La Docg è più vicina per i vini dell’Etna, che si apprestano a iniziare il percorso per ottenere la denominazione d’origine controllata e garantita, massimo grado della piramide qualitativa per i vini italiani. L’assemblea dei soci del Consorzio Tutela Vini Etna Doc, nella riunione venerdì 10 novembre 2023, ha deciso di avviare un lungo percorso che prevede diversi passaggi.
Come spiega Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio, si dovrà presentare richiesta alla Regione Siciliana che valuterà la documentazione e la rappresentatività della denominazione. In seguito, entrerà in gioco il Comitato nazionale vini Dop e Igp, organo del Masaf. “Difficile fare previsioni certe, ma pensiamo che tutto l’iter potrebbe durare circa anche meno di due anni”, dichiara Lunetta.
Il presidente Francesco Cambria parla di decisione storica per tutto il territorio etneo. Una scelta che ha avuto l’unanimità dai soci presenti durante l’assemblea: “Il desiderio di tutti i produttori è che venga definitivamente legittimato, anche attraverso il raggiungimento del gradino più alto della piramide del sistema delle certificazioni di denominazione, il grande lavoro sin qui svolto e il prestigio che ormai il mercato ha riconosciuto ai nostri vini”.
Allo stesso tempo, sono previsti alcuni cambiamenti all’attuale disciplinare di produzione. Per quanto riguarda la tipologia spumante, verrà aggiunta la possibilità di utilizzare la varietà carricante, oltre al già presente nerello mascalese e sarà possibile produrre la versione pas dosé.
Inoltre, la resa della tipologia Etna Rosso con unità geografica aggiuntiva verrà diminuita, mentre il numero delle contrade (attualmente 133) riconosciute a partire dal 2011 e legalmente equiparate a unità geografiche aggiuntive, aumenterà a seguito della richiesta di produttori presenti in aree non ancora delimitate in contrade.
Ultimo punto, nel futuro disciplinare Docg sarà possibile indicare come unità geografica aggiuntiva il nome di uno dei 20 comuni se le uve provengono interamente da quel territorio. Nessuna modifica, invece, ai confini della denominazione. Nel 2022 gli ettari rivendicati sono stati 1290,82, suddivisi tra 442 viticoltori. La produzione, sempre nel 2022, è stata di 43.651,09 ettolitri rivendicati a Doc Etna, pari a 5.820.145 di bottiglie con un incremento del 28% sul 2021 e del 34,6% sul 2019.
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