Piaccia o no, la presentazione della guida Michelin è una delle tappe più importanti dell’anno per il mondo della ristorazione, non una notte degli Oscar, stretta com’è nei confini nazionali, ma qualcosa come un David di Donatello della cucina. Un evento, insomma, che suscita aspettative, rumors, scommesse e polemiche. Così è, e così sarà in un gioco delle parti che potrebbe ricordare, appunto, quello cinematografico con le sue regole e i suoi cliché, il corollario di lustrini e i dietro le quinte che molti conoscono ma pochi raccontano. Ne abbiamo parlato, ne parleremo, senza per questo dimenticare che in questo calendario la quotidianità è fatta di altro: lavoro, scadenze, clienti, fornitori, ma questi tasselli mondani sono parte di un mosaico molto più complesso in cui le guide (in cui ci mettiamo anche noi del Gambero Rosso) sono parte integrante. E se il miraggio di un premio così riconoscibile come la Stella – forte di 69 anni di storia e di geografia estesa, esistono guide Michelin in mezzo mondo – può far perdere l’orientamento, vale la pena ascoltare il monito di uno chef navigato come Carlo Cracco quando – in una lezione alla Gambero Rosso Academy di Roma – esortava i giovani cuochi a seguire i propri sogni, non “queste c@@@o di Stelle”.
Una questione però è ancora aperta, ed è quella del ruolo delle guide e più in generale del ruolo della critica di cui si è molto parlato ma forse ancora non abbastanza, visto che il più delle volte si confonde con la cronaca o con gli attacchi personali. Torneremo anche su questo aspetto, un tema sempre più urgente: anche Gwendal Poullennec, direttore internazionale delle Guide Michelin, ha tenuto a sottolineare come la Michelin non faccia critica, ma sia una guida, strumento offerto ai viaggiatori per scegliere le loro destinazioni gastronomiche.
Nell’anno domini 2023 – per l’edizione 2024 – la Michelin fa un piccolo passo avanti riconoscendo un premio speciale alla parte dolce del pasto, con il premio Passion Dessert, finalmente diciamo noi. Ma fa anche un passo di lato, allargando il suo raggio d’azione all’ospitalità, annunciando una guida dedicata agli hotel, inseguendo da presso quanto fatto dalla rivale 50 Best con la guida dei migliori hotel (premiando un’insegna italiana come migliore del mondo), l’unico rating capace di scalfire la Rossa in termini di risonanza internazionale. La concorrenza, anche per la Rossa, si fa sentire. E lo dimostra anche la voglia di tenere alta l’attenzione distillando indiscrezioni nei 12 mesi, come i nuovi ingressi in guida e l’elenco dei Bib Gourmand, premio destinato ai ristoranti “che si distinguono per il buon rapporto qualità-prezzo” .
Un’edizione memorabile, che porta i ristoranti stellati a quota 395, con 33 novità, 26 nuovi ristoranti premiati con Una Stella (alcuni graditi ritorno al macaron, come nel caso di Roy Caceres con Orma), 5 nuovi con Due Stelle di cui ben due senza neanche passare per la prima Stella (Al Rei Natura e Verso), e poi due nuovi ristoranti Tre Stelle: Atelier Moessmer di chef Norbert Niederkofler a Brunico e Quattro Passi di Fabrizio Mellino a Massa Lubrense (NA). Le regioni più dinamiche quest’anno sono Lombardia, Campania e Toscana, ma soprattutto l’Umbria con 3 stellati in provincia di Perugia. Una guida che segna anche uno sguardo al futuro, per la grande quantità di giovani: gran parte dei nuovi premiati sono under 35, e ben 4 cuochi hanno meno 30 anni d’età. Ancora nessuna pizzeria, invece: non si riesce a bissare il premio conferito nel lontano 1962 alla Pizzeria Negri.
Ci sono ben due nuovi ristoranti premiati con le Tre Stelle: Atelier Moessmer di Norbert Niederkofler a Brunico e Quattro Passi di Fabrizio Mellino a Massa Lubrense (NA). Da una parte un ritorno in grande stile per Niederkofler, lo chef che torna ai tre macaron dopo un anno che non esita a definire “complicato”. Dall’altra il riconoscimento a Fabrizio Mellino, seconda generazione alla guida di una delle più belle insegne della Penisola Sorrentina, esemplare vicenda familiare che nella guida di Gambero Rosso ha conquistato già qualche anno fa le Tre Forchette del Gambero Rosso.
Per premiare le storie delle persone che gli ispettori raccolgono nelle prove a tavola, storie di passioni che vanno al di là della cucina.
I nuovi ristoranti premiati con la Stella Verde per la sostenibilità
Annunciati con una settimana d’anticipo rispetto alla cerimonia, i Bib Gourmand sono quei locali che si distinguono per un buon rapporto qualità-prezzo, che di vivere un’esperienza gastronomica autentica, profondamente radicata nel territorio per la scelta di materie prime locali e una proposta di cibo che sa restituire nel piatto, l’anima dei luoghi, anche “con piatti contemporanei, talvolta creativi, ma sempre estremamente gustosi e variegati”, in maniera analoga a quanto accade con i Tre Gamberi nella guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso.
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