Se il buongiorno si vede dal mattino, meriterร eccome e anche piuttosto spesso recarsi da Abba, il nuovo ristorante dello chef Fabio Abbattista inaugurato giusto una settimana fa nel Certosa District alle porte di Milano. Lo chef pugliese oggi quarantasettenne, originario di Molfetta (BA), ha dato vita a un sogno a lungo accarezzato: un ristorante tutto suo nel brulicante capoluogo lombardo dopo aver diretto per dieci anni le cucine dellโAlbereta, il relais di lusso nel cuore della Franciacorta dove lโombra grande del divin Gualtiero Marchesi ha continuato a giganteggiare anche dopo la fine della sua collaborazione: proprio come la statua del Commendatore nel Don Giovanni.
Ed รจ un Fabio Abbattista che appare ringiovanito, concentrato ma insieme rilassato, quello che ci accoglie raccontandoci la scelta del nome del suo locale, che impiega il palindromo Abba e che strizza lโocchio tanto al celebre gruppo musicale svedese ma che abbrevia altresรฌ ยซquel mio cognome cosรฌ difficile, con quelle due โbโ e le due โtโ che in tanti ancora sbaglianoยป, ci dice sorridendo. Un unico spazio, autentico open space dove gli otto tavoli dialogano โ letteralmente โ con la bella cucina che non รจ piรน semplicemente a vista ma che รจ parte integrante della sala e dove fondamentale a dare sapore allโesperienza sarร giocoforza la definizione degli interni. Tonalitร chiare e calde, che richiamano i colori mediterranei, dal beige allโocra, sottolineati dal legno e dalle grandi e luminose finestre. Il progetto รจ dellโarchitetto Giulio Marchesi, le ceramiche materiche impiegate durante il servizio sono di Barbara Arcieri.
Siamo allโinterno di un ex pennellificio dโinizi novecento, in quel Milano Certosa District che รจ un progetto ambizioso di rigenerazione urbana, che si articola nellโarea nord ovest della metropoli e dove, sul modello vincente di quello sviluppato attorno a via Tortona, il recupero degli spazi un tempo industriali si affianca alla costruzione di edifici allโavanguardia con lโobiettivo di attrarre unโimprenditoria giovane e innovativa. Due gli unici menu degustazione di Abba, lo โ0.1โ in 8 passaggi al prezzo di 110 euro e lo โ0.2โ in 6 tempi a 90 euro (con la possibilitร dellโaccompagnamento di 3 o 5 calici rispettivamente a 40 e 70 euro). A pranzo, poi, la libera scelta di due piatti (tratti dai due menu) ma anche del dolce, di un calice di vino e del caffรจ a 65 euro. Giorni di chiusura: la domenica e il lunedรฌ.
Spiega Fabio Abbattista che nel suo pedigree professionale annovera importanti esperienze come a Le Gavroche a Londra o insieme a chef del calibro di Alain Ducasse: ยซSecondo lโinsegnamento di Marchesi il lusso รจ fare cose semplici rendendole identitarie. Offrendo cioรจ una cucina di prodotti che non siano lussuosi, quali caviale e foie gras, ma ricercati perchรฉ unici e accuratamente selezionati. Lโarchitrave della mia cucina รจ riassunta nel trittico prodotto, tecnica e gusto. Il mio ideale di esperienza a tavola รจ strettamente legato al rispetto della stagionalitร e in evoluzione continua vale a dire con cambiamenti di piatti anche molto ravvicinati. Dalla mia esperienza passata porto unโattenzione spiccata alle filiere di qualitร . Anche in questa nuova avventura professionale porto con me il pescatore Andrea Soardi di Monte Isola, sul lago dโIseo; ma anche moltissimi produttori dalla mia Puglia. In questa stagione servirรฒ il barattiere, che รจ un frutto a metร tra il melone e il cetriolo e che troveremo a inizio percorso sotto forma di rinfrescante granita accompagnata da una ricotta di mandorla, ma anche il farinello che รจ uno spinacio selvatico che cresce nelle campagne pugliesi. Il pane lo preparo con le farine di grano arso, ma utilizzo anche la farinella di Putignano (preparata con ceci e orzo tostati) mentre per il risotto uso uno stracchino straordinario, di un caseificio di Milano non lontano di qui, in via Mac Mahonยป.
Lontano dai cascami di una cucina concettuale, allโapparenza cosรฌ allโavanguardia da apparire in realtร giร vecchia, giungono piatti che pongono piuttosto lโaccento sullโautentico piacere della tavola. Una cucina, perรฒ, questa dal passo moderno, in cui la golositร รจ sempre ben equilibrata e snellita attraverso contrasti acidi che qui hanno un ruolo fondamentale (ma grazie anche a un sapiente dosaggio tra temperature e consistenze: assai gradito, quello giร citato del barattiere con la mandorla, ma anche nel primo dei due dessert serviti, con il fico, la fava tonka, la granita alla foglia di fico e la ricotta montata). Bene il piatto vegetale dedicato alla melanzana in doppia cottura, sulla brace e fritta, servita con cacioricotta e pesto di erbe, molto buono il risotto allo stracchino, la farinella tostata, estratto di ribes rosso e pepe Andaliman (dalle note agrumate). Sontuosa la bavetta (cotta sulla robata, la griglia giapponese). E goloso il finale con un soufflรฉ alla nocciola e gelato al burro salato dallโirresistibile bontร .
Cercheremo invano la presenza di un Bellavista (quale testimonianza dellโultima esperienza dello chef) tra le 222 (!) attuali etichette che compongono la carta dei vini (in evoluzione, ci assicurano): sono quelle selezionate dal bravo Artiom Andriani, che cura con passione ed eleganza anche la sala grazie a un curriculum di tutto rispetto, provenendo tanto da Andreina a Loreto (AN) che dal Pagliaccio di Roma e dallโOsteria Francescana a Modena: ยซIl nostro focus โ ci spiega il maรฎtre e sommelier โ รจ rivolto anzitutto su vini naturali e di piccoli produttori che lavorano fuori dal coro. Oltre allโItalia cโรจ parecchia Francia, ma anche Spagna e un poโ di Austriaยป. Per i palati piรน curiosi cโรจ la possibilitร di percorsi insoliti (di bevande) che affiancheranno unโesperienza complessiva di grande piacevolezza che arricchisce, senza dubbio, il giร ricco bouquet dellโofferta gastronomica meneghina.
Abba โ Via Varesina 177, Milano. Telefono: 02.85689735
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