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Il Consorzio del Barolo si affida allo "Svitato" Sergio Germano. Tra i nodi da sciogliere lo spostamento a Nord dei vigneti

Il produttore guiderà l'ente di tutela in una fase molto delicata. Sul tavolo la proposta di modifica al disciplinare su cui il neoeletto è sempre stato molto critico. A marzo ha presentato il suo Barolo col tappo a vite ed è entrato nel gruppo pro Stelvin

  • 09 Maggio, 2024

Sergio Germano è il nuovo presidente del Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. Dopo anni da consigliere è arrivata una nuova occasione che lo storico produttore di Barolo ha scelto di cogliere. «Ho sempre creduto nella squadra – commenta Germano al Gambero Rosso – soprattutto nel lavoro di squadra e questa è un’ottima opportunità per essere concreti. Il Consorzio è un organo molto importante e dopo anni ho deciso di mettermi in gioco. Certo – continua- l’impegno è tanto ma cercherò di conciliare ed onorare questo mio nuovo ruolo». Succede al presidente uscente Matteo Ascheri.

Germano fa parte degli Svitati

Germano è un produttore di lunga data a Serralunga d’Alba. Ha ereditato l’azienda di famiglia – la Ettore Germano – che oggi conduce con la moglie Elena ed i figli Elia e Maria. Recentemente è entrato a far parte del gruppo degli Svitati, che promuove il tappo a vite anche per i rossi importanti. E di fatto, qualche mese fa proprio lui ha presentato il primo Barolo con la chiusura in alluminio, facendo cadere un vero tabu. Ma non solo. Germano è stato tra i primi anche a puntare sui bianchi come il Riesling e soprattutto sull’Alta Langa. «L’Alta Langa è stata una grande intuizione da parte dei sette padri fondatori, 12 anni di sperimentazione per arrivare alla costituzione della denominazione. Un progetto molto bello e cresciuto bene anche in convergenza positiva con i cambiamenti di gusto».

Cosa ne sarà dello spostamento a Nord dei vigneti

Sulla delicata questione della modifica al disciplinare Germano preferisce non intervenire. Negli ultimi mesi, infatti, si è parlato molto della proposta di spostare i vigneti di nebbiolo, per la produzione di Barolo e Barbaresco, nei versanti collinari esposti al Nord. Una possibilità che ha creato molti dissidi all’interno della denominazione. «In questo momento ci sono aperte le consultazioni di voto e non è corretto esprimersi – aggiunge Germano – è un argomento da affrontare con molta scientificità. Vediamo cosa uscirà quando scadrà il termine. Da produttore posso solo affermare che il nebbiolo nasce come vitigno da sole». D’altronde il suo parere da produttore lo aveva già dato in un recente sondaggio del Gambero Rosso, in cui si mostrava molto critico con la scelta del Consorzio di proporre la votazione senza una reale preparazione scientifica sul tema. A breve si riunirà il nuovo cda, dove probabilmente si parlerà anche di questo. «Siamo pronti – conclude – dovremmo fare il primo consiglio tra una decina di giorni e valuteremo le cose già programmate. La tutela è fondamentale e la gestione dei disciplinari importantissima e in fase di trasformazione. Ci sono tanti scalini da salire. Probabilmente se ne riparlerà tra uno o due anni».

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<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.

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