In un articolo pubblicato nel numero di giugno del Gambero Rosso li abbiamo battezzati “Gelatieri Moderni”, gli artigiani che viaggiano, studiano, si documentano, sono attenti alla sostenibilità e, tra le altre cose, hanno fatto conoscere al pubblico frutti dimenticati, come l’annona o le bacche di aronia.
Originario del Sudamerica e ancora poco conosciuto, questo frutto ha trovato “terreno fertile” in Calabria, in particolare nella zona di Reggio. Il colore della buccia va dal verde al verde-giallo (dipende dalla varietà), mentre la polpa è bianco-crema e dall’elevata concentrazione zuccherina.
A chi non le conosce possono ricordare i mirtilli, ma in realtà queste 1 deposit casino nz.com bacche che arrivano dal Nordamerica hanno delle loro proprietà caratterizzanti, a partire da quelle antiossidanti. Sono inoltre ricche di vitamina K e fibre.
Foto di Lido Vannucchi
Non solo i pasticceri, ma anche i gelatieri ci insegnano molto in fatto di cioccolato, partendo dalla massa di cacao e permettendoci di scoprire pregiati cru, come ad esempio il Sur del Lago venezuelano. Qualcuno, addirittura, lo lavora in proprio col sistema “bean to bar”.
Dalla Basilicata è arrivata nelle gelaterie di tutta Italia: è contraddistinta dal bel colore rosso rubino della polpa e dal piacevole equilibrio tra componente acidula e zuccherina.
Ha fatto letteralmente impazzire i gelatieri: è prodotto dall’azienda agricola Salvaderi e ottenuto da mucche di razza Guernsey, allevate al pascolo e alimentate a erba. Un latte corposo ma digeribilissimo, ricco di betacarotene e antiossidanti.
Dalla Toscana, in particolare dal parco di Migliarino-San Rossore (in provincia di Pisa), arriva questo millefiori che ricorda la macchia mediterranea, con l’elicriso che rappresenta l’aroma preponderante.
Un arbusto ricco di spine, ma anche di piccoli frutti arancioni che fanno parlare di sé per le loro numerose proprietà. A partire dagli importanti livelli di betacarotene, vitamina C ed E.
Color magenta in natura? Sì, anche grazie a questa pianta che appartiene alla stessa famiglia del fico d’India. Il suo frutto è molto ricco di antiossidanti e vitamina c. Il sapore ha note acidule ed erbacee.
Non solo Bronte. Il sottozero ci ha fatto scoprire che il pistacchio andrebbe declinato al plurale, restando nei confini nazionali (vedi quello di Stigliano, in Basilicata) o magari spostandosi fino all’Iran.
Libertà uguale felicità, quindi queste uova sono ottenute da galline che possono razzolare all’aperto e sviluppare la loro muscolatura come natura vuole. Il risultato? Uova più sane, perché più ricche di proteine, vitamine e sali minerali, e più buone.
a cura di Agnese Fioretti
foto di apertura di Marco Varoli
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