Con un’espressione mutuata dalla ristorazione francese, indichiamo, nelle guide del Gambero Rosso, una categoria molto ampia di locali, che hanno delle formule ibride, più complesse rispetto al classico ristorante: format solitamente metropolitani che uniscono una proposta di cucina contemporanea e stagionale a offerte di beverage molto articolate, spesso concentrate intorno al cocktail bar, con orari larghi che si allungano oltre quelli dei pasti, dal pranzo all’aperitivo e al dopocena. Gli ambienti sono molto curati, con design che spesso richiamano atmosfere cosmopolite.
Nella Capitale, come in tutte le grandi città, sono molti i locali di questo tipo e anche abbastanza differenti tra loro, come si evince dalle insegne premiate con le Tre Cocotte, il simbolo che nella guida Roma e il Meglio del Lazio indica i migliori bistrot romani: in pieno centro città, nei pressi di Fontana di Trevi, ecco Baccano, con la sua atmosfera romantica e internazionale. Panorama da sogno per il bistrot del The Pantheon Rome Iconic Hotel, la terrazza Divinity firmata da Francesco Apreda. Si va verso i quartieri Pinciano – Parioli invece per l’insegna della galassia Niko Romito, Spazio Bar e Cucina, con proposta cangiante da mattina a sera.
Baccano, il regno dello chef Nabil Hadj Hassen, si trova a due passi da uno dei luoghi più iconici e maggiormente frequentato dai turisti di Roma, la Fontana di Trevi. Eppure basta varcare la soglia per sentirsi trasportati in un locale alla moda di Londra o New York. L’ampia e confortevole sala, elegante quanto basta, accoglie numerosi coperti sistemati ai tavolini divisi da separé. Ma non c’è solo la forma in questa oasi del buon bere e del buon mangiare nel pieno di una zona costellata da insegne trascurabili. C’è pure parecchia sostanza, e su entrambi i fronti del cibo e del vino.
Dalla cucina parzialmente a vista, presidiata con esperienza e maturità assodate da un cuoco di valore nonché tra i re della carbonara in città (vedi il premio speciale Campioni della Tradizione), escono alcune delle migliori paste che si possano gustare a Roma. La carbonara, dicevamo, è veramente imperdibile, così come l’amatriciana, dall’esecuzione impeccabile. Ma l’ampio menu è molto più che un inno alla romanità ed è diviso in varie sezioni: oltre ai classici antipasti, primi e secondi, ve ne sono altre specifiche dedicate a eccellenze italiane e dal mondo, ai salumi spagnoli, alla bufala, alle burrate, al foie gras, all’aragosta, e sono presenti pure un oyster bar, una rarità da queste parti, e il grill.
Il numero delle portate è importante e si può piombare nell’imbarazzo della scelta, nella certezza comunque di cadere sempre bene in qualsiasi caso, grazie all’alta qualità dei prodotti e, come detto, alla sapiente mano in cucina. Accanto a un’ampia e articolata carta dei vini, spicca l’attenzione alla mixology, con cocktail realizzati con grande destrezza. Tutto questo bendidio, insieme alla posizione, ha ovviamente un prezzo, che non è poi così sproporzionato rispetto alla media romana. Servizio impeccabile nonostante il gran numero di coperti.
Baccano – via delle Muratte, 23 – Roma – baccanoroma.com
La vista spettacolare è un plus, ma non il solo buon motivo per regalarsi un momento di lusso e relax sulla terrazza Divinity, rooftop del The Pantheon Iconic Rome Hotel, un piccolo paradiso sui tetti romani da frequentare per un aperitivo a cinque stelle, un boccone “panoramico”, una cena vera e propria col tocco gourmet ma in chiave easy rispetto al ristorante Idylio al piano terra. La terrazza conquista appunto con la proposta eterogenea e di altissimo livello su tutti i fronti: le pizze d’autore servite a spicchi o a taglio (anche qui, come nel succitato Idylio, c’è un asso del calibro di Francesco Apreda a guidare la cucina); le variazioni sui classici, dove il pollo e peperoni red tandoori è un esempio fulgido dello stile contaminato di Apreda, campano di origine ma cittadino del mondo, innamorato delle spezie e degli aromi indiani, accanto agli straccetti di Wagyu fiammato, iceberg e zenzero, ai calamari piastrati, a melanzane e lattughino; ancora i primi piatti in versione conviviale, a partire dalle specialità romanesche come il fusillone alla carbonara e i rigatoncini all’amatriciana gold fino ai tagliolini con zucchine provolone e menta. Senza contare poi la sciorinata di carpacci (salmone e ceviche di frutta, di tonno alle pesche e rafano, di manzo, salsa tonnata e polvere di capperi) e la mozzarella di bufala (a 38° con crema di parmigiana o in condivisione “sale, olio e fantasia”), alcuni di questi presenti anche nel percorso delle tapas, versioni in miniatura perfette per accompagnare il bere.
A questo proposito, alla stessa altezza si colloca la mixology, che regala a sua volta momenti di felicità. Ci sono signature cocktail, mocktails e grandi classici ugualmente ben eseguiti. Stesso discorso per la cantina, ampia, ben strutturata e altrettanto ben raccontata da un servizio sciolto ma preciso, in perfetta sintonia con il contesto.
Divinity Terrace del The Pantheon Iconic Rome Hotel – via di Santa Chiara, 4a – Roma – thepantheonhotel.com
Sfaccettato il format del locale romano dello chef Niko Romito (da poco approdato anche nell’hotellerie capitolina con il gruppo Bulgari) ormai riferimento in questa parte del quartiere Pinciano, salotto buono della città “manageriale”. La proposta – così come l’ambiente – è variegata: si parte dalla colazione mattutina, con caffetteria, cornetti e brioche, soprattutto nello spazio intorno al bancone, mentre a pranzo e cena ci si accomoda ai piacevoli tavoli nella veranda sul retro, il focus sul menu curato da Gaia Giordano: una cucina pienamente contemporanea, ma anche cangiante, che va da piatti di alta scuola, come i tagliolini freddi, scampi e peperoncino verde (il tocco della chef sulla pasta è davvero speciale) o la ricciola marinata, pane nero, avocado e basilico, a proposte più quotidiane, come le insalate (buonissimo il tonno sott’olio fatto in casa, cipolla arrosto, misticanza).
I più golosi troveranno sempre i signature che hanno reso famosa l’insegna: bombe salate in tante farciture – ad esempio maialino sott’olio, senape e cavolo marinato – e il pollo fritto intero da dividere in due. Dall’ora dell’aperitivo cocktail di ottima fattura, magari accompagnati dal sontuoso “Spazio in condivisione”, esercizio godibilissimo che rivisita l’antipasto all’italiana, con assaggi di salumi e latticini, come cuor di Paganica e mozzarella di bufala, fritti (alici panate) e bocconi come pandolce e acciughe o pizzetta e zucchine alla scapece. Servizio cordiale e professionale, adeguata la scelta di vini e birre.
Spazio Niko Romito Bar e Cucina – p.zza Verdi, 9e – Roma – spazionikoromito.com
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