La Sicilia anno dopo anno continua a esprimere uno straordinario dinamismo che l’ha portata a imporsi sul mercato italiano e su quello internazionale (non più solo coi rossi, ma anche coi bianchi). Qui ci concentriamo sui vini dell’Etna, che siamo stati i primi a scoprire e premiare, un distretto straordinario caduto per anni nell’oblio. Dei 28 vini premiati quest’anno con i Tre Bicchieri quasi la metà sono proprio dell’Etna (9 rossi e 3 bianchi), etichette memorabili, a conferma della vocazione vitivinicola di questo terroir.
L’Etna, come indicato, gioca la parte del leone soprattutto per i rossi con ben 9 vini che raggiungono il massimo riconoscimento (tra questi il Munjebel Rosso MC di Frank Cornelissen che esce senza denominazione), ma anche il livello dei 3 bianchi premiati è impressionante e uno di questi viene prodotto dalla Cantina Emergente 2025 per la guida Vini d’Italia del Gambero Rosso 2025: Maugeri.
Renato Maugeri conduce con le figlie Carla, Paola e Michela
Quelli dell’Etna sono vini eleganti, profondi, sfaccettati, territoriali: ricchi, insomma, di quelle doti che ne hanno fatto un autentico mito sui mercati di tutto il mondo. I vtigni più utilizzati sono il nerello mascalese e nerello cappuccio per i rossi e il carricante e il catarratto per i bianchi, quest’ultimo a lungo sottovalutato, forse per la poca consapevolezza del suo valore, che adesso è sugli allori nella Sicilia occidentale.
Sono molte le etichette che hanno sedotto per bontà, ricchezza gustativa, propensione alla longevità e personalità le nostre commissioni. A questa varietà, da sempre centrata soprattutto nel vasto areale di Alcamo, si lega principalmente un movimento attivo anni sul fronte dei cosiddetti vini naturali, quello dei “Catarratto boys”, che oggi sta vivendo una stagione di meritato successo.
Quattro vini dell’Etna sono presenti nella Carta dei Vini Rari, una sezione totalmente nuova di appena 50 etichette che troverete nella guida Vini d’Italia del Gambero Rosso 2025, protagonista anche della storia di copertina del mensile Gambero Rosso di novembre: Etna Bianco Sup. Palmento Caselle ’20 – I Vigneri; Etna Bianco Sup. Kudos ’19 – Curtaz; Etna Rosso San Lorenzo Piano delle Colombe ’21 – Girolamo Russo; Etna Rosso Signum Aetnae ’15 – Firriato
Eccoli qui i 12 vini dell’Etna (tra rossi e bianchi) che hanno ottenuto il massimo riconoscimento della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso 2025.
L’Etna Bianco Alta Mora ’23 è intenso ed elegante nelle note di pesca bianca e fiori d’agrumi, splendida la bocca per tensione gustativa, mineralità e lunga persistenza. Un’entità aziendale autonoma è il prezioso contributo offerto nel 2013 da Diego e Alberto Cusumano al terroir dell’Etna. Massima attenzione è dedicata alla varietà espressa dai singoli vigneti, cru selezionati nelle aree a migliore vocazione: nella cantina ipogea di Verzella, perfettamente integrata al territorio circostante, vengono vinificate le materie prime esclusivamente autoctone, provenienti dalla medesima contrada, da Guardiola, Pietramarina, Feudo di Mezzo e Solicchiata.
L’Etna Bianco Muganazzi ’22 di Graci è unvino emozionante per finezza ed eleganza, che evoca ginestra, pesca tabacchiera, glicine, gelsomino ed erbe officinali su un fondo di grafite; in bocca ha un’acidità verticale mitigata da una tessitura sorprendente e una beva appagante quanto mai.
Eleganza e finezza nei vini di Alberto Aiello Graci, che raccontano il terroir vulcanico in modo impareggiabile attraverso etichette di differenti contrade, in cui le cultivar locali rispondono in modo peculiare a seconda di esposizioni, suoli, età dei vigneti. A questa singolare ricerca della diversità risponde appieno l’utilizzo di vasche di cemento e botti grandi troncoconiche. Lo stile inconfondibile della maison ne ha fatto una realtà di riferimento per critica di settore e winelover.
ll Contrada Volpare ’23 di Maugeri, premiata come Cantina Emergente, uno dei 12 Premi Speciali 2025, esprime tutta la raffinata complessità del carricante, è armonico e vibrante al palato, sostenuto dal perfetto equilibrio tra acidità e sapidità.
