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Da Intesa Sanpaolo 120 miliardi per il Made in Italy. L'agrifood asse strategico del nuovo piano

L'istituto di credito ha presentato il piano "Il tuo futuro è la nostra impresa" rivolto alle aziende italiane. Dal 2021 sono nove i miliardi erogati al settore agroalimentare

  • 02 Maggio, 2024

Competitività, innovazione e sostenibilità. Sono i tre pilastri del nuovo piano per la crescita delle imprese made in Italy di Intesa Sanpaolo, che fino al 2026 mette a disposizione un plafond di 120 miliardi di euro per le aziende. L’obiettivo dell’istituto di credito, col programma denominato “Il tuo futuro è la nostra impresa”, è accelerare i processi di trasformazione necessari per rinnovamento industriale, transizione energetica e digitale, facilitando l’accesso alle nuove misure del Pnrr. L’iniziativa si rivolge a tutti i settori merceologici e si muove lungo tre direttrici: transizione 5.0 ed energia, crescita sui mercati esteri (in particolare quelli emergenti come Est Europa, India ed Emirati Arabi), sviluppo digitale e cybersecurity.

Dal 2021 erogati 9 miliardi di euro

Il settore agroalimentare, in particolare, è tra quelli individuati da Intesa Sanpaolo come strategici. La banca ha, infatti, lanciato un nuovo Programma Agribusiness, parte del più ampio piano “Il tuo futuro è la nostra impresa”, diretto alle diverse filiere territoriali, compresa quella vitivinicola. Dal 2021, è attiva la Direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo, una rete nazionale interamente dedicata al comparto agroalimentare, costituita da oltre mille professionisti e con oltre 230 punti operativi sul territorio nazionale, che ha erogato finora circa 9 miliardi di euro a sostegno di oltre 180 filiere. Per questo 2024, e fino al 2026, l’impegno si consolida ulteriormente.

Focus sul nuovo programma Agribusiness

Il Programma Agribusiness, oltre che per supportare le aziende nel quotidiano, nasce per promuovere la loro evoluzione, accompagnarle nello sviluppo sostenibile e innovativo del business, affiancando tanto le nuove realtà nella fase di avvio, quanto le imprese strutturate e consolidate nei momenti più delicati della loro vita, come il passaggio generazionale. Insieme a Crescita Agri, finanziamento fino a 30 anni destinato al sostegno di programmi sviluppo, troviamo prodotti per la copertura di rischi legati al business e la copertura di rischi commodity, per tutelarsi dalle oscillazioni di prezzo delle materie prime e, in ambito estero e internazionalizzazione, un supporto strutturato alle aziende che desiderano ampliare il proprio mercato oltre i confini nazionali.

Col Pegno rotativo erogati oltre 63 milioni di euro

Ma sono molte le misure prese dalla Direzione Agribusiness, dalla sua sede di Pavia, per dare spinta allo sviluppo del comparto agroalimentare: il Programma Sviluppo Filiere, che nel settore conta ad oggi 170 contratti di filiera, con l’obiettivo di rafforzare il Made in Italy e agevolare l’accesso al credito; soluzione che viene completata dal Confirming, programma di Supply Chain Finance rivolto sia al capofiliera che ai fornitori, di cui sono stati siglati circa 150 contratti a livello nazionale; il Finanziamento S-Loan Progetti Green, per le imprese impegnate nella transizione ecologica e che investono in progetti volti al raggiungimento di modelli di business agricoli sostenibili da un punto di vista ambientale, sociale e di governance. In aggiunta: il Pegno rotativo sui prodotti agroalimentari Dop, inclusi i vini, che sinora ha erogato oltre 63 milioni di euro in relazione a servizi finanziari dedicati allo smobilizzo del magazzino di prodotti da invecchiamento (prosciutto crudo, formaggio, aceto balsamico, olio, vino).

Vino stimato in ripresa nel secondo semestre 2024

Intesa Sanpaolo - Massimiliano Cattozzi - direzione Agribusiness

Il vino è la prima voce del fatturato estero dell’agroalimentare italiano. Massimiliano Cattozzi, responsabile Direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo, nonostante qualche difficoltà nel 2023, dovuta a cambiamenti di stili di consumo e a magazzini ancora pieni su alcuni mercati internazionali dopo il periodo post-pandemico, intravede buone prospettive per il settore da qui a dicembre: «Guardiamo con estrema positività alla seconda parte dell’anno. Come banca, con il lancio del programma “Il tuo futuro è la nostra impresa”, faremo la nostra parte per accompagnare la progettualità delle Pmi e favorire nuovi investimenti con l’attivazione di strategie sostenibili di lungo periodo, tra cui l’accesso a mercati esteri. Il contesto fa intravedere per l’Italia un ulteriore recupero delle capacità di acquisto dei consumatori e sui mercati internazionali un incremento delle quote di mercato, riteniamo pertanto che la domanda nel comparto vitivinicolo possa riprendere in questo 2024 in maniera importante, come accaduto nel 2022 e nel 2021».

Competitività e potenzialità nei mercati esteri

Un volano che coinvolge anche l’internazionalizzazione, come commenta Cattozzi che prosegue: «Abbiamo ritenuto fondamentale riflettere in un convegno al Vinitaly su come offrire agli imprenditori del mondo agroalimentare spunti, analisi, strumenti e strategie per accrescere la competitività oltre i confini del mercato domestico, consapevoli di poter supportare le aziende nella scelta dei canali più adatti e dando loro i mezzi per aiutarli nella scoperta del proprio potenziale estero». Un’opportunità offerta attraverso i professionisti della Direzione Agribusiness, in sinergia con i circa 300 specialisti dedicati all’estero e una fitta rete internazionale composta da Filiali Estere, Banche Corporate e dalle Banche della Divisione International Subsidiary Banks.

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