nche se negli ultimi due anni la sua presenza in azienda si era fatta molto più rada, eravamo riusciti a vederci in occasione di un piacevole rito che da anni scandiva il mese di novembre, un pranzo assieme a un po’ di amici prendendo spunto dalla festa di San Martino, il giorno che decreta la fine dell’anno agricolo, ridendo e bevendo grandi bottiglie. L’avevo visto segnato dalla malattia ma la testa viaggiava come sempre a velocità doppia rispetto alle nostre, sempre pronto a cogliere spunti ovunque, si parlasse di vino, di viticoltura o mercati, il soprannome di Speedy datogli da un amico comune lo rappresentava alla perfezione.
Come il famoso topolino furbo e velocissimo riusciva sempre a beffare i suoi inseguitori, Franco sapeva leggere il mondo del vino come poche persone, con lucidità e visione, individuando i punti deboli e trovandone soluzione, realizzando spesso i suoi sogni e condividendoli con generosità con la comunità della Valpolicella. Si trattasse del centro di appassimento delle uve Terre di Fumane o le sperimentazioni sulla pulizia delle uve prima dell’appassimento, non smetteva mai di riflettere su come si potevano migliorare i processi.
Nonostante il grande successo dell’azienda di famiglia era rimasto una persona semplice, che preferiva una partita a carte con gli amici di sempre che l’evento mondano, il pranzo nella trattoria vicino a casa che nel ristorante famoso assieme a importatori o giornalisti.
In estate arrivava a pranzo in scooter e regolarmente era il primo ad andarsene, come se avesse la sensazione che 24 ore al giorno fossero troppo poche, ma non con il piglio del lavoratore maniacale, con la semplicità di chi ha capito che le cose belle devono avere un termine ed è inutile prolungarle a forza.
Appassionato e innamorato della Valpolicella e dei suoi vini aveva continuato ad investire sul territorio di casa, ampliando i vigneti, ristrutturandoli, tornando a scoprire l’alta collina e valorizzandola con una produzione che ha dato vita a un vero e proprio stile produttivo. Premiato innumerevoli volte dalla nostra Guida non ha mai saltato una premiazione, rispettoso del premio ricevuto e del lavoro di tutte le persone che ne fanno parte.
A Marilena, Francesco, Giovanni, Matteo e tutta la famiglia, il nostro più sentito abbraccio.
a cura di Nicola Frasson
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