Il tema delle giacenze, della sovrapproduzione e del controllo dei volumi di vino a livello nazionale è balzato in primo piano anche durante il 77esimo Congresso di Assoenologi, che si è tenuto a Cagliari giovedì 30 e venerdì 31 maggio. Il presidente Riccardo Cotarella ha parlato di vino come miniera d’oro per l’Italia e di bene inesauribile ma ha anche lanciato un appello alla categoria, partendo dall’attualità: «Siamo in un momento estremamente delicato, le crisi internazionali mettono a dura prova i mercati».
Assoenologi – congresso Cagliari maggio 2024
«La sfida principale che riguarda il mondo del vino è legata alla sovrapproduzione – secondo il presidente di Assoenologi, che ha lanciato un monito: «Dobbiamo assolutamente diminuire le nostre produzioni, al di là delle richieste del mercato. Sarebbe ottimale diminuire la produzione e innalzare ulteriormente la qualità dei nostri vini così da essere super concorrenziali a livello mondiale». L’espianto dei vigneti è, del resto, un argomento che è diventato molto caldo negli ultimi mesi. Il settimanale Tre Bicchieri, anche alla luce dell’iniziativa francese di estirpare una parte dei propri vigneti, ha anche effettuato un sondaggio tra le imprese del vino nazionali, evidenziando come sia difficile trovare una linea comune tra le diverse categorie di produttori, dalle cooperative alle piccole imprese.
Al congresso degli enologi, che ha registrato circa 500 ospiti, ha partecipato anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida: «Serve un’Europa che torni alle sue radici, quella dei padri fondatori che misero proprio l’agricoltura e la produzione al centro, per garantire prosperità ai propri popoli». Sul vino, nello specifico, il ministro ha ricordato che «è cultura, identità, storia e da sempre un patrimonio della nostra alimentazione». Sul palco anche l’imprenditore Brunello Cucinelli, anch’egli produttore di vino, che si è soffermato sull’l’intelligenza artificiale: «Ci aiuterà moltissimo, ma non posso immaginare che ci possa sostituire. Avremo bisogno – ha concluso – sempre più di persone che generano, creano e di mani sapienti, ma le mani sapienti devono avere una giusta remunerazione».
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