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Il giro del mondo in sette vini rossi, dall'Australia all'Armenia passando per la California

Una playlist enologica per spaziare con classe in diversi paesi che producono ottimi vini, tra Armenia e California, Spagna e Francia, Australia e Slovenia

  • 23 Gennaio, 2024

Un bicchiere al posto del passaporto. Partiamo da un aeroporto che non c’è, l’aeroscalo di Montalcino. Quindi, sorvoliamo la vetta del Monte Ararat in Armenia, camminiamo tra le vigne di Victoria in Australia, un tempo meta di pellegrinaggio per i ricercatori d’oro, c’immergiamo in uno spicchio poco noto di Napa Valley. Non contenti, sprintiamo sulla Slovenia e poi al ritmo di Grenache doppiamo la Valle del Rodano e la Catalogna. L’ultima tappa del nostro viaggio non è poi così lontana da Barcellona. Siamo stati alla degustazione organizzata da Cuzziol lo scorso 22 gennaio nello Spazio Field di Palazzo Brancaccio. Ecco i vini che ci hanno colpito: un autentico giro del mondo in sette tappe.

Rosso di Montalcino 2022 Ridolfi

Un Rosso di Montalcino che si comporta da Rosso di Montalcino. Arioso e fragrante, succoso e ritmato, tutto da bere. Dalla sua ha un peso medio perfettamente tarato, la trama tannica fila e sostiene, il finale è lungo e continuo. C’è tutta la sensibilità, anche in un’annata calda, di Gianni Maccari: uno che sussurra al Sangiovese Grosso come pochissimi. E che sa inquadrare la tipologia con un talento raro e prezioso, donando carattere e incisività senza perdere in slancio e beva. La 2022 è tra le sue migliori versioni. 28 euro sullo scaffale.

Heritage Sireni 2019 Zorah

Questo splendido rosso ci ricorda un altro conflitto in corso. Dal 2022 non sarà più prodotto, ci racconta Zorik Gharibian, perché le vigne si trovano nel Nagorno-Karabakh dove è in atto una pulizia etnica da parte degli azzeri nei confronti degli armeni. Quasi 150mila armeni hanno dovuto lasciare la regione. La varietà principale è il sireni, con un taglio del 20% di un’altra varietà autoctona, in questo caso a bacca bianca: l’arati. Naso molto puro e fragrante di melograno, fragoline di bosco e limone. La bocca è leggiadra ma incisiva, con uno sfizioso registro speziato di pepe bianco e liquirizia. Chiude lungo e sfumato su toni mandorla tostata. 60 euro.

Cliff Edge Shiraz 2019 Mount Langhi Ghiran

Dal Monte Ararat alla remota regione dei Grampians di Victoria, in Australia. Zona fredda, la vendemmia si effettua due mesi dopo rispetto alla media nazionale, quindi ad Aprile. Ha vivacità e tanta personalità questo Syrah che non regala la consueta veste sparata di pepe ed eucalipto ma offre una beva profonda e grintosa. Le vigne sono molte vecchie, le sensazioni di radice e spezie sono fini e articolate, la verve acida dona tensione e progressione. Tanto sapore e vitalità nel finale. Vinificazione a grappolo intero e saggio uso di barrique tra nuove e usate. 20 euro.

Promontory 2019 Harland

Un vino che ci riconcilia con Napa. Ci spostiamo in California lungo il crinale sud-ovest di Oakville, una zona remota e selvaggia che dà vita a un Cabernet Sauvignon di gran classe, le vigne sono state piantate negli anni ’80 e ’90. Fine nel tratto balsamico e di frutti neri maturi, la bocca è un guanto a livello tattile, ha calore e tensione, con un frutto molto succoso e una struttura solida e continua. Prezzo non proprio popolare: circa 1.000 euro a bottiglia.

Pinot Noir Opoka 2019 Marjan Sim?i?

Carota e bastone. Ha due anime perfettamente legate questo Pinot Nero prodotto nella regione del Brda, Slovenia. Colore scarico e brillante, accarezza con delicate sensazioni di tè oolong, melograno e lamponi. La bocca è molto profilata, progressiva, di grande impatto acido ma ben bilanciata da polpa e una profonda matrice sapida. Finale tonico e vitale, ritorna la delicata sensazione erbacea che s’intreccia con frutti e sbuffi minerali in un contesto di vivida freschezza. La vigna ha circa 50 anni, siamo nel cru Breg, a pochi passi dal confine italiano. 50 euro

La Chapelle 2013 Paul Jaboulet-Aîné 

Assaggiamo un cru da leggenda della Valle del Rodano settentrionale. Siamo tra vecchie vigne di Syrah a Le Mal e Les Bessards. I profumi sono caldi e mediterranei, di timo e mirto, con folate intense e articolate. La bocca è densa e generosa, fitta, con un bell’affondo speziato e vellutato sul piano tattile. Lungo ma un po prevedibile rispetto ad altri millesimi testati negli ultimi anni. Euro 260.

Les Crestes 2021 Mas Doix

Catalogna per chiudere. Sorvoliamo con leggerezza gli altopiani del Priorat: classico taglio di grenache con saldo di carignano e syrah. Si propone austero su toni di frutta secca, olive nere e ginepro. La bocca entusiasma per freschezza e distensione, i tannini sono aggraziati, la spinta di sapore è netta e profonda, con note più scure sul finale e lungo ricordo di mandorla e piccoli frutti neri. Che energia! 22 euro.

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