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La rivincita della Barbera e dei vini del Monferrato. Lo stile pop convince i consumatori e batte i vini premium

Il bilancio del Consorzio mostra l'ascesa dei vini più conviviali: si allarga la platea della Docg superiore, ottimi risultati per il Monferrato Doc Nebbiolo, in crescita lo Chardonnay

  • 29 Gennaio, 2025

Avanza lo stile pop tra i prodotti del Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, seguendo un trend di consumo orientato a proposte più semplici e meno impegnative. L’analisi del bilancio del Consorzio di tutela piemontese, che include 14 denominazioni, evidenzia l’allargamento del pubblico per i prodotti di quest’area vitivinicola del nord-ovest con oltre 410 imprese associate. A partire dal vino più importante nella piramide qualitativa, la Barbera d’Asti Docg superiore, cresciuta di oltre 200mila bottiglie in un anno, anche grazie al consolidamento della presenza in mercati strategici come Stati Uniti e Canada.

L’andamento delle denominazioni

Il bilancio di chiusura del 2024 è generalmente positivo e si notano alcuni incrementi importanti: il +11% a volume del Monferrato Doc Nebbiolo (oltre le 500mila bottiglie) ma anche il +3% della Doc Piemonte (un milione di bottiglie in più sul 2023), con il Piemonte Doc Barbera che si mantiene sopra quota 16 milioni di bottiglie (+0,4%), e il Piemonte Doc Barbera Passito che sorprende con oltre il 19% in più, superando un milione e 100mila bottiglie nel 2024. Il Consorzio presieduto da Vitaliano Maccario, in particolare, segnala il boom dell’ultimo nato all’interno del disciplinare: il vino da doppio vitigno Piemonte Doc Barbera-Nebbiolo, con un +359 per cento, che lo porta a superare le 500mila bottiglie.

Tra i bianchi avanza lo Chardonnay

Record a volume per il Piemonte Doc Chardonnay che, in un anno, spunta un +7,6% e arriva 2 milioni 174mila bottiglie prodotte, confermando il suo appeal crescente tra i consumatori. Un ulteriore conferma che il consumatore sta andando verso stili di vino più semplici e, rispetto al prezzo, sta seguendo quel fenomeno di de-premiumizzazione previsto da diversi analisti di mercato, come il recente report della Silicon Valley Bank per il mercato americano, oppure anche l’ultimo report di settore redatto da Ismea, che per il futuro suggerisce all’Italia di non inseguire l’ossessione dei vini premium a tutti i costi. Tra le Docg, il Ruchè di Castagnole Monferrato è stabile sopra il milione di bottiglie (con +1,6% tra 2024 e 2023), e il Terre Alfieri Docg, ancora con numeri limitati, cresce dell’8%, che il Consorzio legge come «segnale promettente per il futuro».

Le strategie per il 2025

Il presidente Maccario spiega le strategie consortili: «Abbiamo lavorato per rendere la Barbera d’Asti e i vini del Monferrato sempre più accessibili e amati, puntando su qualità, autenticità e una comunicazione efficace». Nel 2025, il programma prevede una attenzione particolare «agli eventi e alle collaborazioni che rendano la Barbera d’Asti un vino sempre più pop e vicino ai consumatori di tutto il mondo». L’ente è al lavoro per preparare la seconda edizione del Barbera D’Asti Wine Festival e avvicinarla non solo al consumatore ma «dando rilievo ai nostri produttori che, ogni giorno, si impegnano per far conoscere questo vino e il Monferrato nel mondo».

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<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.

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