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Non solo pasta patate e provola. Dove mangiare a Napoli la cucina nippo-brasiliana e nikkei

La contaminazione fusion, che fa incontrare la cucina giapponese e quella latinoamericana, nel capoluogo campano ha attecchito in maniera molto fertile, dando vita a locali di alto profilo, con grandi chef e grandi materie prime

  • 28 Aprile, 2024

Tra le contaminazioni più amate al mondo c’è sicuramente quella tra l’ortodossia della cucina giapponese e i colori intensi del Sudamerica: ibridazione che ha radici storiche nella diaspora giapponese di fine Ottocento, momento nel quale migliaia di giapponesi emigrarono alla ricerca di migliori condizioni di vita, oltrepassando il Pacifico e approdando nell’America Latina (il flusso si è poi invertito nel Novecento, con un’emigrazione di ritorno). Il meticciato gastronomico avviato dalle comunità giapponesi in Perù prende il nome generalmente di cucina nikkei (anche se il termine nikkei indica tutti i discendenti di giapponesi emigrati in terre straniere). Quando invece a far da padrona è l’anarchia brasiliana, ecco la cucina nippo-brasiliana. Uso di frutta esotica, peperoncini, nuove forme (come il temaki), influenze di ricette come ceviche e tiradito, sul filo comune di riso e pesce: sono tante le caratteristiche che rendono questo stile di cucina così amabile e amato in tutto il mondo. Un decano del genere in Italia è Roberto Okabe, il creatore di Finger’s (oggi con sedi a Milano, Roma e Porto Cervo): nato a San Paolo, nonni giapponesi, perfeziona la sua carriera a Tokyo prima di aprire, vent’anni fa, la sua prima insegna a Milano, che oggi cambia forma, riaprendo con il nome di View Live Restaurant.

Dove mangiare la cucina nippo-brasiliana e nikkei a Napoli

Nonostante appaia, a uno sguardo superficiale, come una città conservatrice, la cucina fusion, che è figlia di incontri, migrazioni, apertura – il sale di tutta la cucina – con Napoli va molto d’accordo. Il capoluogo partenopeo è frutto di stratificazioni storiche e di diaspore ne ha affrontate parecchie, mandando in giro i suoi figli a diffondere la gastronomia campana nei cinque continenti. Napoli e il Brasile hanno da sempre un’affinità culturale: Lucio Dalla era convinto che brasiliani e partenopei trovassero nelle canzoni l’espressione della loro identità. Sarà la lingua, sarà la musica, sarà la stessa inclinazione all’anarchia, l’amore reciproco tra le due culture è un dato di fatto. Così anche con il Giappone: il gemellaggio con Kagoshima è quasi esemplare, la città giapponese paesaggisticamente assomiglia tanto al capoluogo partenopeo, ma è proprio la cucina nipponica ad aver trovato nel napoletano – anche per via dell’abitudine al crudo di mare – terreno fertilissimo. La mescolanza qui diventa esplosiva. Molti gli indirizzi interessanti a Napoli e dintorni per scoprire grandi insegne di cucina fusion.

Otoro 81

1.200 mq in centro città distribuiti come un polo del cibo e del benessere: ristorante, bistrot, caffetteria, lounge bar, relais, terme e, per finire, l’outlet giapponese Otoro 81. Uno spazio nel salotto buono e bello della città, in un ambiente elegante e raffinato. La terrazza immersa nel verde è dedicata alla cucina fusion di Ignacio Hidemasa Ito, maestro tra i più bravi in Italia: brasiliano di nascita, origini giapponesi, è considerato un capostipite in città. Nel suo menu sashimi e sushi, gunkan tradizionali e firme della casa, hosomaki e altre portate calde, tutto elaborato con grande tecnica e grandi materie prime. Lista dei vini da intenditori.