La cantina che Renato Maugeri conduce con le figlie Carla, Paola e Michela si trova in contrada Volpare, nel comune di Milo. Siamo a 700 metri di quota sul versante est del vulcano, in una zona dove le vigne si affacciano direttamente sul mar Jonio. Qui, attorno al palmento ottocentesco, delimitati dai tipici muretti a secco in pietra lavica, si trovano cinque ettari di vigne terrazzate, tutte a carricante, salvo un po’ di catarratto; a breve raddoppieranno e nel frattempo, nella vicina contrada Rinazzo, i Maugeri hanno da poco acquisito un altro paio di ettari di vecchie vigne.
Podio più alto per l’Etna Rosso Contrada Monte Ilice ’22 di Barone di Villagrande, da nerello mascalese e varietà minori autoctone, che esprime alla perfezione il terroir vulcanico: ha profumi che alternano sentori floreali, frutti rossi, note balsamiche e fumé, eleganza ed equilibrio alla beva, persistenti sentori di ciliegia e, infine, tannini vellutati e piacevolissima freschezza.
Il primo vino che mostra in etichetta Barone di Villagrande risale al 1727, la cantina è da sempre nelle salde mani della famiglia Nicolosi Asmundo, che adesso vede il talentuoso Marco portarne avanti la storia. La tenuta si trova in Contrada Villagrande, territorio unico per la produzione dell’Etna Bianco Superiore. Oggi è stato edificato pure un piccolo relais all’interno della maison, con vista incantevole sul primo storico vigneto di carricante, e scommesso su una realtà quale l’isola di Salina.
L’Etna Rosso Pietrarizzo ’21 di Francesco Tornatore è esemplare nell’espressione varietale, offre profumi di pesca, arancia rossa, liquirizia e note affumicate, esi offre austero, ma nitido ed elegante, in bocca.
Per Francesco Tornatore, dinamico imprenditore, il grosso investimento fatto sul versante nord dell’Etna, dove oltre a due cantine conta su più di 70 ettari di vigna, è un ritorno alle origini. Infatti, proprio da Castiglione di Sicilia ha cominciato la sua carriera di successo, affiancando il padre nella conduzione dell’azienda agricola di famiglia. Non è un caso, quindi, che il vino prodotto a contrada Trimarchisa, nel vigneto attorno al palmento del padre, sia adesso il suo vino top di gamma.
L’Etna Rosso Riserva Zottorinoto ’20 di Cottanera manifesta un’estrema eleganza olfattiva, con un bouquet complesso e definito di frutti di bosco neri, suggestioni minerali e fumé; la bocca è di notevole tonicità e lunga persistenza.
Nata per iniziativa di Guglielmo ed Enzo Cambria, Cottanera è divenuta in pochi anni una delle protagoniste della rinascita dell’Etna: le fasi iniziali vedono un orientamento internazionale, con vitigni come syrah, merlot o mondeuse, capaci di integrarsi qui con esiti assai felici. Gradualmente l’attenzione si è concentrata sui vitigni autoctoni e sulle potenzialità espresse dai singoli vigneti dell’azienda, forte di una presenza importante nelle contrade di maggiore prestigio.
L’Erse 1911 ’20 Contrada Moscamento di Tenuta di Fessina è vino di grande caratura e personalità, dal tono rubino cupo tendente al granato, che si offre con sfumature di artemisia, pesca rossa, frutti neri, pepe rosa e tabacco; elegante e molto raffinato al gusto, mostra tannini vellutati e una beva succosa e coinvolgente.
Un antico baglio, restaurato con gusto, e il bellissimo vigneto circostante hanno cristallizzato per sempre l’amore per l’Etna e lo spiccato senso del bello di Silvia Maestrelli, produttrice toscana di forti sentimenti che oggi non c’è più. Ne ha ereditato appieno lo spirito e le ispirazioni la figlia Lavinia Silva, ben coadiuvata da Benedetto Alessandro, enologo dal fine talento. La cifra della maison é sempre la stessa: vini di classe, complessi e territoriali, che valorizzino le cultivar locali.
