A Montepulciano, l’Anteprima Nobile di Montepulciano 2023 , nell’ambito della settimana delle Anteprime Toscane, si svolge con i confortanti segnali del mercato. La denominazione poliziana – con una commercializzazione divisa tra e il 32% in Italia e il 68% all’estero, dove svettano America (35%) ed Europa (30%), con la Germania a detenere il ruolo di primo Paese per l’esportazione del Nobile (37%) seguito dagli Stati Uniti (27%) – nel 2022 ha immesso nel mercato 7,1 milioni di bottiglie di Nobile (+6% sul 2021). Un risultato che passa anche per il costante impegno per la “sostenibilità” di tutto un territorio. La denominazione del Nobile di Montepulciano è, infatti, la prima denominazione italiana ad aver raggiunto la certificazione di sostenibilità secondo lo standard “Equalitas” già nel 2022 (e che prevede, tra le altre cose, la misurazione dell’impronta carbonica ed idrica, la verifica del rispetto delle libertà sindacali e delle pari opportunità, etc.). Ma non solo. Nel 2015 il progetto “Carbon Footprint“ della Denominazione del Nobile di Montepulciano ha aperto una strada nuova, diventando un modello su scala nazionale.
Passando al bicchiere, sotto i riflettori di Anteprima Nobile di Montepulciano 2023 l’annata 2020 caratterizzata, dal punto di vista delle stagioni, almeno rispetto alle sempre più frequenti bizzarrie climatiche, come un millesimo dalla maturazione tendenzialmente regolare – con mesi estivi caldi ma non torridi – capace di esprimere vini di buona impronta aromatica e dallo sviluppo gustativo solido, con, in alcuni casi, un’esuberanza tannica non sempre perfettamente sotto controllo. Per quanto riguarda le Riserva 2019, ottenute da un millesimo da più parti definito di grande spessore, non sono mancate valide interpretazioni ma anche qualche criticità, ancora una volta, nell’espressione tannica dei vini. Un elemento quest’ultimo, che in passato aveva definito l’areale poliziano come quella zona enoica dove i tannini avrebbero meritato il soprannome di “tannoni”.
Procede spedito anche il progetto Pieve con oltre 40 cantine già impegnate a selezionare partite di vino “atte a divenire Pieve”. Si tratta della declinazione poliziana delle Unità Geografiche Aggiuntive, che permetterà in etichetta l’utilizzazione dei toponimi territoriali delle antiche Pievi in cui era suddiviso il territorio locale in epoca tardo romana e longobarda. Un percorso che ha davanti a sé il suo compimento nell’approvazione di un nuovo disciplinare previsto per il 2025 e che sarà incentrato su un vino da Sangiovese in prevalenza con eventuali vitigni complementari solo da varietà di antica coltivazione locale.
I migliori assaggi (in ordine di degustazione) operati su campioni nuovi (non esaminati perciò nelle sessioni di assaggio della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso).
Profumi nitidi di piccoli frutti rossi, fiori e pietra focaia, ad anticipare puntualmente una bocca ariosa, reattiva e ben profilata.
Rigoglioso, fruttato con tocchi affumicati e speziati, accompagna una progressione gustativa solida e continua.
Vino schietto fin dall’approccio aromatico che gioca tra tocchi di fiori, terra ed erbe aromatiche. In bocca, il sorso è sapido succoso e ben ritmato.
Fine nei tratti aromatici di fiori e sottobosco, è un rosso dallo sviluppo gustativo leggiadro e ben definito.
Punta anche questo Nobile sulla finezza, come suo solito, con profumi floreali fragranti e ben scanditi da qualche tocco affumicato. Sorso agile, incisivo e saporito.
Vino ben definito nella sua essenzialità, in cui i profumi sono puliti e fragranti e lo sviluppo gustativo beverino e continuo.
Un vero e proprio punto fermo tra i vini dell’areale, che difficilmente delude. Vino polposo nel suo progredire gustativo e a dir poco centrato nei suoi aromi.
I suoi tratti aromatici sono intriganti e giocati sui fiori, i frutti rossi, con tocchi affumicati e cenni terrosi. Non meno interessante la bocca, dal sorso sapido, deciso e vitale.
La successione aromatica – di rosa, ciliegia e tocchi speziati – si muove con bella definizione, mentre il sorso è ben bilanciato, leggero e profondo.
Fine e ben centrata la trama aromatica di questo vino che offre anche uno sviluppo gustativo ben proporzionato e dai continui e fragranti richiami fruttati.
a cura di Franco Pallini
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