Otoro 81 – vico Belledonne a Chiaia, 11 c/o Magnolia – Napoli – www.magnolianapoli.com

Tabi

Dopo l’uscita del maestro Ignacio Ito, la sua eredità nel locale di Stefano Parisio è stata raccolta da Flavio Fujite e Irina Avadanei, che continuano nel solco tracciato, con libera creatività, solidi dopo una lunga militanza. Il menu è ampio e si divide in starter caldi e freddi, zuppe, sushi, noodles e riso, piatti di pesce e carne. Si parte con l’aragosta fritta con salsa rosa alla vodka e pinoli tostati; poi funghi shiitake al cartoccio con granchio; sukiyaki con porro, funghi, tofu, Wagyu, udon e uova. Davvero intrigante il mix di sashimi, nigiri e rolls, servizio ben orchestrato e professionale.
 
Tabi – via R. de Cesare, 35 – Napoli – tabifusionexperience.com

Urubamba

Grandi cambiamenti per l’insegna nikkei di Dario Cecaro e Vincenzo Ricciolino che, da marzo, è approdata in via Filangieri, in un palazzo su più livelli con terrazza panoramica e cocktail bar, nella Napoli più esclusiva, tra griffe ed edifici di pregio. La sala ristorante al primo piano è suggestiva e fa da cornice adeguata alla cucina, che, dicevamo, omaggia la contaminazione ormai storica tra la tradizione giapponese e quella sudamericana, soprattutto peruviana. Nel menu ideato da Keisuke Aramaki sono i crudi di mare a tener banco fin dall’esordio in tavola, con tartare, ceviche e tiradito (carpacci) dalla bella nota aromatica. Dal 2023 l’insegna – in un locale altrettanto soddisfacente – è anche a Capri, in via Sella Orta 10a.

Urubamba – via G. Filangieri, 16 – Napoli – urubamba.it ?

Vero Omakase Rooftop – Nola

Si ispira alla cucina giapponese tradizionale il brasiliano Gilberto Silva, chef di ventennale esperienza, formatosi sotto la guida del maestro giapponese Takashi Yoshitake. Seduti al bancone al primo piano del sofisticato RO World (cornucopia di cose buone suddivisa tra bistrot, pasticceria, ristorante gastronomico e, appunto, tavola giapponese) si godrà di un’esperienza immersiva e appagante, quella Omakase, guidati dallo chef, in 14 passaggi; ai tavoli invece si sceglie alla carta. Sushi, sashimi, ma anche ottimi tiraditos (pesce misto, crostacei e molluschi, condita con salsa aji amarillo). Carta dei vini importante.

Vero Omakase Rooftop – km 50, SS7bis – Nola (NA) – www.roworldexperience.com/vero

J Contemporary – Portici

Iniziamo dalle tre sedi, tutte di gran livello: nel centro di Napoli (ambienti molto ampi, in via De Pretis), a Sorrento, sul rooftop al settimo piano dell’Hilton Sorrento Palace, e qui a Portici, dove l’avventura ha preso il via dieci anni fa. Un’avventura che da sempre gioca sulle contaminazioni internazionali del sushi con un approccio contemporaneo. Il locale, dai colori caldi e accoglienti del legno, è di dimensioni contenute (prenotate!) e fa da intima cornice per sperimentare una cucina curata, attenta alla materia prima, colorata e godereccia. La cantina soddisfa bene le scelte; il pairing con i cocktail è interessante.

J Contemporary – v.le Privato L. D’Amore, 15 – Portici (NA) – j-japaneserestaurant

1Q84 Japanese – Villaricca

Dal 2016, l’insegna di Giuseppe Ferrara – ispirata a un romanzo di Murakami – rappresenta in regione un grande approdo per gli amanti della cucina giapponese e fusion, che vede oggi al timone del banco lo chef Akira Izumi. Ambiente curato e intimo, accoglienza cordiale, in tavola ci si accomoda già ben disposti, coccolati per tutta la cena da un servizio attento e curato. Eccellenti materie prime e tecnica esperta fanno il resto, con una progressione di piatti che colpiscono per eleganza e sapori. Cantina di ottimo livello; anche cocktail bar.
 
1Q84 Japanese – c.so Vittorio Emanuele, 50 – Villaricca (NA) – 1q84.it

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