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Cari ristoratori, oltre ai menu fateci capire anche cosa possiamo bere prima di entrare

Le carte del cibo sono ormai quasi sempre esposte online. Quelle dei vini, invece, mai (o quasi). Ma non c'è nessun ostacolo tecnico o tecnologico a informare i clienti prima di entrare e spesso si va fuori proprio per bere un buon vino

  • 23 Ottobre, 2024

Dai tempi dei “fagottari” ne sono passati di anni e tendenze nel mondo del mangiare conviviale e fuori casa. Eppure, qualcosa sembra che stia ritornando, da quelli che si portano la torta da casa per finire alle polemiche sui costi del “taglio”. Tanto che è tornato in voga il quasi desueto “diritto di tappo”, ovvero il fee da pagare per aprire vini propri al ristorante che fornisce il cibo.

I menu del cibo esposti, quelli dei vini mai

Dopo un paio di settimane passate a girovagare per cantine e ristoranti al Nord, senza (volutamente, per scelta) troppi riferimenti su dove mangiare e dove bere, c’è una evidenza che salta all’occhio: quasi ovunque sono esposti i menu con le offerte (e i prezzi) della cucina. Ma quasi mai sono esposte le liste dei vini. Ora, mangiare fuori è sempre più un atto di scelta: si va per provare cose particolari, piatti di un certo tipo, ma anche – sempre più spesso – per smangiucchiare qualcosa e soprattutto per bere in tranquillità una buona bottiglia di vino. Ma come si fa a decidere di entrare e sedersi in un posto se andiamo alla cieca sui vini?

Servirebbe una palla di vetro per capire quali siano i vini in carta in un locale, prima di sedersi al tavolo

Non basta dire: sono troppi. I modi di esporre i vini ci sono

Ormai il mondo-vino è enormemente segmentato e la scelta del locale si fa anche in base a ciò che pensiamo possa offrirci la cantina. Non è un caso che il collega Giuseppe Carrus abbia proposto (e realizzato, sia sul mensile che sul sito Gamberorosso.it) una sua rubrica sui luoghi dove “bere giusto”, dove fare esperienze interessanti a partire da un calice. Sicuramente ci darà qualche dritta buona. Ma se siamo in un luogo sconosciuto e non vogliamo studiare guide e recensioni prima di andare a sederci a fine serata o per un pranzo che abbia un minimo di senso, come facciamo a scegliere? Perché non vengono esposte almeno delle suggestioni di cantina? Non serve neppure l’intera carta dei vini (anche se ormai, con i touch screen dedicati e settati ad hoc sarebbe davvero semplice permettere di scorrere, all’ingresso, una carta dei vini anche molto lunga con i relativi prezzi e alcune indicazioni sulle etichette presenti) ma almeno dare ai potenziali clienti un’idea di cosa possono aspettarsi una volta seduti a tavola. Abbiamo visto tante persone sedersi e poi rialzarsi e andarsene perché magari la proposta di cucina non rispondeva alle loro aspettative (nonostante i menu esposti).

Se nessun vino piace, si lascia il tavolo?

Perché costringerci ad alzarci e andarcene di fronte all’impossibilità di bere il tipo di vino di cui avremmo voglia? Ci sono persone che vanno al ristorante solo per mangiare e ordinare il vino meno costoso (qualunque sia) e va bene così; ma c’è pure chi invece vorrebbe poter scegliere dove andare in base a cosa può bere.
Non è chiedere la luna, no?

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