Fumata grigia nella seconda riunione del Gruppo di alto livello sul vino europeo. L’incontro, tenuto a Bruxelles la scorsa settimana – che avrebbe dovuto sciogliere il nodo espianti – ha lasciato sostanzialmente invariate e irrisolte le tematiche più importanti, in vista della presa di posizione unitaria che andrà presa entro gennaio prossimo. Un nulla di fatto, insomma, in un momento in cui i tempi ora iniziano a essere un po’ stretti. In assenza delle associazioni di categoria e solo con la presenza dei funzionari ministeriali dei Paesi membri, l’incontro di Bruxelles ha messo al centro il tema dei cambiamenti climatici e il loro impatto sulla produzione dei vini europei. Il gruppo – lo ricordiamo – è chiamato a trovare un compromesso in vista della riforma della Pac post-2027, su cui lavorerà la Commissione Ue. Nella prima riunione del 13 settembre scorso, erano emerse chiare divisioni sul tema caldo degli espianti dei vigneti, tra un mondo cooperativo e mondo industriale, decisamente su poli opposti, col primo a sostenere la possibilità di un estirpo a tempo (come ha spiegato illustrato dal sindacato del Copa) e il secondo assolutamente contrario all’ipotesi, come ribadito dai vertici del Ceev in una intervista al Gambero Rosso.
Secondo quanto riferito da un portavoce dell’esecutivo di Ursula Von der Leyen, l’attenzione è stata rivolta alle possibili misure politiche per stabilizzare le rese e gestire il potenziale produttivo del vino europeo, tenendo conto dell’evoluzione dei modelli di consumo. Durante il meeting, si è discusso anche di misure per aiutare il settore vitivinicolo europeo a rispondere più rapidamente agli sviluppi della domanda dei consumatori. L’accento è stato posto sul crescente impatto del cambiamento climatico sulla produzione, con la descrizione di varie misure politiche che potrebbero contribuire a rafforzare la resilienza del settore.
Il Gruppo di alto livello sul vino si è confrontato anche sulla possibilità di semplificazione amministrativa – elemento fortemente richiesto da tempo dai sindacati delle imprese vinicole – ma anche di possibili misure per evitare la frammentazione del mercato unico con l’obiettivo ridurre i costi per i produttori e migliorare la competitività complessiva del settore. La nuova riunione è prevista per il 15 novembre con l’obiettivo di presentare conclusioni e raccomandazioni a dicembre, per contribuire alla riflessione sulla futura politica agricola comune post-2027.
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