L’Italia corre ai ripari con un decreto last minute che, alla vigilia dell’entrata in vigore della nuova normativa europea sull’etichettatura del vino, permette ai produttori italiani di tirare un sospiro di sollievo. Almeno per ora.
A generare il problema sono state le Linee guida della Commissione Ue sulla suddetta normativa, che prevedono l’utilizzo della parola “ingredienti” al posto della generica “i” utilizzata (e già stampata) dalle cantine. Un’interpretazione arrivata solo a due settimane dall’esordio delle nuove etichette (prevista per l’8 dicembre) che ha suscitato non poco scalpore sia in Italia sia negli altri Paesi membri. Di fronte a questo caos il Ministero dell’Agricoltura ha provato a metterci una pezza con un decreto ad hoc che posticipa l’introduzione e l’applicazione della normativa europea.
“Vorrei assicurare che ho firmato il decreto che posticipa l’introduzione e l’applicazione della normativa europea sul cambio di etichettatura del vino, permettendo così l’utilizzo e l’esaurimento delle etichette già in magazzino” ha detto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida “Il Masaf, infatti, si è attivato sin da subito per arrivare alla data dell’8 dicembre con la soluzione per sostenere e tutelare un comparto fondamentale per l’economia della nostra Nazione. In sede europea, nel prossimo Agrifish, tratterò il tema delle linee guida sulla etichettatura, per risolvere alcune indicazioni che presentano criticità e che ad oggi risulterebbero superabili con il buonsenso”.
L’iniziativa italiana ha subito incassato il plauso delle associazioni italiane. “Apprezzo il grande supporto del ministro Lollobrigida che si è impegnato in prima persona a risolvere questo scottante tema” è il commento del presidente di Unione Italiana Vini Lamberto Frescobaldi “Al contempo, accolgo con favore l’intenzione del ministro di portare il dossier al prossimo Agrifish (Consiglio europeo di Agricoltura e Pesca) previsto il 10 e l’11 dicembre. Serve anche in ambito comunitario” ha concluso Frescobaldi “un’immediata sospensione in merito alla principale criticità contenuta nelle Linee guida della Commissione, al fine di rivederne il contenuto e garantire certezza giuridica alle imprese. Contestualmente, sarà necessario ottenere il consenso all’utilizzo di tutte le etichette stampate prima della pubblicazione delle linee guida e fino a esaurimento scorte”.
“Sono salve cinquanta milioni di etichette per il vino Made in Italy messe a rischio dalle nuove norme Ue” ha subito esultato Coldiretti. Ma non è ancora il momento di cantare vittoria: se è vero che in Italia vale il decreto Masaf, fuori dai confini nazionale bisogna fare i conti con un mercato unico, dove non basta mettere delle pezze, ma trovare delle soluzioni condivise.
Occhi puntati, dunque, sul prossimo Agrifish che potrebbe essere decisivo per risolvere – si spera definitivamente – la babele interpretativa generata dalla Commissione Ue. Una babele in cui ogni Stato membro esprime una propria lettura, determinando così una mancata armonizzazione delle regole di mercato: dalle informazioni nutrizionali in etichetta agli health warning.
L’articolo è stato pubblicato sul Settimanale Tre Bicchieri del 7 dicembre 2023
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