Conquista il massimo alloro la versione ’21 dell’Etna Rosso Lenza di Munti 720 slm di Cantine Nicosia, vino esemplare per rispondenza alla tipologia e al terroir etneo, raffinato, profondo e dal bellissimo fruttato di gelso, mora, ribes nero, solcato da nuance di ardesia, violetta e spezie nere; autorevole al palato, ha una trama fitta, sottolineata da tannini morbidi e vibranti.
Di rilievo questa maison sempre nelle mani della stessa famiglia dal 1898, oggi guidata con lungimiranza da Carmelo Nicosia e dai figli Francesco e Graziano. Il successo di mercato, per vini di sfaccettata personalità e marcatamente identitari, ha incentivato importanti ulteriori acquisizioni sul vulcano e pure in aree vocate come Noto e Vittoria, nel segno della sostenibilità. Degno di nota l’apporto di Maria Carella, enologa sensibile e di valore.
L’Etna Rosso Mofete ’21 di Palmento Costanzo conquista il gradino più alto del podio in virtù di un naso intenso e definito nei sentori di pesca, rosa rossa e viola, con un carattere minerale assai elegante e un frutto rotondo e succoso, ben teso e persistente.
Quindici anni fa Mimmo e Valeria Costanzo recuperarono un grande, antico palmento a Santo Spirito: attuarono un restauro esemplare, che mantiene l’originale razionalità operativa, a partire dallo sfruttamento della gravità per il movimento della materia prima senza interventi meccanici. Le uve, coltivate interamente in biologico, provengono da cru eminenti per lignaggio ed età delle piante nelle contrade Santo Spirito, Feudi di Mezzo, Zottorinoto e Bragaseggi nel versante nord, Cavaliere nel versante sud-ovest.
L’Etna Rosso Qubba ’22 di Monteleone, classico nei raffinati toni di floreali e di frutti neri, offre note balsamiche e di tabacco. Elegantissimo al palato, è voluttuoso ma slanciato. In una Doc superaffollata come quella dell’Etna, la cantina della giovanissima Giulia Monteleone, nel breve arco di tempo di un lustro, è riuscita a entrare di diritto, risultati alla mano, nel novero delle aziende che meglio rappresentano il vulcano.
Merito di un’attenta e accurata gestione dei vigneti, seguiti personalmente da Giulia e dal marito Benedetto Alessandro, uno dei più talentuosi enologi siciliani: insieme, curano personalmente tutte le fasi di lavorazione delle uve, sia in vigna, sia in cantina. Senza sbavatura alcuna l’intera gamma, fatta di Etna eleganti e territoriali a partire
L’Etna Rosso Vigna Barbagalli ’21 di Pietradolce è un vino di rara eleganza e complessità, nitido nei toni di frutti di rovo, grafite, sottobosco e macchia, fitto, intenso e dai tannini raffinati in bocca.
Era il 2008 quando, con un fulminante esordio sulla nostra Guida, la cantina dei fratelli Michele e Mario Faro conquistò a mani basse i suoi primi Tre Bicchieri con il primo vino commercializzato: l’Etna Rosso Archineri ’07. Da allora tanto è cambiato: sulle ali dell’entusiasmo per il successo, sia di critica, sia commerciale, i fratelli Faro hanno investito tantissimo, costruendo una bellissima cantina ipertecnologica, perfettamente integrata nel territorio, mentre contemporaneamente quadruplicavano il vigneto aziendale, che adesso sfiora i 40 ettari su sette differenti contrade.
Il Munjebel Rosso Monte Colla ’21 di Frank Cornelissen è un Igt da vecchie vigne di nerello mascalese poste a quasi 800 metri di quota, è un vino profondo ed elegante, che evoca erbe officinali, la composta di pesca tabacchiera, l’alloro e il melograno; al palato è complesso e rivela un fondo minerale che sa di ardesia e grafite, con tannini morbidi e soavi.
Un autentico personaggio Frank, famoso per la sua precoce scoperta del pianeta Etna (era il 2001), ma pure per l’attitudine ad andare oltre schemi e dogmi, a sperimentare e scandagliare, quasi da rabdomante, quel mondo allora statico e sostanzialmente immobile; tanto che gli si potrebbe attribuire il claim “Cornelissen: l’Etna, oltre l’Etna”. I vini, di reputazione internazionale, interpretano l’area vulcanica con originalità e tecnica impeccabili e seducono per il forte carattere e l’autenticità.
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