Il New York Times elogia le vignaiole del Chianti Classico, donne che nonostante gli ostacoli incontrati sono state capaci di dare nuova linfa vitale alle proprie aziende di famiglia, portandole a livelli sempre più alti. Eric Asimov, autorevole giornalista che si occupa di vino, nel parlare delle figure femminili che hanno contribuito o contribuiscono a scrivere la storia del vino, rileva in Toscana un cospicuo numero di esempi virtuosi di una conduzione al femminile. Persone che fanno parte della storia di aziende rinomate come Istine, Podere le Boncie, I Fabbri, Castello di Ama e Terreno.
Asimov ricorda come in passato il vino è stato un ambito relegato quasi esclusivamente agli uomini. Sia in termini di lavoro, sia nei termini di successione alla gestione dell’azienda. Pochi sono stati i casi in cui una donna è stata messa alla guida di una cantina e spesso per via dell’improvvisa morte del marito o il padre al comando. “Questo sta cambiando rapidamente in tutto il mondo del vino, e il Chianti Classico in particolare ha una concentrazione di donne come la signora Fronti che hanno preso in mano le aziende di famiglia e le hanno portate a livelli mai raggiunti prima, nonostante gli ostacoli che molte donne devono ancora affrontare”.
Le storie riportate da Asimov sono solo alcuni dei molteplici esempi, ma danno un’idea tangibile delle difficoltà incontrate. “Oltre ad Angela Fronti, tra le donne a capo di eccellenti aziende del Chianti Classico ci sono Lorenza Sebasti del Castello di Ama a Gaiole-in-Chianti, Sofia Ruhne di Terreno a Greve-in-Chianti, Susanna Grassi de I Fabbri a Lamole e Giovanna Morganti di Podere le Boncie a Castelnuovo Berardenga”.
Poco fuori dalla zona del Chianti Classico, nel Senese, c’è anche un’altra vignaiola che ci sentiamo di aggiungere all’elenco di Asimov. E’ Giovanna Tiezzi Pacina che ha ereditato la cantina di famiglia, incastonata in un convento del decimo secolo circondato da boschi e dalle Crete Senesi.
Tutte accomunate dall’amore per il vino, il richiamo della terra e un profondo amore per il territorio che con caparbietà e passione sono riuscite a diventare le degne eredi di importanti realtà aziendali. “In tutto il mondo del vino, donne come la signora Fronti prendono in mano le aziende di famiglia e le spingono verso nuovi e inaspettati traguardi. Sono state la prima generazione di donne a prendere le redini da parenti maschi più anziani”.
Quello che emerge è un cambiamento in positivo e diventa più accessibile al genere femminile. “Nel 2010 era tutto al maschile ed era considerato strano avere una donna al comando” ha detto Sofia Ruhne dell’azienda Terreno che racconta di come ha tratto forza dalle altre donne del Chianti Classico, con cui si riunisce per degustazioni e discussioni. “Ora è completamente diverso. Sono cambiate molte cose e molto velocemente”. Anche grazie al “ movimento #MeToo che ha cambiato molti aspetti di questo rendendolo molto meno minaccioso”.
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