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Cosa stanno combinando a Pantelleria? Battaglia tra Consorzio di tutela e il Comune

Pantelleria: il Sindaco chiede le dimissioni di tutto il CdA del Consorzio di tutela dei vini di Pantelleria. Ecco i motivi

  • 20 Giugno, 2019

La richiesta di dimissioni da parte di un Comune, a causa di una deliberazione legittimamente approvata da un Consorzio di tutela, potrebbe creare un precedente le cui conseguenze sono difficili da valutare pienamente. Vincenzo Campo, il Sindaco 5S di Pantelleria, a seguito dellโ€™approvazione dellโ€™inserimento della menzione Sicilia da parte del Consorzio di tutela dei vini di Pantelleria ha chiesto sia le dimissioni del Presidente Benedetto Renda sia dellโ€™intero CdA โ€œper provare ad iniziare un percorso nuovo e di tutela della nostra produzione di uvaโ€ฆ (chiede inoltre) la messa al bando del passito liquoroso che ha tagliato le gambe al nostro pregiatissimo passito naturaleโ€ฆ (e) una ridiscussione a livello nazionale e comunitario delle derogheโ€ฆโ€.

Caso Pantelleria. Il comunicato del Sindaco

Ieri alle ore 16.04 ho ricevuto via mail una risposta alla risoluzione del Consiglio Comunale da parte del Presidente del Consorzio Doc, Benedetto Renda, che nulla ha portato di nuovo alla discussione ma che in ultimo chiude cosรฌ: โ€œPurtroppo ci siamo resi conto del grave difetto di informazione e di conoscenza delle norme. Nondimeno, ribadiamo la volontร  di dialogo con tutti i soggetti istituzionali, i viticoltori, i produttori e i cittadini che hanno a cuore il futuro dellโ€™isola.โ€

Penso che la risposta migliore sia le sue dimissioni e dellโ€™intero CDA per provare ad iniziare un percorso nuovo e di tutela della nostra produzione di uva che sempre piรน sta diventando un prodotto di pochi anzi di pochissimi. Aspettiamo un consorzio in prima linea per salvaguardare il nostro vitigno utilizzato, senza colpo ferire, in provincia di Trapani e dalla stessa Doc Sicilia; la messa al bando del passito liquoroso che ha tagliato le gambe al nostro pregiatissimo passito naturale; una ridiscussione a livello nazionale e comunitario delle deroghe, insomma di battaglie da fare ce ne sono tante ed un consorzio che fino ad adesso ha latitato non serve per lo sviluppo e la ripresa dellโ€™agricoltura del territorio pantesco. Il sindaco Vincenzo Campo

vigan al alberello di Pantelleria

Le delibere del Consorzio dei vini di Pantelleria

Lโ€™assemblea dei soci del Consorzio per la tutela dei vini Doc Pantelleria ha deliberato con lโ€™89% dei voti favorevoli โ€“ ponderati in proporzione agli ettari coltivati e al vino prodotto ed imbottigliato, (2.333 su 2.618; 266 i contrari, 19 gli astenuti) โ€“ di introdurre nel disciplinare di produzione, lโ€™utilizzo (volontario) della menzione geografica piรน ampia โ€œSiciliaโ€, in aggiunta alla denominazione โ€œPantelleria Docโ€. Sempre nella medesima assemblea, รจ stato deciso di esercitare lโ€™erga omnes cioรจ la facoltร  di agire per la tutela, salvaguardia e controllo nei confronti di tutti gli utilizzatori della denominazione Pantelleria Doc, quindi anche ai non consorziati, funzione giร  attivata dal Mipaaft per la Doc Sicilia. Pertanto ora anche la Doc Pantelleria innalzerร  il livello di tutela della denominazione.

Al termine dellโ€™assemblea รจ stato eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione del Consorzio dei vini di Pantelleria. Sono stati eletti Benedetto Renda (Presidente), Salvatore Murana (vice-presidente), Giuseppe Chiaiesi (vice-presidente), Andrea Errera (consigliere) e Fabrizio Basile (consigliere).

Le contestazioni alle delibere del Consorzio

Le decisioni sono state contestate con una risoluzione del Consiglio Comunale di Pantelleria la quale sostiene che le deliberazioni โ€œnon giovino al nostro territorio e soprattutto ai nostri agricoltori eroiciโ€. In un video il Sindaco 5S, Vincenzo Campo, alla testa della protesta, ha dichiarato che la decisione del Consorzio โ€œรˆ un pericolo per il prodotto isolano, per lโ€™identitร  e per la valorizzazione della Doc Pantelleriaโ€. (vedi intervento su youtube).

