«L’estirpazione dei vigneti deve essere solo un’ultima spiaggia. Ci auguriamo che in Italia non ci siano le condizioni per arrivare a questa scelta estrema». Da Divinazione Expo di Siracusa, Piero Antinori – in occasione del Premio personalità d’eccellenza italiana ricevuto dal Ministero del Made in Italy – dice la sua sul tema che sta dividendo l’Europa, dopo che la Francia ha presentato a Bruxelles il suo piano di espianto da 120 milioni di euro. «Sarebbe un vero peccato arrivare a questa soluzione, ma sono ottimista – dice al Gambero Rosso – puntando sulla qualità potremo scampare il pericolo».
L’imprenditore toscano è stato premiato dal ministro dello sviluppo economico e del Made in Italy, Adolfo Urso e dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, nella seconda giornata della grande esposizione di Ortigia. A lui il riconoscimento in quanto presidente onorario di una delle cantine italiane di vino più conosciute nel mondo, e simbolo d’eccellenza grazie alla sua tradizione ed esperienza nel campo enologico.
Insieme a Antinori, hanno ricevuto il riconoscimento anche l’astronauta Walter Villadei, che da ultimo ha guidato la missione spaziale Ax-3 di Axiom Space, portando la cucina italiana a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, e la presidente della fondazione culturale Inda Marina Valensise, organizzatrice del ciclo di rappresentazioni classiche del Teatro Greco di Siracusa.
Antinori ha ripercorso gli ultimi 50 anni della storia del vino italiano: «Questo è un premio che va a tutti i produttori che nell’ultimo mezzo secolo hanno contribuito a rendere il vino italiano protagonista nel mondo. Sono stati 50 anni di grande sviluppo per il settore – ha detto – in cui siamo riusciti a superare grandi difficoltà. In che modo? Passando dal puntare sulla quantità a credere nella qualità. Per questo mi dichiaro fortunato e privilegiato per aver operato in questo arco temporale». Poi il produttore ha fatto riferimento al periodo non facile per il vino, a causa delle tante in giacenze in cantina e del calo dei consumi: «Nella storia del vino ci sono sempre stati alti e bassi. Credo che i produttori dovrebbero avere una visione a lungo termine ed essere pazienti. Per quanto riguarda i consumatori, c’è sempre stata una difficoltà ad avvicinare i più giovani ma, prima o poi, tutti si innamorano del vino. Sono convinto che succederà anche alle nuove generazioni».
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