavoro sulle estrazioni, ridotto ormai a una settimana, per non perdere eleganza e le peculiarità varietali. La maturazione avviene in barrique, tendenzialmente non nuove, per un anno: anche qui, facciamo in modo che la gestione del legno non vada a impattare troppo sulle caratteristiche dei vitigni”. Il risultato è un rosso che in questa versione sfoggia eleganti note balsamiche e mentolate che emergono su una base fruttata di ribes e mirtillo. Il corpo è teso, vibrante e polposo, i tannini sono di bella finezza e il vino chiude lungo sul frutto. “Era un riconoscimento cui aspiravamo” conclude Leopoldo, “il premio per tanti anni di lavoro. Mio padre e mia madre hanno creato questa realtà e questo premio è stato il coronamento di una vita dedicata alla passione per il vino”.
a cura di William Pregentelli
Niente da mostrare
ResetNo results available
Reset© Gambero Rosso SPA 2025
P.lva 06051141007 Codice SDI: RWB54P8 Gambero Rosso registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica impostazioni cookie
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati