“Bevevo troppi caffè, e sapevo che non mi facevano bene. Quando poi a mia madre è stata diagnosticata una patologia correlata all’abuso di caffè, ho cominciato a interrogarmi sull’opportunità di creare qualcosa che sostituisse la caffeina con gli stessi benefici ma senza i danni collaterali”. Sembra una semplice storia familiare, in realtà è il racconto della nascita di una azienda innovativa.
Lui è Lorenzo Pessini, comasco, 25 anni, biologo. “Da sempre – racconta all’AGI – ho immaginato il mio lavoro con l’obiettivo di sviluppare prodotti per migliorare la qualità della vita delle persone. E quando sono arrivato alla elaborazione del mio prodotto ho cercato da subito il modo di trasformarlo in una idea imprenditoriale”. Una intuizione che è diventata un progetto di impresa a Novara: Lorenzo, circa un anno fa decide di partecipare ad una edizione dell’Aperinnovativo, l’originale format della Fondazione Novara Sviluppo (un ente controllato dalla Provincia di Novara che si occupa di favorire la crescita di start up innovative) che dal 2016 crea momenti informali durante i quali i partecipanti hanno l’opportunità di ascoltare presentazioni, proporre i propri progetti, scambiare opinioni e idee, presentare la propria attività o trovare partner. È qui che Lorenzo ha incontrato quello che oggi è il suo compagno di strada nell’avventura della start up: Carlo Longari, milanese dell’hinterland, laureando in Chimica e tecnologie farmaceutiche all’Università del Piemonte Orientale a Novara. “Cercavo – racconta – una possibilità per avviare una mia azienda: è quello che ho sempre voluto fare, anche sulle orme della mia famiglia che ha una farmacia. Quando ho sentito Lorenzo raccontare il suo progetto ho capito che poteva essere l’idea giusta”. È nata così “Nous”, la startup di Lorenzo e Carlo, che in pochi mesi di vita ha raggiunto già i primi traguardi.
foto di Novarasviluppo.it
Nello scorso maggio l’azienda si è aggiudicata il premio “Start up now” promosso sempre dalla Fondazione Novara Sviluppo: 10.000 euro “che abbiamo investito – raccontano – per depositare, proprio in questo luglio, il brevetto del nostro preparato”. E intanto una girandola di contatti che stanno dando forma e consistenza economica al progetto. “Ci stiamo orientando per ora principalmente – spiega Pessini – sul settore food and beverage. In Italia c’è un mercato potenziale di grandi dimensioni: ci sono 16 milioni di persone che non dovrebbero assumere caffeina ma che vogliono continuare a bere la loro bibita preferita. Senza contare tutto il mercato degli alimenti funzionali legati per esempio al mondo del fitness”.
Il preparato di “Nous”, però, ha anche altre applicazioni. “Abbiamo testato con ottimi risultati l’utilizzo del nostro prodotto – spiegano i due giovani imprenditori – nel campo dell’alimentazione animale e in quello dei fertilizzanti agricoli. Ma questi saranno ambiti di sviluppo futuro”. In queste settimane Lorenzo e Carlo sono impegnati nel mettere insieme una rete di potenziali clienti b2b. “Abbiamo buoni segnali, e cominciamo a vedere i risultati del nostro lavoro”. (AGI)
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