Bere no-alcol più che una moda ora sta diventando una consuetudine. Ce lo dice la gen Z che per il primo appuntamento sceglie di restare sobria, o anche i locali che in tutto il mondo si stanno convertendo a una somministrazione alcol free: vedi Board, primo pub di Dublino e, Club Soda, il bar per astemi di Londra.
Ma perché si sta virando verso le bevande analcoliche? «È aumentata la consapevolezza delle persone in fatto di attenzione alla forma fisica e al benessere, allo stesso tempo si fa una scelta consapevole sul bere: c’è una fascia di persone, fa i 25 e i 35 anni, che sceglie con coscienza: “oggi bevo analcolico perché berrò alcolico domani all’aperitivo”», spiega Solomiya Grytsyshyn, ex bartender, oggi Brand Ambassador Hendrick’s Gin, e poi continua: «Potrebbe essere una conseguenza della pandemia, ci siamo tutti fermati e resi conto di cosa vogliamo: lo stile cinese del lavorare tutto il giorno e poi andarsi a ubriacare con il capo non esiste più, le persone si sono rese conto che vogliono stare bene».
Sì. “Mock” sta per finto. I mocktail sono drink analcolici e possono essere riproduzioni di ricette classiche ma con la parte alcolica assente: questa viene sostituita da bitter no alcol e da altri preparati che puntano a garantire lo stesso sapore e sensazione sotto il palato dei cocktail classici. Seedlip, ad esempio, produce una serie di prodotti che fungono da base per molti mocktail come il Virgin Mojito e Virgin Mule.
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