“Il Ssams Bar è dove abbiamo fatto il nostro primo Bo Ssams and ducks” dice tra le altre cose il post che annuncia la chiusura della mitica insegna di David Chang, creatore dell’universo Momofuku, salutando e ringraziando i molti collaboratori e i clienti che sono passati per il locale. Protagonisti di una comunità che ha avuto proprio nel noodle bar uno dei suoi punti di riferimento. A poco è valso il tentativo di salvare l’insegna spostandola nel 2020 dall’East Village, dove era nata, a Manhattan, per arginare gli effetti della pandemia che ha messo in ginocchio il settore, come aveva lui stesso raccontato in una lunga intervista al New York Times.
Ora la chiusura definitiva – ultimo servizio 30 settembre – con un saluto non privo di amarezza – “È difficile spiegare quanto grande sia l’impatto che Ssam Bar ha avuto su Momofuku” – ma anche di voglia di guardare avanti nel segno di Momo: “Crediamo che il cibo sia un modo per creare contatti, iniziare conversazioni e sfidare lo status quo. Questo ethos è rimasto invariato al Ssam Bar dal primo giorno al numero 207 sulla Avenue e continuerà a vivere in ogni cosa che faremo nel nostro Momoverso e nel nostro futuro”.
Superchef, imprenditore e volto televisivo (su Netflix con Ugly Delicious e con Breakfast, Lunch & Dinner, per dare solo qualche titolo) Chang è un nome leggendario nella scena internazionale, incredibilmente influente e visionario, è uno dei grandi interpreti della pop colture vissuta dall’osservatorio privilegiato della cucina. Uno che ha saputo intercettare tendenze, creare veri e propri fenomeni di costume, nel cibo, nei modi di fruirlo come nella capacità di raccontarlo. Basti pensare ai molti progetti ristorativi che hanno sdoganato la cucina asiatica in ogni sua declinazione, sconfinando nel fast food incredibilmente godorioso: dal main restaurant fine dining, al noodle bar Momofuku Ssam Bar a Fuku, il format dedicato al pollo fritto aperto nel 2015. Sempre nel 2015 c’è stato, in netto anticipo sui tempi, di Maple, un’app per il delivery, mentre nel 2016 fu il momento di Ando, una dark kitchen, con alcuni dei suoi piatti più famos
Uno capace di muovere opinioni, discussioni, idee: dalla recente polemica scatenata dalla ricetta dell’aragosta – 2 minuti e mezzo al 50% della potenza e il gioco è fatto – rilasciata nel suo podcast The Dave Chang Show (what’s else?) alla magnifica stagione di Lucky Peach, irriverente progetto editoriale chiuso nel 2017, vero magazine indipendente realizzato con il food writer Peter Meehan. Una rivista con contenuti e autori di grande valore, una spiccata capacità di anticipare tendenze e futuri orientamenti, un’estetica dirompente e un mood molto molto cool che ha conquistato un’infinità di premi, tra cui quello di pubblicazione dell’anno nel 2016 per la James Beard Foundation.
Chang ha perfino partecipato – e vinto – a una puntata di beneficenza di Chi vuol essere milionario, quiz televisivo nato in UK e diffuso in tutto il mondo. Tre anni fato chef ha conquistato il titolo di campione rispondendo alla domanda “Chi è stato il primo Presidente degli Stati Uniti ad avere l’elettricità?” accaparrandosi un bottino da un milione di dollari poi devoluto alla Southern Smoke Foundation che supporta i lavoratori della ristorazione. Correva il 2020, l’anno nerissimo per la ristorazione bloccata dal Covid che come visto, aveva colpito anche lui. i. Siamo certi che questa non è una battuta d’arresto, ma il punto di ripartenza.
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