L’espressione Dry January non è esclusiva dell’Alcohol Change Uk. Lo ha stabilito il tribunale inglese per la proprietà intellettuale, bocciando la richiesta dell’organizzazione benefica di vietare ad altri marchi l’utilizzo del termine. La sentenza, come riportato dalla rivista The Drink Business, ha stabilito che l’espressione può essere utilizzato da altri gruppi senza violare la legge. In particolare, il giudice Judy Pike ha motivato la decisione sostenendo che era «ragionevole presumere che altri commercianti avrebbero utilizzato le parole in questione per promuovere le loro bevande».
Ma facciamo un passo indietro. Alcohol Change Uk aveva registrato il marchio Dry January nel 2014 per promuovere la campagna che invita le persone a rinunciare all’alcol per tutto il mese di gennaio con l’obiettivo di diffondere uno stile di vita lontano dagli eccessi. Poi, davanti alla diffusione dell’espressione, nel 2022, ha tentato di estendere il suo controllo sul termine, attraverso una serie di lettere “di cessazione e desistenza” per chiedere ad altri marchi, inclusi quelli low e no alcol, di non usarlo in un contesto legato alla vendita di bevande. Tuttavia, Big Drop Brewing, un noto produttore di birre senza alcol, ha contestato la mossa legale e adesso l’Ufficio per la proprietà intellettuale del Regno Unito gli ha dato ragione, stabilendo che il termine può essere utilizzato in specifici contesti promozionali. In particolare, il marchio di birra ha fatto appello all’obiettivo comune di ridurre i danni legati all’alcol, sottolineando l’allineamento tra molti marchi del settore e Alcohol Change Uk sulla necessità di lavorare congiuntamente per promuovere uno stile di vita più sano. Alla fine, l’organizzazione benefica è stata condannata a pagare le spese legali a favore di Big Drop.
Cosa succederà adesso? Tutti potranno scrivere Dry January anche in ambito promozionale? Non esattamente. Nonostante la sentenza, Richard Piper, ceo di Alcohol Change Uk, ha ribadito la determinazione dell’organizzazione nel difendere il suo marchio e che un uso improprio potrebbe comunque costituire una violazione. Soprattutto se il termine, oltre a finire nei materiali di marketing, venisse incorporato nel nome stesso del prodotto.
Se sull’uso futuro del nome restano diversi dubbi, sul diffondersi della campagna si può affermare che il Dry January è ormai diventato uno stile di vita sempre più diffuso in tutto il mondo, Italia compresa. La battaglia legale ne è la conferma.
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