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Vini d'Italia

Gli 11 migliori Chianti Classico Gran Selezione scelti dal Gambero Rosso

Tra i Chianti Classico che abbiamo premiato sulla guida Vini d'Italia 2025 con i Tre Bicchieri, ci sono alcune etichette della tipologia Gran Selezione. Ecco quali sono

  • 06 Novembre, 2024

Il Chianti Classico è la denominazione più rappresentata per numero di vini premiati in Toscana con i Tre Bicchieri 2025, ed è anche la più dinamica e propositiva dell’intera regione. Assistiamo, vendemmia dopo vendemmia, a una crescita della tipologia della Gran Selezione, e questo ci fa sicuramente riflettere. I vignaioli del Chianti Classico hanno ormai a disposizione anche le Unità Geografiche Aggiuntive per comunicare la loro aderenza al terroir, e la tendenza è andare ancor più a fondo con la menzione della vigna. Sono scelte importanti che il mercato recepisce e premia.

Insieme alla diversità di suoli e microclimi, ciò che fa della Toscana una regione unica, è la straordinaria varietà di stili, l’intraprendenza e la voglia di innovare dei suoi produttori. Dalle Alpi Apuane ai rilievi appenninici, dalle coste della Maremma a Bolgheri fino alle colline del Chianti Classico c’è solo l’imbarazzo della scelta.

E proprio al Chianti Classico appartengono le etichette che troverete di seguito, il Gran Selezione in particolare. Un Chianti di questa tipologia è stato inserito anhe nella Carta dei Vini Rari, una sezione totalmente nuova che troverete nella guidaVini d’Italia del Gambero Rosso 2025protagonista anche della storia di copertina del mensile Gambero Rosso di novembre. Si tratta del Chianti Classico Gran Selezione Bragantino ’19 – Monteraponi.

Il Chianti Classico Gran Selezione, prodotto da vigna singola o da una selezione delle migliori uve esclusivamente di proprietà aziendale, deve essere ottenuto da uve sangiovese (min. 90%) con un’aggiunta di max 10% da vitigni autoctoni a bacca rossa. L’invecchiamento previsto è di minimo 30 mesi, di cui 3 di affinamento in bottiglia. C’è la possibilità di inserire l’Unità Geografica Aggiuntiva in etichetta e caratteristiche organolettiche di eccellenza.

Lilliano vineyards

Tenuta di Lilliano

I migliori Chianti Classico Gran Selezione premiati con i Tre Bicchieri

Ecco gli 11 migliori  Chianti Classico Gran Selezione che hanno ottenuto il massimo riconoscimento, i Tre Bicchieri,  sulla guida Vini d’Italia del Gambero Rosso 2025.

Belli i tocchi aromatici agrumati che rendono fragrante la base rigogliosamente fruttata e speziata del Chianti Classico Gran selezione ’21 diTenuta di Lilliano. In bocca, il vino combina sapore, densità, lunghezza e ritmo, rivelandosi inappuntabile. La Tenuta di Lilliano, posta nell’Uga di Castellina in Chianti e di proprietà della famiglia Ruspoli, trova come primi ispiratori personaggi come Enzo Morganti e Giulio Gambelli, che hanno fatto la storia del Chianti Classico. Oggi, la produzione ha recepito elementi di modernità non secondari, pur non snaturano la propria identità chiantigiana. Il risultato è una gamma di vini caratterizzati da un fruttato rigoglioso e da un equilibrato apporto dei legni, sia piccoli che grandi, di beva disinvolta e non priva di complessità.

Il Chianti Classico Gran Selezione Effe 55 ’20 – Rocca di Castagnoli Tenute Calì possiede una cifra raffinata, che trova in un bagaglio olfattivo arioso e quasi scolpito il preambolo adeguato ad una bocca reattiva, precisa e articolata. Un indirizzo stilistico ben definito, che privilegia l’equilibrio e l’eleganza tipici dei Chianti Classico più riusciti. È questa la caratteristica fondamentale dei vini di Rocca di Castagnoli, posta nell’Unità Geografica Aggiuntiva di Gaiole in Chianti. Etichette contraddistinte da una qualità costante e affidabile nel tempo e, non di rado, capaci anche di raggiungere l’eccellenza assoluta della denominazione. Alla famiglia proprietaria Calì fanno capo anche l’azienda siciliana Graffetta e i vigneti maremmani di Poggio Maestrino.

