Nella domenica di shopping natalizio che ha restituito fotografie di piazze e strade affollate un po’ in tutte le grandi città d’Italia, le associazioni caritatevoli di Milano facevano i conti con un’altra cruda realtà. Nel capoluogo lombardo (dove per il periodo natalizio è attiva anche l’iniziativa del panettone sospeso) sono numerose le realtà che si preoccupano di distribuire pasti caldi o pacchi alimentari a chi si trova in difficoltà; l’impegno si è fatto sempre più pressante, la fila di persone che ordinate attendono un po’ di conforto si è moltiplicata praticamente ovunque, segno evidente che i confini della povertà alimentare – a Milano, come in tutta Italia – si estendono a comprendere una fascia di popolazione sempre più vasta, ed eterogenea. E tutte le associazioni di volontariato denunciano l’aggravarsi progressivo di una situazione che sembra destinata a complicarsi ulteriormente. Per Milano, i dati di questo incremento li forniscono la Caritas – che ha appena inaugurato il decimo emporio solidale in città – e l’associazione Pane Quotidiano, che ogni giorno conta 3500 persone in fila per un pasto con code impressionanti attorno al nuovo edificio della Bocconi. Ma l’allarme è condiviso con le altre grandi città, e la scena si ripete pressoché invariata a fronte della difficoltà di garantire aiuto per tutti.
Dunque il progetto intrapreso dagli studenti dell’Istituto alberghiero Colombatto di Torino è ancor più meritevole di essere segnalato. Colombatto Solidale è l’etichetta che individua l’impegno dell’istituto professionale (il più grande della città) a fornire pasti caldi gratuiti alle persone senza fissa dimora del capoluogo piemontese, a partire da un intelligente riutilizzo delle eccedenze alimentari (Massimo Bottura docet). Ogni sabato, a partire dal 19 dicembre, i ragazzi doneranno a chi ne ha bisogno duecento pasti preparati da loro nelle cucine della scuola, che hanno continuato a frequentare per la necessità di condurre i laboratori pratici in presenza. L’idea, anzi, è partita proprio dal desiderio di non sprecare il cibo preparato durante le lezioni, normalmente consumato da studenti e personale scolastico, ora ridotto al minimo nel rispetto delle regole di contenimento del virus.
L’iniziativa si concretizza però con il supporto dell’associazione dei volontari alpini della protezione civile, che si preoccuperanno di reperire nei mercati e presso i negozi della città il cibo fresco rimasto invenduto il venerdì, per portarlo ai ragazzi. In cucina, inoltre, arriveranno i prodotti messi a disposizione dalle realtà agroalimentari che hanno scelto di supportare gratuitamente l’iniziativa: il Caat, la Coop, la Centrale del Latte di Torino, Mulino Bongiovanni, 3Carni, Costadoro e alcune aziende specializzate nel packaging. E anche le famiglie degli studenti si sono rese disponibili a sostenere la causa, donando a propria volta materie prime da utilizzare in cucina. L’impegno solidale, infatti, è una consuetudine ben radicata tra i ragazzi dell’istituto Colombatto, schierato da 25 anni a sostegno di Casa Ugi con l’iniziativa Un dolce per la vita (mentre da tre anni, con Ail Torino, è stato attivato il progetto Un dolce che cura, per raccogliere fondi a sostegno della ricerca scientifica e l’assistenza ai pazienti ematologici). Dunque da sempre l’istituto sensibilizza gli studenti sul valore e sull’impatto concreto sulla società delle azioni di volontariato.
E anche in questo caso la pasticceria sarà utile alla causa: oltre alla preparazione settimanale dei pasti, infatti, sono già in preparazione nei laboratori della scuola i panettoni artigianali per la vendita di beneficenza. Il ricavato servirà a finanziare le associazioni della città che distribuiscono cibo a chi non può permetterselo. A coadiuvare i ragazzi in cucina, invece, ci sono i cuochi del Dipartimento Solidarietà Emergenza (DSE) e alcuni professionisti della ristorazione torinese. I volontari alpini si occuperanno anche di recapitare i pasti presso i centri di distribuzione del territorio. Dopo la giornata d’esordio del 19 dicembre, l’iniziativa proseguirà da gennaio, per tutti i sabati del periodo invernale, con l’auspicio di raccogliere fondi per strutturare il progetto nel lungo periodo.
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