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C'è troppo vino, la Francia spende 160milioni per distruggerlo

Il governo francese venerdì scorso ha annunciato che saranno stanziati 200 milioni di euro per finanziare la distruzione della produzione di vino in eccesso nel tentativo di sostenere i produttori in difficoltà e i prezzi.

  • 28 Agosto, 2023

Diverse importanti regioni produttrici di vino in Francia, in particolare la zona di Bordeaux, sono in difficoltà a causa di un mix di problematiche derivanti dai cambiamenti nelle abitudini di consumo, dalla crisi del costo della vita e dalle conseguenze della pandemia. Secondo l’associazione dei produttori locali, il calo della domanda di vino ha portato a una sovrapproduzione, a un forte crollo dei prezzi e a gravi difficoltà finanziarie per un produttore di vino su tre nella regione di Bordeaux.

L’intervento del governo francese: noi per ora ci mettiamo i soldi, voi imparate ad adattarvi

Un fondo iniziale dell’Unione Europea di 160 milioni di euro per la distruzione del vino è stato aumentato a 200 milioni di euro dal governo francese, ha detto ai giornalisti il ??ministro dell’Agricoltura Marc Fesneau in una conferenza stampa venerdì scorso. Il ministro ha aggiunto che il denaro è “mirato a fermare il crollo dei prezzi e a consentire ai produttori di vino di ritrovare fonti di reddito”, ma ha sottolineato che l’industria deve “guardare al futuro, pensare ai cambiamenti dei consumatori e adattarsi”.

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Da Bordeaux a Languedoc, il problema delle eccedenze in tutto il paese

Anche la regione sud-occidentale della Languedoc, la più grande zona vinicola del paese, è stata duramente colpita dal calo della domanda di vino. “Produciamo troppo e il prezzo di vendita è inferiore al prezzo di produzione, quindi stiamo perdendo denaro“, ha detto all’AFP Jean-Philippe Granier dell’associazione dei produttori di vino della Languedoc all’inizio di agosto. In tutto questo vortice di provvedimenti si aggiunge quello del ministero dell’Agricoltura che a giugno ha annunciato 57 milioni di euro per finanziare l’estirpazione di circa 9.500 ettari di vigneti nella regione di Bordeaux, mentre altri fondi pubblici sono disponibili per incoraggiare i viticoltori a passare ad altre produzioni come quella di olive.

I provvedimenti contro l’eccessiva produzione di vino in Europa. Segnali di una crisi del settore?

A metà degli anni 2000 l’Unione Europea è stata costretta a riformare la propria politica agricola per ridurre la massiccia sovrapproduzione di vino che veniva stimolata dai suoi stessi sussidi. E ancora oggi, a livello europeo, vengono spesi 1,06 miliardi di euro all’anno nel settore vitivinicolo. Una cifra enorme per un settore è stato duramente colpito e ridimensionato dalla crisi del Covid-19 che ha chiuso ristoranti e bar in tutto il mondo, ma anche dalla tendenza a lungo termine dei consumatori a passare alla birra e ad altri alcolici. A questo si sono aggiunti i recenti aumenti del prezzo del cibo e del carburante, legati all’impennata dei prezzi globali dell’energia e all’invasione dell’Ucraina, che hanno visto gli acquirenti ridurre la spesa per beni non essenziali come il vino. La Commissione Europea, approvando a giugno il piano di aiuti d’emergenza per il settore, ha stimato che il consumo di vino per l’anno in corso sarebbe diminuito del 7% in Italia, del 10% in Spagna, del 15% in Francia, del 22% in Germania e del 34% in Portogallo, mentre la produzione europea di vino è aumentata del 4,0%.

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