La Francia chiede all’Europa di usare 120 milioni di euro di fondi propri per estirpare, a un prezzo di 4mila euro per ettaro, circa 30mila ettari di vigneto. Una riduzione strutturale del potenziale viticolo, che il governo di Parigi aveva annunciato nei mesi scorsi e che ora si concretizza ufficialmente, dopo che già è in corso una campagna straordinaria di estirpi che vede impiegata la somma di 80 milioni di euro per le aree del sud-ovest, del sud-est e della parte meridionale della Valle del Rodano. La Francia dovrà comunque attendere il disco verde di Bruxelles per poter partire.
I transalpini, maggior competitor dell’Italia, che al recente meeting del Gruppo di alto livello sul settore vitivinicolo convocato a Bruxelles lo scorso 11 settembre hanno insistito per inserire nella prossima Pac post 2027 l’estirpo temporaneo come misura nella nuova Ocm vino, hanno chiesto alla Commissione europea di poter destinare queste risorse proprie in modalità strutturale (e non straordinaria o congiunturale) come «prima parte della risposta» per la risoluzione del problema sovrapproduzione e della crisi di mercato. La misura punta a «riequilibrare nel lungo termine la produzione e i consumi» di quello che attualmente è il primo produttore mondiale, in attesa dei dati previsionali sulla vendemmia italiana 2024 che saranno diffusi da Ismea, Uiv e Assoenologi al G7 di Siracusa. Secondo le prime stime ufficiali la Francia scenderà sotto il tetto dei 40 milioni di ettolitri di vino in questo 2024.
La decisione di notificare il provvedimento a Bruxelles scaturisce dal dialogo che la Francia, attraverso il ministero dell’Agricoltura, ha avviato con il Commissario all’Agricoltura dell’Ue nei mesi precedenti, ma anche dai risultati del sondaggio lanciato a maggio 2024 per capire l’entità delle superfici e le priorità dei viticoltori francesi. Il meccanismo di finanziamento è basato sulla disciplina temporanea degli aiuti di Stato in relazione alle conseguenze sui mercati agricoli del conflitto tra Russia e Ucraina. Gli aiuti agli agricoltori (4mila euro per ettaro) sono accordati, in particolare, a chi rinuncia alle autorizzazioni al reimpianto sulle superfici vitate eradicate e che, allo stesso tempo, rinuncia a chiedere nuove autorizzazioni viticole per ben sei campagne viticole (dal 2024 al 2029 compreso).
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