Caso Pantelleria: i commenti

Sulla questione generale abbiamo chiesto un parere allโ€™on. Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati โ€œRitengo che un Consorzio, se agisce secondo la norme, possa avere la facoltร  di decidere sul suo futuro e su come organizzare la denominazione e conseguentemente anche la promozione, cosรฌ come di rendersi piรน visibile con lโ€™aggiunta di Siciliaโ€œ. Anche Paolo Benvenuti, direttore della Associazione nazionale delle Cittร  del Vino a cui aderiscono 419 Comuni italiani, al quale abbiamo chiesto un commento, sostiene a proposito dei rapporti nei territori del vino che โ€œLa gestione della denominazione in tutti i suoi aspetti (disciplinari, tutela, promozione, ecc.) spetta esclusivamente ai produttori, attraverso il Consorzio, nelle modalitร  previste dalla legge (Testo Unico del Vino). Naturalmente i pareri e le opinioni del Comune o di enti oppure associazioni. del territorio, sono un diritto ma per un pricipio di legittimitร , le decisioni non spettano a loroโ€œ. Cristiana Tirabovi, direttore di Federdoc (Confederazione nazionale dei consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani) commentando la decisione del Consorzio dei vini di Pantelleria, afferma che โ€œLa modifica del disciplinare รจ legislativamente fondataโ€œ.

I vantaggi della Doc di Sicilia: la visibilitร 

Lโ€™aggiunta della menzione Sicilia non รจ una novitร  per le Doc territoriali siciliane. Vittoria, Menfi, Contea di Sclafani, Contessa Entellina, Noto, Eloro ne hanno giร  usufruito insieme alla Docg Cersauolo di Vittoria mentre lo scorso 12 dicembre, la Doc Etna ha approvato lโ€™aggiunta e avviato la conseguente modifica del proprio disciplinare di produzione. Le motivazioni per questo inserimento sono molteplici. Intanto perchรฉ come marchio territoriale Sicilia รจ uno dei piรน conosciuti al mondo e, secondo le piรน recenti indagini (https://www.wineintelligence.com/) รจ tra i primi 10, per lo meno tra i consumatori regolari di vino, mentre la stessa cosa non si puรฒ dire nei confronti del brand Pantelleria, che seppur prestigioso, ha bisogno di sostegno. Pertanto, in definitiva, si tratta di unโ€™ulteriore opportunitร  per Pantelleria cosรฌ come per le altre Doc, compresa quella dellโ€™Etna che sicuramente puรฒ godere di una maggiore visibilitร  visto lโ€™attuale successo.

Il vantaggi della Doc Sicilia: i contributi per la promozione

Ma non รจ lโ€™unica motivazione. Infatti grazie allโ€™accordo con la Doc Sicilia sarร  possibile accedere ai piani promozionali ben piรน massicci derivati dalle quote pagate da 80 milioni di bottiglie, circa 2 milioni di euro, a fronte dei 40.000 euro dovuti alle quote pagate delle aziende della Doc Pantelleria per circa 1 milione di bottiglie. Infatti i contributi sono proporzionati alla produzione. In ogni caso ognuno manterrร  la propria autonomia decisionale su come investire le risorse. Dโ€™altra parte le sinergie con le campagne di promozione, per lโ€™incoming di buyer e giornalisti, italiani e stranieri, lโ€™invio di campioni alle degustazioni internazionali o di foto, materiale stampa, video, ecc. sono tutte opportunitร  che le piccole aziende o i piccoli consorzi, non potrebbero quasi mai avere, proprio a causa del budget di spesa limitato.

La critiche contenute nel documento del Consiglio Comunale investono un arco ampio di questioni e dโ€™altra parte i rapporti tra le varie amministrazioni comunali di Pantelleria che si sono succedute e il Consorzio di tutela non sempre sono state idilliache, nemmeno in passato. Il problema sta nel riconoscimento e nel rispetto delle prerogative di autonomia che la legge riconosce al mondo del vino, dalle scelte tecniche a quelle di mercato, alla gestione della denominazione. รˆ un sistema che ha dimostrato di funzionare nelle politiche di territori assai famosi, dal Barolo al Chianti Classico, dallโ€™Amarone al Brunello, a partire da quei comuni aderenti allโ€™Associazione Nazionale delle Cittร  del Vino: si tratta un modello di collaborazione che ha favorito il successo del vino italiano. In molti sostengono che Pantelleria sia lโ€™isola dei veleni dolci. A tutti gli interessati lโ€™obiettivo di smentire questa nomea. I vini e i vignaioli di Pantelleria meritano rispetto e lโ€™impegno di tutti.

Pantelria vigne

Pantelleria: cronache dallโ€™isola

Nellโ€™isola dove i contadini per sopravvivere hanno inventato delle raffinatissime tecniche agronomiche (vite ad alberello, olivo sviluppato in orizzontale, domesticazione del cappero selvatico), sviluppato tecniche costruttive e architettoniche (dammusi, giardini panteschi, muretti a secco) che non hanno eguali nel Mediterraneo, la viticoltura รจ in difficoltร .

