Se dovessimo stilare una classifica di quali sono le zone più belle e allo stesso tempo meno conosciute d’Italia, probabilmente metteremmo la Basilicata sul podio, o comunque, molto a ridosso di esso. Forse una delle facce più conosciute di questo territorio è quella enoica, e se qualcuno in Italia e nel mondo si trova a parlare della Basilicata è perché, molto probabilmente, sta degustando un Aglianico del Vulture.
Tra i distretti vinicoli della regione, infatti, questo è l’unico che è riuscito a ritagliarsi uno spazio sul palcoscenico delle zone che contano, grazie alla sua millenaria vocazione vinicola in grado di sfruttare al meglio le caratteristiche del vitigno principe della zona, l’aglianico. L’uva, come noto, ha trovato il suo terroir d’elezione sulle pendici del vulcano spento del Vulture; quindi nei vini che afferiscono a questa denominazione (DOCG nella versione Superiore) oltre alle classiche caratteristiche del vitigno – materia fruttata, intensa trama tannica, spiccata acidità – si unisce un’affascinante suggestione minerale, spesso quasi affumicata.
Nascono dunque vini importanti, dal lungo invecchiamento (spesso, a onor del vero, anche troppo). Ma le aziende hanno imparato anche a produrre versioni più agili, leggiadre e succose. Nella piccola lista che segue vi suggeriamo i nostri migliori assaggi di Aglianico del Vulture reperibili a meno di 20 euro, protagonisti sulla guida Berebene 2024 di Gambero Rosso,
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