Il Chianti Classico Gran Selezione Colledilà ’21 di Barone Ricasoli profuma di piccoli frutti rossi appena maturi, sottobosco, spezie con leggeri tocchi tostati. In bocca, il vino ha spessore e dinamicità, tannini incisivi e saporiti, fragranza acida e dolcezza. Il Castello di Brolio, posto nell’Uga di Gaiole in Chianti, possiede tutti gli ingredienti decisivi della grande impresa vitivinicola: storia, blasone, famiglia e in più il fatto che qui è stato inventato il vino più famoso di Toscana. Possiede un proprio clone di sangiovese, il “Brolio”, e la zonazione aziendale dei suoi appezzamenti vitati ha identificato tre differenti cru – Colledilà, Roncicone e CeniPrimo -, da cui provengono tre vini ormai stabilmente tra le eccellenze assolute prodotte nella denominazione del Gallo Nero.

Sono molto belli i profumi del Chianti Classico Gran Selezione Giovanni Folonari ’19, che vanno dai toni maturi del fruttato a quelli più freschi della menta, con base speziata a rifinitura. Un vino appagante anche in bocca, dove l’attacco dolce è seguito da uno sviluppo sapido, che crea un bel contrasto ad aumentare dinamica e profondità del sorso. Nino Folonari, uno dei nomi di spicco dell’Italia enoica del dopoguerra, acquista le aziende chiantigiane, situate nel Comune di Greve in Chianti, del Cabreo, nel 1967, e di Nozzole, nel 1971. Nel 2000 Ambrogio e Giovanni Folonari, rispettivamente figlio e nipote di Nino, fondano l’azienda Ambrogio e Giovanni Folonari continuando ad interpretare lo stile imprenditoriale della famiglia, non solo nell’area chiantigiana ma anche nel resto della Toscana: a Bolgheri (Campo al Mare), Montalcino (La Fuga) e in Maremma (Vigne a Porrona).

Il Chianti Classico Gran Selezione La Corte ’21 propone profumi ariosi, scanditi da rimandi ai piccoli frutti rossi, alle spezie e a cenni di sottobosco su base affumicata. In bocca, il vino è ben bilanciato ed è caratterizzato da una progressione succosa e fragrante, condotta da verve acida puntuta, che gioca con i ritorni fruttati. C’erano anche Marianna Codacci François ed Elvira Colombini François tra i 33 produttori che nel 1924 firmarono l’atto di fondazione del “Consorzio per la difesa del vino tipico del Chianti e della sua marca di origine”, il primo consorzio della storia dei vini italiani. Il Castello di Querceto, di proprietà dei François dal 1897, è ancora oggi guidato dalla stessa famiglia, che ha saputo consolidare una realtà dalle profonde radici chiantigiane, proponendo, specie nel recente passato, etichette dallo stile affascinante.

Davvero emozionante il Chianti Classico Gran Selezione Lapina ’20, dai tratti aromatici di frutti rossi maturi, grafite, spezie e cenni affumicati. In bocca, il sorso è solido e succoso, terminando in un finale ricco dai ritorni fruttati e speziati. Di proprietà della famiglia Bolfo, Vallepicciola è situata a cavallo delle Unità Geografiche Aggiuntive di Castelnuovo Berardenga e Vagliagli, ed ha iniziato il suo percorso enoico nel 1999, rappresentando, a tutt’oggi, uno dei progetti enologici chiantigiani più ambiziosi avviati nella terra del Gallo Nero. La cantina è stata inaugurata nel 2016, mentre il patrimonio varietale è composito, raccogliendo, oltre al sangiovese, molti vitigni internazionali, dal cabernet sauvignon al merlot, dal cabernet franc al pinot nero e allo chardonnay.

