Da ricerca sperimentale a linea produttiva di punta. San Felice, la cantina storica con sede a Castelnuovo Beradenga nel Chianti Classico, rimodula la sua offerta. Succede che certi progetti appassionati nel tempo si concretizzino con tale forza da segnare il nuovo corso di un’azienda. È questo il caso di Vitiarium, la nuova linea di vini San Felice, nata dai vigneti sperimentali, impiantati per valorizzare le uve storiche del Chianti Classico. In primis il Sangiovese, simbolo di questo territorio antico del vino, conosciuto nel mondo per la sua forte identità vitivinicola, fino a comprendere i vitigni minori, tra i quali il Pugnitello, sul quale l’azienda ha creduto e investito tanto.
L’avvio di Vitiarium, il vigneto studio, prende il via nel 1986, nello spazio di 2,5 ettari comprendenti ben 270 varietà di uve, progetto seguito dalle Università di Pisa e di Firenze, in collaborazione con i ben noti professori Attilio Scienza e Mario Fregoni, e con il geologo Francesco Lizzo. Siamo in terra a vocazione rossista, e sono 161 le uve rosse impiantate tra i “Vitiati”, che nel nome richiamano la vitis, ma anche l’essere viziati, particolarmente attenzionati e curati dai viticoltori. La presa di coscienza sull’importanza della biodiversità sta segnando un cambiamento di passo importante, riguardante non solo la salvaguardia delle varietà agricole storiche, ma dell’intero ecosistema nel quale sono coltivate. Un principio, soprattutto un valore, che appartiene molto a San Felice, il bellissimo borgo a Castelnuovo Berardenga, circondato da boschi che dominano il paesaggio, presenza che mantiene viva la biodiversità del luogo. Un plus che favorisce notevolmente la qualità e l’espressione delle uve coltivate.
Tra le varietà rosse allevate nel vigneto Vitiarium, 30 vengono sottoposte a studi più accurati per acquisire dati relativi ai profili analitici e organolettici. Tra questi si fanno notare le uve Abrusco, Ciliegiolo, Mazzese e Malvasia Nera che entrano in produzione e in assemblaggio con il Sangiovese, rafforzando l’identità territoriale dei vini San Felice. Il Pugnitello si svela così convincente da essere vinificato in purezza: nel 1992 nel piccolo podere poggio Rosso ne vengono impiantati 1.000 barbatelle fino ad ottenere nel 2003 il Pugnitello Toscana IGT. La produzione dei vini è seguita dall’enologo storico dell’azienda, Leonardo Bellacini,in squadra da circa quarant’anni. Quali sono i vini della linea Vitiarium? Un bianco e tre rossi.
Avane Chardonnay 2022, con un piccolo saldo di sauvignon e semillon, vitigni di lungo corso su questo areale. Agrumato e floreale nei profumi, svela poi nel sorso una freschezza spinta e corpo ricco. Il legno si sente ma non è marcante.
Borgo Chianti Classico 2022, ci colpisce particolarmente per la sua capacità di raccontare fedelmente l’anima vignaiola del chiantigiano. Nel senso che ci ritroviamo l’austerità accattivante del Sangiovese, con una piccola presenza di Pugnitello che sa entrare nelle maglie del primo in maniera discreta. Vuole sottolineare lo stile solare e aperto di San Felice Berardenga – un altipiano calcareo unico nell’areale del Chianti Classico, con i suoi 400 metri di altitudine del livello del mare. La natura del suolo sa contenere l’esuberanza del sangiovese, favorendo poi la giusta maturazione fenolica. Finezza e austerità corrono insieme in questo vino, sa di rosa e viola, di marasca e ciliegia, poi le speziate sottili di pepe e chiodo di garofano. Si fa apprezzare soprattutto nell’assaggio, sottile e ruvido, dalla freschezza importante che ci porterebbe a pensare ai Chianti di Radda, tannini fitti che conferiscono un bel ritmo e dinamicità.
Pugnitello 2021, il nome del vitigno richiama la forma del grappolo che ricorda un piccolo pugno – oggi ricopre oltre il 10% della produzione aziendale. Dal punto di vista ampelografico ci sono alcune somiglianze con il montepulciano, vedi anche la ricchezza di antociani, con un accento speziato che abbiamo ritrovato in diversi campioni. Il vino matura in botti di rovere francese per circa 20 mesi. Sono 8.000 le bottiglie prodotte. Ha carattere sia al naso che nel sorso, ora salmastro nei profumi, vira poi decisamente sul frutto di prugna e mora, ricco l’assaggio, quasi materico, profondo e lungo, di bella freschezza. Finale marcato di pepe e liquirizia.
Il Chianti Classico Gran Selezione Le Pieve 2021 è la sintesi della Pieve, la plebe, dice Bellaccini, che nasce come luogo di aggregazione e socialità per la gente di campagna. Gran selezione sta nella scelta attenta delle uve, ma anche dei singoli acini, così come di tutti i processi produttivi. Vino ricco, concentrato, dai sentori balsamici di menta fresca e alloro, frutti scuri del bosco, pepe e cioccolato amaro. L’assaggio è importante, rotondo, fitto nei tannini, con una buona sapidità freschezza che gli donano bevibilità. Finale fumè, di tabacco e cacao. Ancora un po’ indietro sul piano evolutivo, ma si avverte come negli ultimi anni il modello di riferimento stia cambiando anche nella Gran Selezione.
Niente da mostrare
ResetNo results available
Reset© Gambero Rosso SPA 2025
P.lva 06051141007 Codice SDI: RWB54P8 Gambero Rosso registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica impostazioni cookie
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati