Format vincente non si cambia. Anzi si moltiplica. La pizzeria L’Elementare di Mirko Rizzo (che ha iniziato la sua carriera con le pizze al taglio a Centocelle sotto l’insegna Pommidoro) e Federico Feliziani apre una nuova sede a Roma. La quarta, sempre incentrata sulla pizza romana scrocchiarella, stesa con il matterello e cotta al forno a legna. Dopo Parco Appio, Trastevere e Tuscolana, l’insegna approda a Testaccio, in via Stradivari, vicino al ponte che porta all’ex mattatoio.
Il locale scelto si sviluppa su due piani: 160 metri quadrati che includono una grande cucina a vista e un bancone. E una finestra che accede direttamente su strada per il servizio di asporto e delivery. In tutto una cinquantina di coperti. In estate, con la pedana esterna sarà possibile mangiare anche all’aperto. Al piano inferiore, invece, è stato creato un grande laboratorio che rifornirà anche le altre pizzerie sparse per Roma: “Lì verranno preparate tutte le basi degli impasti e dei fritti in carta”, spiega Rizzo. La data di apertura è fissata per il 4 marzo.
Il menu ricalcherà quello delle altre sedi, con 4 fritti, e altrettante pizze, che ruotano periodicamente a seconda della stagione per arricchire l’offerta. Una piccola novità: in carta viene inserito lo gnocco fritto alla romana che ogni tre mesi cambierà condimento (si parte con quello alla carbonara). Stessa idea per le pizze: ci sarà sempre una tonda con le polpette che verranno proposte in varie versioni.
I fritti – nove in tutto – sono uno dei cavalli di battaglia di Rizzo: dai supplì classici (riso, pomodoro, fiordilatte, grana e basilico) a quelli stagionali: tra le new entry, oltre allo gnocco, la Bomba anarchica, ovvero un supplì di tubetti rigati con zucca, salvia, guanciale e caciocavallo affumicato; e il Supplì invertito composto da un doppio strato di fiordilatte con ripieno di risotto pomodoro e basilico, fritto, e servito con ragù di regaje di pollo, funghi secchi e pecorino.
Tra le pizze “iconiche” il menu dell’Elementare continuerà a proporre Datte foco – con sugo di ‘nduja di Spilinga, ventricina, fiordilatte, provolone del Monaco piccante e salsa alla ‘nduja e finocchietto – e la Saltimbocca alla Romana che non ha bisogno di presentazioni. La vincente resta la versione più semplice: la Margherita.
La proposta per bere spazia dai vini naturali alle birre artigianali (sei alla spina), quest’ultime selezionate da Natural born drinkers di Feliziani. Per quanto riguarda i vini, la carta propone etichette italiane ed estere, con diverse referenze del Lazio e dell’Alsazia.
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