A Roma c’è chi apre, c’è chi chiude definitivamente e c’è anche chi decide di trasferirsi altrove perché avere una attività ristorativa in certe zone della Capitale può essere una vera e propria prova di sopravvivenza. È la scelta fatta da Federico Iavicoli che insieme ai suoi due soci – Simone Avola e Valerio De Santis – ha deciso di chiudere definitivamente il ristorante Fuorinorma aperto tre anni fa in zona Ostiense, per aprire La Terrazza del Marchese a Ostia.
Il motivo di questa decisione è piuttosto semplice quanto serio. Ostiense, in special modo quel lungo tratto di strada omonima che dalla Piramide Cestia scorre fino a via del Porto Fluviale, è diventata terra di nessuno. La mattina presto e la sera (neanche troppo tardi) non è affatto un posto sicuro, malauguratamente animato da certa microcriminalità, mista a una buona dose di disperazione umana. È triste dirlo, ma questa zona pur offrendo diversi posti in cui fermarsi per mangiare bene in ambienti graziosi (Marigold, Trattoria Pennestri, Osteria Fratelli Mori, Casa Manfredi Teatro ed altri) è parecchio respingente e nient’affatto sicura. Ovviamente ogni attività fa le sue considerazioni «Per noi era diventato impossibile lavorare in questa zona. – racconta Federico Iavicoli – Quindi con i miei soci poco più di un anno fa abbiamo deciso di ragionare sulla possibilità di aprire altrove, valutando sin da subito la possibilità di spostarci fuori Roma. E così è uscito questo posto ad Ostia in cui meno di un mese fa è nata La Terrazza del Marchese». Qui Iavicoli ricopre il ruolo di Executive Chef mentre invece lo chef de cuisine è Danilo Testaguzza.
Un locale bello ampio con un centinaio di posti interni e altri 50 sulla terrazza. Il menu è romano, anzi romanissimo, una proposta inusuale forse, per il litorale, ma in questa chiave pop/folk pensata da Iavicoli, a noi sembra molto convincente. Il nome è un omaggio al celeberrimo Marchese del Grillo e nel menu ci sono diversi riferimenti al personaggio dell’Albertone nazionale. Tra gli antipasti ci sono i coccetti del carbonaro: uova in trippa, salsiccia e uva, fagioli con le cotiche, ali di pollo alla cacciatora. E ancora tra i crostoni c’è quello Ricciotto con mozzarella, alici e fiori di zucca. Tra i primi le specialità di Onofrio con dei piatti piuttosto intriganti come le fettuccine al doppio burro e cynar o i ravioli cacio e pepe con trippa ai ferri. Marchese a parte, c’è una sezione dedicata alla amatriciana e una alla gricia entrambi proposte in tre versioni: la classica e due rivisitazioni. I secondi, romanissimi pure quelli: coda, abbacchio, picchiapò, vitelllo alla fornara. Si chiude con dolci “confortevoli” come la coppa Olimpia con mascarpone e fragole, la torta caprese e le mele fritte con lemon curd.
A La Terrazza del Marchese la cucina è aperta no-stop, tutti i giorni dalle 12 alle 23 anche con una bella proposta di aperitivi da fare scegliendo i taglieri realizzati con salumi home made come la porchetta o il prosciutto cotto, ma anche i coccetti o i crostoni. Oltre ad esserci una proposta “folk”, parecchio popolari lo sono pure più i prezzi. I primi sono in carta tra i 10 e i 12 euro nella versione regolare (anche disponibili in quella maxi tutti a 12 euro) i secondi a 12, 15 e 18 euro, i dolci tutti a 6 euro. E per chi volesse scegliere i coccetti, un mix di tutti costa 23 euro. Insomma, a conti fatti per un pasto completo si spendono una quarantina di euro vini esclusi e per il pranzo infrasettimanale si spendono poco più di 15 euro con la formula menu fisso. La carta dei vini non segue mode e estremismi naturali, Iavicoli – buon conoscitore del mondo del bere – ha pescato qua e là in Italia piccole realtà creando due liste distinte. La Cantina di Gasperino: vini vivaci e veraci con etichette di buona qualità ma a prezzi assolutamente contenuti e La Riserva del Marchese, vini complessi ma non per fessi con qualche proposta francese e altre italiane più ricercate.
La Terrazza del Marchese – via Rutilio Namaziano 31 – Ostia (Rm) – Pagina Facebook
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