I raccolti sono sempre piรน magri a causa non solo delle difficoltร  climatiche (siccitร  oppure piogge eccessive, ecc) ma anche per lโ€™invecchiamento delle viti e per la frammentazione delle proprietร  che rende poco redditizio la coltivazione delle singole parcelle, spesso in situate in contrade diverse, anche molto distanti tra loro, favorendone lโ€™abbandono.

I numeri del vino a Pantelleria

Qualche numero per capire. Nel 2018 i viticoltori panteschi erano 356, 325 dei quali (91,3%) associati al Consorzio insieme a 8 cantine, su circa 18 in totale. La superficie vitata si estende per 400 ettari, dei quali 334 ettari (83,5%) sono rivendicati dagli associati per un raccolto totale pari 20.864 quintali โ€“ associati (85,5%) โ€“ con una resa media di 52 quintali (Fonte Consorzio 2018). La resa naturalmente puรฒ cambiare molto e dipende se si riferisce alla zone costiere (Gadir, per esempio) dove รจ molto piรน bassa, anche 20 q.li/ha oppure alle zone piรน interne (Ghirlanda, Barone, ecc) dove puรฒ toccare gli 80/90 q.li con tutte le vie di mezzo che unโ€™isola di 83 kmq e una vendemmia molto lunga, puรฒ presentare.

Come funziona la vitivinicoltura di Pantelleria

Sostanzialmente il mondo del vino pantesco funziona con questo schema: i vignaioli panteschi che spesso hanno piccoli appezzamenti vitati vendono le uve alla Carlo Pellegrino per la trasformazione. Questโ€™ultima, in due tranche, a ottobre e febbraio, liquida a viticoltori circa 1 milione di euro per il pagamento delle uve.

Donnafugata, la piรน grande azienda dellโ€™isola, con circa 70 ettari di vigneto, tra proprietร , affitto e acquisto di qualche partita di uva, รจ autosufficiente cosรฌ come per lo piรน lo sono le altre aziende associate (Basile, Bonomo, Murana, Vinisola, De Bartoli, Coste di Ghirlanda) che vinificano in proprio. La piccola parte restante della produzione รจ appannaggio delle aziende non associate al Consorzio, una decina circa.

Il vino di Pantelleria

Attualmente a Pantelleria sโ€™imbottigliano poco piรน di 7500 ettolitri suddivisi tra varie tipologie: passito (naturale e liquoroso): hl. 6.114 (81,4%); moscato liquoroso: hl. 756 (10%) Pantelleria bianco: hl. 263 (3,5%); Moscato naturale: hl. 301 (4%) e piccole quantitร  di frizzante e spumante. Ora guardare indietro a quello che era la rigogliosa viticoltura pantesca degli anni anni Sessanta (320.000 q.li) o anche dei primi anni Novanta (100.000 q.li) dello scorso secolo, serve a poco perchรฉ bisogna guardare avanti e provare a salvaguardare lโ€™esistente. Ed รจ quello che sta cercando di fare il Consorzio di tutela negli ultimi anni, anche perchรฉ, proprio grazie alla sua spinta, nel frattempo il vigneto ad alberello รจ diventato patrimonio Unesco (2014) mentre nel frattempo nellโ€™isola รจ stato creato un Parco Nazionale, aumentando lโ€™appetibilitร  turistica. Trasformare, perรฒ, tutta questa bellezza in dati positivi per lโ€™economia, non รจ automatico, richiede tempo ed investimenti in comunicazione e promozione.

Vini di Pantelleria: le vendite e la crisi dei vini dolci e liquorosi

Oggi il vino di Pantelleria viene venduto in parte sullโ€™isola, il resto in Sicilia e in Italia mentre allโ€™estero va appena il 10%. I dati del resto parlano chiaro: il mercato dei vini dolci e liquorosi รจ in forte crisi tanto che dal 2015 โ€“ 2018 lโ€™andamento dellโ€™imbottigliato per tipologia di prodotto vede i passiti a -27% (Fonte Valoritalia Annual Report 2018), una crisi che riguarda tutti i vini dolci, dal Recioto di Soave al Moscadello di Montalcino e a cui non sono immuni oltre frontiera nemmeno i celeberrimi Sauternes e Barsac francesi, che stanno tentando la via di rendere piรน secchi i loro vini. Se non si aumenteranno le vendite, in Italia ma soprattutto allโ€™estero, se non si favoriranno i consumi attraverso lโ€™incoming turistico, sarร  difficile mantenere in vita la cultura dellโ€™alberello pantesco, patrimonio Unesco, cosรฌ come fare la manutenzione dei muretti a secco perchรฉ i vignaioli abbandoneranno sempre piรน i vigneti. โ€œSe vogliamo far crescere il nostro territorio, la viticoltura eroica e far conoscere lโ€™alberello pantesco, la strada รจ quella dellโ€™internazionalizzazione del prodotto. La Doc Sicilia ci fornirร  dei servizi, non certo oboli, ai quali parteciperemo con una condivisione dei costiโ€ ha dichiarato Benedetto Renda, presidente del Consorzio.

a cura di Andrea Gabbrielli

 

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