La piccola regione del centro Italia si conferma minuta solo per dimensioni. L’elevato numero dei Tre Bicchieri conquistati (quest’anno 15, un record) sono lo specchio esatto di una produzione in grande spolvero qualitativo che valorizza i rossi, ma mette anche in evidenza l’animo bianchista della Regione. Grandi conferme arrivano dalle Denominazioni più prestigiose: a Montefalco erano di scena i Sagrantino ’17 e qualche selezione della 2016. I primi, nonostante l’annata calda, offrono vini dalla trama fittissima, ma ormai – tra macerazioni calibrate e sapiente uso dei legni – l’impronta tannica è ben equilibrata col resto della materia. I 2016 si confermano grandi vini. Dallo stesso areale arrivano buone notizie grazie al Montefalco Rosso, non un fratellino minore del Sagrantino, ma un vino dove il Sangiovese primeggia e riesce a offrire sfumature territoriali diverse. Sempre da queste parti c’è spazio, infine, anche per i bianchi, col Trebbiano Spoletino sempre più protagonista. A proposito di bianchi non possiamo non parlare (molto bene) di Orvieto. Piano piano le cose stanno cambiando e il noto vino bianco sta riconquistando il prestigio che merita, in virtù di prodotti molto rappresentativi del territorio e dalla lunga capacità d’invecchiamento.
Ma in Umbria c’è di più, molto di più. A partire da Todi, altra zona sempre più in primo piano. Anche qui pensiamo che la natura bianchista prevalga, grazie a un vitigno, il Grechetto, capace di stupire per carattere e solarità. Pochi, pochissimi i vini di Torgiano prodotti, ma tutti di gran classe, tra sangiovese per i rossi, grechetto, trebbiano e vermentino per i bianchi. Concludiamo citando due zone che teniamo sotto osservazione da qualche anno. Una è la zona del Trasimeno, dove viene prodotto il gamay del Trasimeno: niente a che fare col vitigno del Beaujolais: questo fa parte della grande famiglia del grenache. Dai vigneti limitrofi al lago vengon fuori vini mediterranei e leggiadri, di grandissima beva. L’altra è l’areale di Narni, dove ormai da tanti anni il ciliegiolo è re incontrastato e sono diversi i produttori che ne imbottigliano affascinanti interpretazioni.
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