Notizie / Vino / “Il vino fa male? Allora anche succhi di frutta, burro e merendine”. Intervista all’immunologo Matteo Bassetti

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"Il vino fa male? Allora anche succhi di frutta, burro e merendine". Intervista all'immunologo Matteo Bassetti

Lo scienziato genovese prende le difese del giornalista Bruno Vespa e spiega perché demonizzare solo il vino sia sbagliato. Poi rilancia: "Due bicchieri di rosso non sono una bestemmia"

  • 17 Ottobre, 2024

Un bicchiere di vino al giorno toglie il medico di torno. O forse no. Tra puristi e detrattori del calice da pasto, riprendono le polemiche attorno ai danni che il consumo di alcol comporta alla nostra salute. Il dibattito è tornato a gamba tesa dopo la difesa sugli effetti benefici del vino da parte del giornalista Bruno Vespa a margine della presentazione della guida Vini d’Italia targata Gambero Rosso. Una posizione controversa quella del conduttore di Porta a Porta, tacciato di essere un produttore e non un ricercatore (vedi la replica del professor Michele Antonio Fino). Ma non poi così lontana da quella di chi la scienza la fa di mestiere, come Matteo Bassetti, professore e ricercatore Unige. «Che l’alcol e i vini per la loro presenza di etanolo siano dannosi lo dobbiamo dire. Ma uno, massimo due bicchieri al giorno di vino rosso hanno anche effetti benefici», racconta l’immunologo al Gambero Rosso.

Professore, il vino è davvero così dannoso per la salute? 

La premessa doverosa, quando si tocca questo tema, è che l’alcol è inserito all’interno delle sostanze potenzialmente cancerogene, quindi è sacrosanto dire che non si tratta di una sostanza che faccia bene. Tuttavia, quando parliamo di vino è opportuno fare una grande distinzione tra il vino bianco, che contiene quantità di solfiti e altre sostanze meno benefiche, e il vino rosso, che invece è dimostrato avere effetti positivi grazie a polifenoli e altre sostanze che impattano non solo sul sistema cardiovascolare ma anche sul nostro cervello, come dimostrato recentemente da una serie di lavori scientifici. È evidente che il vino abbia una componente alcolica significativa, potenzialmente negativa a causa della presenza di etanolo. Eppure, è bene ricordare che esiste anche una parte buona per il nostro organismo a livello del cuore, del cervello e del nostro metabolismo. Certo, veicolare il messaggio che bisogna bere per forza il vino perché migliora la nostra qualità della vita è sbagliato. Ma lo è altrettanto equiparare il vino ad altre sostanze alcoliche come birra, whisky o gin.

Esiste una quantità sicura da consumare? 

Stabilire qual è la quantità che non fa male non è facile. Il problema è sempre la moderazione. Io credo che un paio di bicchieri al giorno, ovviamente di vino rosso, non abbiano mai fatto male a nessuno. Ovvio, se la quantità cresce ci possono essere evidentemente dei problemi, ma con una quantità minima è molto difficile riuscire a dirlo. Ecco perché credo che affermare a livello medico che si possono bere uno, al massimo due calici al giorno, un pranzo un cena, non equivalga a una bestemmia, sempre sottolineando che l’etanolo è una sostanza potenzialmente cancerogena.

Ha ancora senso distinguere il consumo dall’abuso? 

Sono tanti gli studi scientifici seri e importanti che hanno valutato il consumo moderato di vino, dimostrando un effetto benefico importante sulle malattie che ho appena menzionato. Quello che invece dobbiamo assolutamente combattere tutti insieme, sia come componente medica che come come società civile, è l’abuso di alcolici. Che si stia parlando di superalcolici, di birra, ma anche dello stesso vino, poco importa. Contro l’abuso non bisogna avere nessun tipo di scrupolo o reticenza, perché è quello che produce il vero danno. Per cui sì, è importante capire che a essere nociva non è la bottiglia da sola, ma il consumo improprio che si fa del vino, spesso di bassa qualità.

È d’accordo con Bruno Vespa nel sostenere che il vino non fa male, anzi?

Credo che quello che sostiene Vespa si possa interpretare alla luce del fatto che nei nostri supermercati e sulle nostre tavole finisce una quantità enorme di sostanze cancerogene. Eppure nessuno si è mai messo a fare la crociata contro le bevande gassate zuccherate, le merendine, i farinacei iper-purificati, che pure possono avere un effetto cancerogeno. O contro gli insaccati e la carne rossa. Sono molti gli alimenti che potenzialmente possono avere degli effetti nocivi sulla nostra salute. Paradossalmente il fatto che il vino non sia venduto a minori e che sia noto essere dannoso lo rende meno pericoloso delle bevande gassate o dei succhi di frutta ricchi di zuccheri cattivi, che sono veleno per il nostro organismo e che invece continuano ad essere venduti a bambini, adolescenti e adulti. Per questo penso che quello che si cela dietro questa affermazione sia quantomeno cercare di avere un trattamento uguale.

Secondo lei è in corso demonizzazione verso il vino?

Sì, c’è una sorta di demonizzazione verso il vino e lo è purtroppo a livello continentale, visto che in Europa l’obiettivo sembra essere diventato ormai quello di mettere sullo stesso piano il vino italiano con la birra irlandese o col whisky scozzese, come si evince bene dalla nuove etichette che sono adesso in discussione a Bruxelles. È evidente che sono cose molto diverse tra loro. Se davvero si vuole fare un lavoro serio per tutelare fino in fondo il consumatore, bisogna mettere l’etichetta “nuoce gravemente alla salute” non solo su vino, birra o superalcolici, ma anche sulle bevande gassate e sulle merendine, persino sul burro. Ci sono ormai fior di lavori scientifici che dimostrano che ci sono una serie di sostanze e alimenti che hanno una correlazione diretta con il cancro. Se lo scriviamo giustamente sul vino, non vedo perché non lo si debba fare su tutti quegli alimenti che possono avere quel tipo di effetto.

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