Il Chianti Classico Gran Selezione Le Bolle ’21 possiede profumi ben profilati e articolati, ad anticipare una bocca piena, succosa e di incalzante freschezza e slancio. I vini del Castello Vicchiomaggio, di proprietà della famiglia Matta, hanno saputo conquistarsi un posto non secondario nel panorama produttivo del Chianti Classico. I vigneti, posti nel versante fiorentino della denominazione, nell’Uga di Greve in Chianti, producono una materia prima di prima qualità, che, in cantina, viene lavorata senza inutili forzature. Il risultato è una confortante continuità qualitativa, declinata in una gamma di prodotti non privi di carattere, dall’impronta stilistica moderna ma mai sopra le righe.

Il Chianti Classico Gran Selezione Poggiarso ’20 propone profumi ben delineati, che mettono in fila un fruttato rigoglioso, spezie, ma anche toni silvestri ed affumicati. In bocca, il sorso possiede slancio e allungo, tannini pieni e saporiti e finale in crescendo. La Vinicola Toscana, la cui quota di riferimento è della famiglia svizzera Schuler, gestisce una realtà articolata che comprende ospitalità, produzione di olio, allevamenti di cinta senese, apicoltura e produzione di vini. Nel recente passato, il Castello di Meleto ha imboccato un percorso qualitativo convincente, soprattutto a partire dalle etichette apicali del proprio portafoglio prodotti, capaci di collocarsi tra le migliori realizzate nell’Unità Geografica Aggiuntiva di Gaiole in Chianti, per profondità aromatica e freschezza gustativa.

Sfoggia una silhouette raffinata e ben profilata il Chianti Classico Gran Selezione Sergio Zingarelli ’20, dai profumi di piccoli frutti rossi, viola, spezie e tocchi affumicati. In bocca, il sorso incrocia la dolcezza del frutto e una puntuale verve acida, con bella nota mentolata in chiusura. Rocca delle Macìe è oggi una delle realtà più solide dello scenario del Gallo Nero. Gli insediamenti chiantigiani che la compongono sono tre (tutti compresi nell’Uga di Castellina in Chianti): le originarie tenute, acquisite nel 1973, di Sant’Alfonso e Le Macìe, quest’ultima sede aziendale, a quella di Fizzano, acquistata nel 1984 e cuore dell’ospitalità della famiglia Zingarelli, con il relais e il ristorante gourmet. Senza dimenticare le tenute maremmane di Campo Maccione, acquisita nel 1998, e quella di Casa Maria, acquistata nel 2003.

Aromi dal bel carattere terroso e affumicato contraddistinguono il naso fragrante e floreale del Chianti Classico Gran Selezione Vigna Istine ’21, che al palato si sviluppa con grinta ma anche con un sorso succoso e sapido.

Istine arriva sugli scaffali con le sue prime bottiglie di Chianti Classico dell’annata 2009, ed oggi il progetto di Angela Fronti è ampiamente riconosciuto, occupando uno dei posti in prima fila nello scenario enoico del Gallo Nero. Forte di un focus rigoroso sui vigneti – due che insistono sull’Uga di Radda in Chianti, e un altro su quella di Gaiole – e con nuove sfide a Lamole e a Castelnuovo Berardenga. Intanto, i vini aziendali continuano a brillare per coerenza stilistica, all’insegna della fragranza aromatica e dell’agilità di beva.

Il Chianti Classico Gran Selezione Villa Rosa ’20 è vino già godibilissimo. Gli aromi spaziano dalle note di piccoli frutti rossi a quelle di terra e fiori. In bocca, lo sviluppo è snello e articolato, i tannini sono decisi, l’acidità vibrante e il finale ha contrasto, sapore e profondità. Il marchio Cecchi rappresenta una realtà imprescindibile nella denominazione del Chianti Classico. L’azienda posta nell’Unità Geografica Aggiuntiva di Castellina in Chianti, grazie a scelte stilistiche significative, prima fra tutte quella di privilegiare una sempre più marcata impronta identitaria, attraverso soprattutto i vini delle tenute di Villa Cerna e Villa Rosa, ha ormai raggiunto con confortante continuità un posizionamento qualitativo di vertice. Un percorso intrapreso anche in Maremma con la tenuta Val delle Rose.

 

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